La corsa in ascensore: perché al tuo blog serve un elevator pitch e come iniziare a scriverne uno

Wikipedia definisce Elevator Pitch come “[…] un tipo di discorso ed una forma di comunicazione con cui ci si presenta, per motivi professionali, ad un’altra persona o organizzazione.”

La metafora dell’ascensore è presto spiegata: immaginando di avere un tempo limitato per convincere il nostro interlocutore ci si costringe a soppesare attentamente ogni parola, cercando di essere incisivi quanto basta per stimolare ulteriore curiosità dall’altro lato.

La letteratura specialistica definisce questo “tempo limitato” in ben cinque minuti.

Ora, non so dove mai possa andare a finire un ascensore in cinque minuti netti di corsa, ma per il momento atteniamoci al piano.

E il piano è che ti serve un buon elevator pitch.

Non importa se leggendo le righe qui sopra hai pensato di non essere un imprenditore e di non avere in effetti nessuna intenzione di andare in giro a raccogliere finanziamenti per la tua startup.

A dire il vero, questo non è il solo scopo di un elevator pitch.

Soprattutto se sei un blogger e gestisci dei contenuti su web, allora sappi che focalizzare il tuo “approccio da ascensore” è una delle prime cose a cui dovresti pensare.

Concetti fondamentali

Un elevator pitch non è solo una frasetta simpatica da piazzare nel footer o sotto al tuo logo, mettendo insieme alla rinfusa alcuni concetti che ti sembrano possano sembrare sensati. Niente affatto: costruirne uno (che funziona) richiede tempo e, beh, un minimo di introspezione.

  • E’ breve. Non esiste una lunghezza precisa per un buon elevator pitch. Tuttavia, se stai gettando troppa carne al fuoco e stai spendendo più di due paragrafi, forse hai già scritto troppo.
  • E’ parte del tuo brand. Come un logo o un layout, sarà rapidamente associato al tuo blog, con tutti i vantaggi in termini di riconoscibilità e chiarezza nella marea di altre pagine, persone e progetti attualmente presenti in rete.
  • Si evolve con te. Ed esattamente come un logo o un layout, cresce mano a mano che cresci tu stesso. Considera di rivedere il tuo elevator pitch a intervalli periodici per stabilire se questo rifletta ancora al meglio il tuo modo di porti online.
  • Non è una scatola chiusa. Soprattutto se intendi usare il tuo elevator pitch in una discussione, devi essere pronto a difenderlo e motivarlo con la stessa grinta che hai usato per scriverlo. Renditi in grado di argomentare ogni singolo concetto che decidi di inserire al suo interno.
  • E’ dannatamente semplice da comprendere. Se nemmeno tu riesci ad avere un’idea chiara di cosa stai facendo, allora è molto probabile che nemmeno i tuoi lettori ce l’abbiano. Un elevator pitch ti può aiutare a fare chiarezza dentro e fuori le tue pagine.

Mi preme in particolar modo sottolineare l’ultimo punto. Un elevator pitch che funziona non è probabilmente semplice da scrivere, ma è semplice da comprendere.

E perché sia semplice da comprendere, tu per primo devi possedere una visione estremamente chiara e precisa di ciò che stai facendo online. Avere coscienza dell’utilizzo che fai dello spazio che gestisci.

Un piccolo esempio: pubblichi articoli e ricette sul mondo della cucina ma talvolta vai off topic con i resoconti dei tuoi viaggi? Perfetto, purché tu ne sia cosciente e non consideri invece le tue pagine come un grosso contenitore di materiale disomogeneo (perché a conti fatti non lo sono).

Una volta raggiunta questa piccola consapevolezza, puoi iniziare a delineare il tuo elevator pitch.

Da dove partire?

Per cominciare a gettare attivamente le basi per il tuo elevator pitch ci sono alcune domande dalle quali potresti partire. Se riesci a rispondere a molte di esse rimanendo conciso e interessante da leggere, sei sulla strada giusta.

  • A chi mi sto rivolgendo?
  • Che tipo di problema cerco di risolvere?
  • In che modo raggiungo il mio obiettivo?
  • Quali risultati ho già ottenutio?
  • Quali sono i miei progetti nell’immediato futuro?

Puoi costruirne diverse versioni di diversa lunghezza: alcune leggermente più estese da destinare alla tua pagina “Chi Sono”, altre più sintetiche da utilizzare come complemento al nome del tuo blog. Sperimenta sino a che il tuo elevator pitch non diventa così naturale ed intrigante da non suonare mai noioso o scontato.

Un paio di considerazioni finali

Più che per un discorso prettamente letterario, credo che possedere un proprio elevator pitch sia piuttosto questione di consapevolezza.

Per i motivi più disparati potresti anche decidere di non esplicitarlo sul tuo blog o sul tuo biglietto da visita, ma non per questo non dovresti comunque conoscerlo a menadito e averlo fissato in mente.

Perché rappresenta l’impostazione stessa che decidi di dare al tuo lavoro, racchiude il messaggio di fondo che stai cercando di passare ai tuoi lettori.

Cominciare a pensare al tuo elevator pitch sin dai primi giorni di vita del tuo blog ti aiuterà a rimanere focalizzato sulla tua idea originale, evitando le fin troppo facili derive che colpiscono i blogger nei loro primi momenti di crisi.

Hai mai pensato al tuo elevator pitch?
Lo usi sulle tue pagine? Hai intenzione di farlo?

E ancora più importante: dentro di te, sai cosa recita il tuo elevator pitch?

foto: Guwashi999