Approfondimenti e statistiche sul pubblico in Google Ads: come iniziare

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Uno dei principali timori riguardo le campagne Performance Max in Google Ads suona sempre più o meno come: “Sì, funzionano. Ma non so perché”.

In realtà, in piattaforma, di spunti per comprendere il funzionamento di una Pmax ce ne sono. E parecchi. Basta sapere dove guardare.

E quel posto è la sezione Approfondimenti > Approfondimenti e report.

In questa sezione hai a disposizione soprattutto due report:

  • le informazioni approfondite sul pubblico
  • le informazioni sugli asset

Entrambi sono fondamentali per intervenire consapevolmente sui gruppi di asset di una campagna Performance Max, migliorando nel tempo i tre fattori fondamentali per una buona resa: creatività, copy e indicatori di targeting.

In Approfondimenti > Informazioni approfondite sul pubblico trovi una tabella che mostra il segmento di pubblico intercettato, il tipo (affinità, in-market, dati demografici), la quota di clic raggiunta e l’indice di rilevanza.

Se per la campagna, nel periodo scelto, è stato impiegato un indicatore di targeting già fornito dall’advertiser, un’etichetta “indicatore” (in blu) lo confermerà per ciascuno di essi. Se il segmento è stato scelto autonomamente dalla piattaforma, verrà invece mostrato come “ottimizzato” (in verde).

Un colpo d’occhio è spesso sufficiente per capire se e come gli indicatori di partenza sono stati effettivamente impiegati per erogare gli annunci, e quanto distante sia andato Google nell’ottimizzazione e uso di nuovi segmenti.

Una distanza troppo elevata sui segmenti ottimizzati potrebbe essere sintomo di una scarsa precisione sia degli indicatori di partenza, che degli asset testuali e creativi dei gruppi di asset.

Sull’indice, in particolare, molte persone si perdono. Quel valore indicato come moltiplicatore (per esempio, “15x”) per ciascun segmento indica che, appunto in quel segmento, le persone sono state x-volte volte più propense a cliccare rispetto alla popolazione generale del traffico della campagna.

Per esempio, se vendi attrezzatura invernale e la tua campagna è orientata su tutto il listino, scoprire un moltiplicatore elevato sugli “appassionati di sci”, rispetto a un più debole moltiplicatore per gli “accessori e attrezzature per gli sport invernali” potrebbe indicare la strada per ottimizzare più a fondo i gruppi di asset sul tema specifico degli sci.

In Approfondimenti > Informazioni sugli asset puoi analizzare quali asset, tra quelli disponibili nei gruppi di asset, stanno ottenendo le migliori performance e verso quali segmenti di pubblico.

Alcune di queste informazioni sono già disponibili nei dettagli dei singoli gruppi di asset, ma qui vengono abbinate ai segmenti di pubblico che la campagna ha intercettato, insieme nuovamente a un indice che mostra quanto le persone di quel segmento siano propense a interagire con quell’asset, sulla base del CTR medio della popolazione del traffico generato.

Per esempio, se la risposta in termini di CTR del segmento indicato per quell’asset fosse del 10% rispetto alla media di tutti i segmenti del 5%, avresti un indice del 2x. All’inizio sembra tutto un po’ criptico, ma rende molto bene l’idea.

Mica male, no?

L’aspetto centrale in Google Ads oggi è governare – e non subire – l’apprendimento automatico e le logiche di IA offerte dalla piattaforma.

Gli approfondimenti e report sono un buon posto dove iniziare.