La rilevanza del feed di prodotti in Google Merchant Center

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La parte più interessante del lavoro di un advertiser in Google Ads è che dietro a concetti apparentemente semplici si nascondono spesso processi complessi e stratificati.

Prendi le Performance Max. Campagne semplici da creare e considerate – lo diciamo? Diciamolo – più spesso di quanto dovrebbero una soluzione pronto uso.

Ora, lasciando da parte il fatto che le Performance Max non sono una scappatoia per una mancata comprensione del mercato, al non aver fatto keyword research o al non aver budget sufficiente, c’è un altro aspetto che spesso sfugge.

Perché anche quando si è compreso il mercato, si è fatta una buona analisi degli intenti di ricerca e si ha budget a sufficienza, quando si lavora con un e-commerce quello che viene trascurato è il feed di prodotti.

Se ricordi, prima di lanciare una campagna shopping o Performance Max in Google Ads, devi mettere in ordine la tua identità in Merchant Center, registrando un account, inviando il tuo feed di prodotti con le specifiche di ogni singolo elemento a listino.

Una volta connesso Google Ads a Merchant Center potrai poi disporre, in più campagne, del feed di prodotti come fonte di targeting e materiale per la creazione degli annunci.

Ed è proprio sul concetto “fonte di targeting” che non si riflette così a lungo.

Il feed di prodotti che alimenta Merchant Center e che a cascata fornisce a Google Ads tutte le informazioni necessarie per comprendere il nostro listino è una delle principali fonti di targeting per le future campagne, prime tra tutte le Performance Max.

Google fornisce decine e decine di attributi per il feed di prodotti.

Alcuni parametri sono obbligatori (senza i quali il prodotto non viene validato e non può venire mostrato da nessuna parte) come per esempio il titolo, la descrizione, il link alla pagina di destinazione, il prezzo e molto altro ancora.

Altri sono opzionali, consigliati, e salvo casi eccezionali non se li ricorda nessuno fino a quando la campagna, stranamente, sembra “performare poco”.

Certo, spesso il grosso del lavoro viene risolto da uno dei tanti ottimi plugin per WooCommerce, PrestaShop, Shopify e simili, che permettono all’advertiser più o meno consapevole di produrre un feed di discreta qualità sulla base dei dati già inseriti a gestionale nelle schede di prodotto. E sempre più spesso in futuro Merchant Center Next potrà completare feed di prodotti mancanti di parametri sulla base della loro pagina di destinazione, impiegando un minimo di IA.

Tuttavia, nessuna piattaforma potrà sopperire alla mancanza di consapevolezza di chi quella piattaforma la opera.

Se le informazioni non sono in pagina, non c’è IA che tenga per completare dati mancanti. Se le informazioni sono in pagina ma non sono specifiche o pensate per completare gli attributi opzionali di cui sopra, siamo daccapo.

Se non ricordiamo che il feed di prodotto è una delle principali fonti di targeting impiegate da Google Ads per capire quale prodotto mostrare a chi, non esiste tecnicismo per una campagna Performance Max che possa sopperire.

Se hai un e-commerce e vuoi impiegare anche Google Ads nella tua strategia di marketing digitale, creare un feed di prodotti quanto più possibile ricco di attributi pertinenti e sempre aggiornato dovrebbe essere il primo pensiero.