Dai, facciamo un gioco. 🙂
Vai sul sito da poco leggermente ridisegnato di Freshbooks e dimmi quali sono e quanto costano i diversi piani di utilizzo del servizio.
[…]
Trovati?
…no?
Perché non ci sono. Niente classica pagina a più colonne per piano di utilizzo con relativa “best seller”. 🙂
Non sono esposti e sono raggiungibili unicamente all’interno del piano gratuito, mentre vengono accennati (come importo di base, giusto per dare una metrica) piuttosto velocemente nella relativa pagina di iscrizione.
Un passo indietro.
Freshbooks è uno di quei tool -sempre più diffusi e tanto cari ai freelancer- di online invoicing. Il servizio, che da tempo sto puntando e che credo proprio diventerà mio compagno di avventure dal prossimo anno, si occupa semplicemente di risolvere ogni mal di testa causato dal processo di tracciamento, fatturazione e pagamento di una piccola/media impresa.
Il grande problema di software di questo tipo, ovvero il grande problema di tutti i software che possono rappresentare un concreto boost produttivo nella propria giornata lavorativa, è che spesso richiedono un minimo di attenzione all’utilizzo e la concreta volontà di cambiare, da parte dell’utente, la propria routine.
Ed ecco che analizzare diverse fasce di prezzo ancora prima di aver dato uno sguardo al prodotto in sè diventa parte di quella lag decisionale che rimanda (spesso all’infinito) una decisione di acquisto netta.
Così facendo spiani invece la strada a due tipi di utente:
- Quello che pensa che il prodotto sia completamente gratuito, e poi scopre che comunque il taglio più basso è estremamente accessibile (ma a questo punto è già entrato all’interno del sistema e conosce la bontà del prodotto).
- Quello che decide che l’equazione “valuta il prodotto e ti dirò quanto costa” non è poi troppo male da sopportare e, anche dato il segmento a cui si rivolge, ben è disposto a concedere una registrazione.
Insomma, se da un lato decine (una volta credo di aver visto un roundup da 80+ diversi nomi) di prodotti si contendono la piazza a suon di promozioni, feature e prezzi ribassati o modulari, ecco che chi punta invece tutto su citazioni di terze parti, una comunicazione leggera e una navigabilità semplicemente disarmante rimane in cima alla vetta e può permettersi di sfruttare una strategia come questa.
Oppure lo può fare solo perché, a conti fatti, è sempre il leader? 😛