Una delle difficoltà su cui mi trovo a lavorare per conto dei miei clienti appare più o meno così.
“Non ho la minima idea di ciò che dovrei scrivere (sul mio blog, su social, nelle mie newsletter). Certo, ho un sito dove ho descritto ciò che serve sapere ai miei clienti, ma su tutto il resto credo di apparire banale e scontato. Come pianifico contenuti pertinenti per il mio business?”
È un po’ il ragionamento secondo cui una strategia editoriale sia fatta di qualche magico segreto e innata creatività, tale che solo chi ne detiene la giusta conoscenza possa effettivamente iniziare a pianificarla.
Stupidaggini.
Una strategia editoriale è semplice buon senso applicato alla rete e al modo in cui le persone (non) si ricordano di noi. E la prima risposta al problema di cui sopra risiede in una singola affermazione.
Considera i tuoi clienti come se non ricordassero mai nulla di te.
Esatto. Come se non ricordassero proprio quell’ottimo post che hai scritto una settimana fa. Come se gli fossero sfuggiti, dannazione, tutti gli ultimi giorni che hai passato a promuovere il tuo nuovo prodotto sui social media.
Perché?
Perché nella maggior parte dei casi, è esattamente così.
E non si tratta di una qualche ingiustizia nei tuoi confronti. Capita da sempre. Ed è semplicemente il modo in cui noi utenti ci poniamo di fronte a una così grande mole di informazioni delle quali può essere piena la rete odierna.
Cercare di inseguire una sorta di “saggia austerità” nei confronti di chi ci legge, data dalla riflessione che hey, tutto sommato i nostri utenti già sappiano più o meno tutto di noi, non farà altro che generare una crescente frustrazione da carenza di contenuti papabili.
Ci sono professionisti che si limitano ad accennare timidamente ciò di cui si occupano in qualche remota sotto-pagina dei loro blog. E che non nominano mai le loro competenze su un social che sia uno. Abbiamo aziende dall’assoluto valore e carisma (almeno, dietro le quinte e fuori dal web) che trasmettono un’immagine formale e impostata solamente per il terrore di annoiare gli utenti ancora con i “soliti contenuti che hanno già sicuramente letto nella sottosezione C del menù secondario”.
Contenuti che, come detto, risulterebbero nella stragrande maggioranza dei casi una gran bella novità da leggere.
Ciao, ti conosco?
Non c’è motivo di apparire il “grande segreto” in rete. Nessuno si prenderà il tempo e il modo di strapparti di dosso le informazioni di cui hai bisogno. A meno che tu non sia davvero un grande nome (e anche in questo caso ho qualche dubbio in merito). Spesso, come freelance e pmi, come privati e grandi aziende, una veloce occhiata è tutto ciò che ci è concesso da parte di nuovi partner, clienti, lettori.
Assumere che il nostro prossimo lettore (o cliente, o partner) non sappia nulla di noi e di quanto abbiamo fatto in passato è il miglior modo per iniziare a costruire a cuor leggero una comunicazione fresca e personale, che mostra e dettaglia con chiarezza il nostro business non nascondendolo dietro al solito sipario.
Hai mai pensato a quanto i tuoi lettori sanno di te, dei tuoi obiettivi, dei tuoi retroscena che hai sempre trascurato di comunicare perché “tanto queste cose, chi mi conosce, le sa già”?
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