Una campagna Performance Max, un solo gruppo di asset?

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Difficile negarlo: le campagne Performance Max in Google Ads hanno guadagnato ormai un posto di tutto rispetto nell’architettura di campagne in Google Ads.

Sono particolarmente attraenti soprattutto per coloro che – magari con meno esperienza – cercano un modo flessibile per ottimizzare le proprie campagne concentrandosi sulla resa dell’annuncio e sulla pagina di destinazione, senza essere vincolati da rigide opzioni di targeting.

Una delle domande più comuni (ma non per questo banale) che ricevo quando faccio formazione rispetto alla creazione di una campagna Performance Max suona come: quanti gruppi di asset dovrei creare? E mi basta una sola campagna, o dovrei crearne diverse?

Le strade a disposizione sono, prevedibilmente, tre:

  • Una campagna, più gruppi di asset
  • Più campagne, un gruppo di asset
  • Più campagne, più gruppi di asset

Una singola campagna, più gruppi di asset

Se scegli di creare una singola campagna con più gruppi di asset gestirai un unico budget e concentrerai gli sforzi per accelerare il periodo di apprendimento e la raccolta di dati. Il che non è affatto un male, anzi.

Questo approccio ha senso se i costi per clic (CPC) dei diversi gruppi di asset sono simili tra loro e non hai esigenze specifiche di programmazione giornaliera o oraria degli annunci o di località, opzioni che vengono gestite a livello di intera campagna.

I contro? Pochi. È sostanzialmente il punto di partenza. Potremmo comunque citare un minore spazio di manovra per testare varianti di annuncio o per definire indicatori di targeting. E il fatto che con tutte le uova in un unico paniere, ogni modifica non recepita al meglio dalla campagna potrebbe pregiudicarne più velocemente i risultati.

Pur con minor dati a disposizione, padroneggiare le dinamiche di una singola campagna con più gruppi di asset è comunque fondamentale per procedere oltre.

Più campagne, singoli gruppi di asset

Dividere l’architettura tra più campagne, ciascuna con un singolo gruppo di asset può essere invece una scelta interessante quando il budget a disposizione è più grande e abbiamo bisogno di rimarcare un messaggio diverso tra più località, separando a dovere creatività e indicatori di target.

È anche una scelta adatta per affrontare CPC che possono variare di molto tra le diverse zone geografiche. D’altro canto, senza un budget sufficientemente elevato si rischia di ingabbiare le campagne in un lungo e faticoso periodo di apprendimento. Idealmente, vorremmo comunque ottenere almeno 50-70 conversioni al mese per alimentare degnamente le meccaniche di apprendimento automatico.

Più campagne, più gruppi di asset

Infine, creare diverse campagne, ciascuna con più gruppi di asset è una via perfettamente praticabile quando lavoriamo con gli e-commerce e abbiamo a che fare con diverse categorie di prodotto, soggette magari a una forte stagionalità, rivolte a target diversi.

È una tattica che funziona bene quando abbiamo una precisa consapevolezza dei nostri target persona e abbiamo compreso al meglio le aste in cui i nostri annunci partecipano, trovando così vantaggio dal separare budget tra le campagne e categorie di prodotto tra i gruppi di asset.

Di contro la complessità nella gestione aumenta e il rischio di non ottimizzare correttamente il budget a disposizione, così diviso tra campagne e ripartito automaticamente tra i gruppi di asset, cresce di parecchio.

Ogni tattica per organizzare le campagne Performance Max ha i propri vantaggi e sfide, e la scelta giusta dipende dagli obiettivi della tua azienda, dalle risorse a disposizione e dal pubblico che vuoi raggiungere.

Se cerchi semplicità e ottimizzazione rapida, un solo gruppo di asset in una singola campagna può essere l’opzione migliore. Se invece desideri segmentare e personalizzare i tuoi messaggi, potresti optare per più campagne o più gruppi di asset.

In ogni caso – serve ricordarlo? – assicurati di monitorare i risultati e adattare la tua strategia in base ai dati.