Sai, una delle principali paure per i miei clienti è quella di non sapere, in effetti, cosa accidenti andare a pubblicare sui loro blog una volta online.
Capiamoci, non si tratta di una paura di poco conto. 🙂
Un sito, un e-commerce, puoi pianificarlo.
Puoi pagare, sostanzialmente, qualcuno affinché ti richieda tutti i testi necessari.
Affinché ceselli adeguatamente ogni parola incastrandola in un design efficace.
Puoi, se vuoi, pianificare una fruttuosa attività DEM (le care e vecchie newsletter), incastrando un percorso di apprendimento che su quel sito o su quell’e-commerce vada a coccolare il tuo cliente, sino a generare l’agognato ritorno d’investimento.
Insomma, puoi pagare e pianificare a puntino ogni aspetto sino al fatidico giorno X.
Ma una volta online, sei tu al timone.
Da cui la paura: di che diavolo scrivere, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana?
La risposta l’ho sempre trovata nella più semplice delle attività: leggere.
Se non sai di cosa scrivere, significa che non hai letto abbastanza.
Non si tratta di copiare. Nè di prendere ispirazione in maniera più o meno velata.
Si tratta di selezionare una serie di buone fonti. Persone capaci di scrivere e stimolare il loro seguito.
E di iniziare a relazionarsi con essi. Quotidianamente. Iniziare a posizionare il proprio progetto comprendendo sempre più a fondo il panorama intorno a sè. La visione globale, tutt’altro che scontata. Leggere buone fonti anche assolutamente fuori nicchia per il nostro progetto, è la base per trovare e perfezionare il proprio stile.
È la base per far scaturire quella scintilla che poi inconsciamente userai per alimentare la produzione di contenuto una volta tornato tra le tue pagine.
Non è così facile quanto sembra. Spesso, nell’ottica di preservare la qualità di un progetto, ci si incaponisce contro una pagina bianca rosicando tempo prezioso alla lettura. Bloggare diventa una male necessario più che un mezzo per raggiungere obiettivi rivolti alla crescita. E a forza di sacrificare tutto, senza leggere e senza confronto, eccolo lì il blocco dello scrittore.
Leggere di più, per scrivere di più (e meglio).
Troppo facile?
Con quante fonti ti confronti quotidianamente?