Guest post checklist: 4+2 cose da tenere a mente prima di proporli sul tuo blog

Guest post checklist: 4+2 cose da tenere a mente prima di proporli sul tuo blog

Che i guest post funzionino alla grande, è piuttosto risaputo.

Ospitare contributi esterni non solo rappresenta un buon modo di proporre una visione alternativa ai tuoi lettori, ma ti permette di mantenere fresche e interessanti le tue pagine spezzando il ritmo di pubblicazione.

Inoltre -e fa sempre bene- è un buon modo per offrire visibilità a coloro che ancora sono poco conosciuti, e contemporaneamente di guadagnarne di propria quando si sia invece riusciti a strappare un articolo ad un blogger molto popolare e apprezzato.

Quale che sia il caso, anche se puoi semplicemente scrivere due righe in una mail e andare a proporre spazi sul tuo blog ai tuoi contatti più vicini, forse dovresti pensare ad un paio di cose prima di aprirti ai guest post.

1. Hai predisposto una pagina con alcune linee guida?

Prima ancora di pensare al materiale che riceverai, dovresti pensare al come lo riceverai.

Impostare una paginetta statica con le linee guida per i contributi esterni è il primo passo per evitare di scartare articoli fuori tema, troppo corti, troppo lunghi, troppo sgrammaticati e troppo (ahimè) fuori tema.

Ti permette inoltre di motivare possibili guest writer che altrimenti si sarebbero fatti da parte, troppo timidi o sfiduciati. Ti permette di stabilire i vincoli di utilizzo del materiale inviato e di indicare chiaramente le questioni solitamente lasciate da parte (Viene fatto un editing finale una volta ricevuto il materiale? Come ci si comporta con le immagini? Che livello di complessità viene accettato?).

Insomma, è una buona cosa a prescindere. 😉

2. Quanto sei aperto ai contributi esterni?

Qui bisogna mettere da parte i tecnicismi e guardare al proprio blog con occhio critico: quanto il tuo blog è legato a te stesso come persona?

Parliamoci chiaro: se la maggior parte dei tuoi articoli riguardano aspetti della tua vita privata (magari coincidenti con le tue passioni, perché no?) è improbabile che qualcun altro abbia interesse ad entrare “nel tuo salotto di amici” per cominciare a discutere di qualcosa di totalmente estraneo.

Forse i guest post in questo caso non rappresentano la scelta più adeguata; forse è il caso di virare sulle mini interviste, sui post “collezione di domande uno a molti”, e su varianti di questo tipo. Chiediti insomma quanto e in che modo potresti incastrare la voce di un terzo tra la tua e quella dei tuoi lettori.

3. Gli argomenti che tratti sono adeguati a ricevere guest post?

Non tutti gli argomenti si prestano ad essere “guestati”. Inutile dire che i guest post, proprio per la loro laboriosità e lunghezza intrinseca, sono articoli che cercano di presentarsi elaborati e completi, o perlomeno non esageratamente simili a segnalazioni stringate di questo o quel servizio.

Blog che si basano su notizie lampo, segnalazioni, piccole pillole di riflessione o aneddoti sono francamente poco adatti (così come sono nella loro forma naturale) ad ospitare guest post.

Ancora, se decidi di concedere il tuo spazio ad altri, dovresti prevedere precise forme di publicazione che ne giustifichino lo sforzo (non tanto tuo, quanto del guest writer di turno).

4. Hai già definito una selezione blogger iniziali a cui proporre il tuo spazio?

Hey, hai tutte le carte in regola.
Hai gli argomenti giusti, una pagina che spiega come si fa a proporti del materiale.

Hai anche predisposto più form di contatto nei punti salienti.

Perché aspettare dunque che siano gli altri a venire da te?

La timidezza in questo caso è il tuo peggior nemico. Spesso ci autolimitiamo nelle nostre scelte solo per paura di un rifiuto tropo secco o inaspettato. Ma così facendo, tutto ciò che otteniamo è… nessun guest post (ovvero, l’equivalente tecnico di un rifiuto ad una richiesta). Se non provi a chiedere, nessuno potrà nemmeno pensare di dirti sì. 😉

Puoi dare in pasto ai tuoi lettori un post dove esplicitamente comunichi l’apertura del tuo blog ad articoli esterni, nelle forme e nei tempi che preferisci (io ti consiglio di iniziare in maniera leggera e mantenere un rapporto ragionevole con il resto dei tuoi articoli) o puoi aspettare che i tuoi lettori trovino la tua paginetta dedicata (vedi punto 1) e si lascino convincere in maniera autonoma.

Non trascurare l’invio di un paio di care vecchie mail in cui proporre lo spazio a dei contatti fidati di cui leggi volentieri gli articoli giorno dopo giorno.

Un paio di modi alternativi di presentare un guest post

Ci sono poi un paio di modi interessanti di presentare i guest post che ricevi; mi è capitato di vedere simili approcci in giro negli ultimi tempi e devo dire che sembrano funzionare piuttosto bene, anche se ancora poco usati qui da noi.

1. Il guest post commentato

La situazione: Hai un guest post che si trova all’estremo opposto della tua visione sull’argomento in questione. I tuoi lettori sanno come la presa di posizione possa essere anche piuttosto estrema e potrebbe, nel migliore dei casi, sfociare in un tedioso flame.

La soluzione: Commentalo. Proprio in virtù di presentare opinioni così estremamente discordanti con le tue, l’articolo ben si presta a diventare un botta e risposta decisamente interessante tra ospite e padrone di casa. È sufficiente spezzare il ritmo dell’articolo in due/tre parti (non di più) cercando di dare una contro visione critica di quanto viene esposto.

Ricorda, tutto ciò che genera una discussione interessante è oro colato per il tuo blog. Piuttosto che lasciare un post provocatorio o “fuori posto” a marcire in una qualche cartella dopo aver rifiutato l’articolo (o peggio ancora non averlo mai fatto scrivere a nessuno) puoi offrire degli spunti interessanti e innovativi.

2. Il doppio guest post contrappposto

La situazione: Hai un paio di contatti che hanno deciso di scrivere i loro guest post su due argomenti identici (o quasi). Cosa fare? Procrastinare uno dei due? Virare l’articolo su una tematica inficiando così l’originalità del ragionamento?

La soluzione: Chi l’ha detto che i guest post devono avere contenuti del tutto nuovi e mai pubblicati sul post in questione? Dieci post scritti da dieci blogger diversi sullo stesso tema avranno come risultato dieci interpretazioni diverse dello stesso argomento. Pubblicare simili post a ridosso (se non addirittura in contemporanea) l’uno sull’altro può rappresentare la classica mossa vincente. Ricorda, chi ti legge vuole (in effetti) leggere qualcosa di stimolante. Poco importa se (orrore) due autori convivono con i loro articoli fianco a fianco sullo stesso blog.

Cosa aspetti a lanciare la tua “Chiamata per i Guest Blogger?” 😀

foto: burningkarma