Ho sempre adorato l’illusionismo e ho sempre pensato che molte delle dinamiche che muovono le più grandi illusioni condividano parecchio con il marketing e con il modo in cui la gente si relaziona agli altri. Oggi ti voglio raccontare qualcosa di particolarmente interessante proprio in quest’ambito.
Ti dice niente il nome “Steve Cohen”?
No?
Steve Cohen è un illusionista che guadagna, grazie al suo solo modello di business, circa un milione di dollari l’anno.
Forse il suo nome non sarà così conosciuto come quello di David Copperfield, né probabilmente come quello di molti altri suoi contemporanei più vicini alle scene televisive o alle prime pagine dei giornali. Io stesso ne sono venuto a conoscenza da poco e forse così sarà stato anche per te.
Ebbene, il signor Cohen -chiamato non troppo a torto “The Millionaires’ Magician”– ha sviluppato da circa 8 anni un progetto che definire vincente è poco: si chiama Chamber Magic.
Chamber Magic nient’altro è che una serie di spettacoli (cinque ogni weekend), messi in scena in una lussuosa suite e ristretti ad un gruppo di soli 50 partecipanti ciascuno. Le persone possono acquistare un biglietto direttamente dal portale in questione, così come leggere gli ultimi contributi sul blog di Steve o scambiare quattro chiacchiere con lui su Facebook o Twitter.
Le persone pagano 75$ per un posto a sedere, 100$ per la prima fila. Uno spettacolo intimo, da close-up vecchio stile, che Steve porta avanti tra oggetti di uso comune e l’atmosfera degli illusionisti di inizio secolo, estremamente diversi da quelli attuali.
Come ha fatto un sistema del genere a risultare (così tanto) vincente?
Seth Godin ha racchiuso in un suo recente post cinque punti che ne decretano l’efficacia:
- Vende a persone già estremamente portate a starlo a sentire, e desiderose di pagare quanto chiede senza fare una piega
- Racconta una storia ad un preciso gruppo di persone, senza cercare di portare il mondo intero a seguirlo
- Propone un’esperienza incredibile e piacevole da condividere con gli altri (scatenando un passaparola naturale)
- È aperto al dialogo e alla condivisione con le persone con le quali lavora
- Ma soprattutto: è dannatamente bravo in ciò che fa.
In particolare viene portata l’attenzione soprattutto primo elemento della lista, ovvero: cerca di vendere alle persone che già sono interessate a comprare. Anche se chi vive di marketing sa come sia possibile convincere gli utenti a “desiderare” qualcosa (dopotutto è il prodotto che crea la necessità, giusto?) non sempre il ragionamento fila così liscio. E anche quando lo fa, potrebbe richiedere parecchio sforzo (troppo sforzo) per cambiare lo stato delle cose in tuo favore.
Ai quali aggiungerei:
- Non ha avuto paura di andare controcorrente – Nel momento in cui la figura dell’illusionista moderno si avvicina sempre più a modelli informali e casual (quando non decisamente punk e gotici, francamente imbarazzanti) ecco un’impostazione -un personal brand- che sembra uscito da una foto seppiata di tempi lontani. E che funziona proponendo un modello di business più “intimo”, legato alle singole persone e all’interazione con esse anziché alla ricerca fine a sé stessa di visibilità. “If you want to see a Las Vegas show, go to Las Vegas.” scrive in un’intervista.
- Ha creato un vortice che si autoalimenta giorno dopo giorno – Il suo portale e i suoi spettacoli portano a sé persone. Persone che discutono con lui sui social sul suo blog. I quali attirano nuovi utenti al suo portale. Attraverso il quale pubblicizza i libri che ha scritto. E che portano ulteriori persone ai suoi spettacoli. C’è bisogno di dire altro?
In un articolo sul New York Times, Steve racconta infine:
Being a successful magician comes down to three things. The first order of importance is you have to have a great personality so the audience likes you. The second is presentation – what are you going to say. The third is technique. Most magicians don’t get this. They think everything is technique.”
Personalità, presentazione e tecnica. Tre abilità basilari per un buon illusionista (anche se non tutti le presentano in quest’ordine secondo Steve) e, come prevedibile, tre abilità altrettanto fondamentali per avere successo in rete.
That’s magic, ladies and gentleman! 😀
foto: stevendepolo