La sola ragione per la quale il contenuto è re

*suspance*

“Content is King.”

Ammettilo: quante volte hai letto o sentito pronunciare questa semplice affermazione?

Tutti ad affermare, dai marketer più spinti sino ai blogger più ascetici (quasi stracciandosi quasi le vesti), come ciò che scrivi, ciò che metti a disposizione dei lettori, sia l’aspetto più importante del tuo blog.

Il re.

Si fa presto a capirlo, dopo tutto.

Se vuoi che i lettori ti reputino affidabile e che continuino a seguirti, devi fornire prima o poi (meglio prima che poi) contenuti di qualità.

Nessuno vuole leggere schifezze online, giusto?

Ma al di là di questa semplice affermazione, spesso persino banalizzata nella sua semplicità, credo che una e una sola sia la ragione per la quale il contenuto sia davvero (oh sì) il re di ogni blog.

E se avrai modo di seguirmi nella prossima manciata di secondi te la racconterò. 😉

Credo che l’intera faccenda possa ridursi ad un semplice ragionamento.

Vedi, non passa giorno che non noti, oggi ancora più che nei mesi passati, come moltissimi blogger -soprattutto gli ultimi arrivati- facciano davvero un pesante affidamento su social network e su circuiti di citizen journalism per portare utenti al proprio blog.

Capita poi che di tanto in tanto ci si trova persino impigliati nella loro rete di rimandi ed ennesime (ri)condivisioni per arrivare, seguito l’ultimo dei link, ad articoli spesso trascurati, abbozzati, imprecisi o semplicemente poco utili per chi ha deciso di donare qualche minuto del proprio tempo.

Ora.
Non credo ci sia nulla di male nel fare un uso (anche impegnativo) dei social network per permettere a lettori e semplici curiosi di ricevere aggiornamenti su ciò che scriviamo.

Io stesso porto molti dei retroscena dei miei articoli su Twitter, Faceook e FriendFeed. Io stesso per un breve periodo di tempo ho fatto uso di portali come OkNotizie, Current o TechNotizie per portare alla luce (e far valutare) i miei articoli a community quanto più possibile focalizzate.

Ma non è su questi strumenti che dovresti basare l’intero traffico che il tuo blog riesce a generare.

Soprattutto se questo, con l’avanzare del tempo, risulta sempre più subordinato ad una qualche tua operazione manuale o presenza fisica.

La visione più ampia

Credo insomma che se impieghi un’oretta scarsa per confezionare il tuo post e poi ne spendi senza battere ciglio altre due solo per la promozione manuale e “forzata” a tutti gli utenti che conosci, forse dovresti rivedere il tuo piano d’azione.

Forse dovresti affrontare la questione con un’ottica più lungimirante.

Perché il tuo portale preferito può chiuderti le porte in faccia da un giorno all’altro. Perché i social possono rivedere le loro dinamiche o scomparire del tutto. O semplicemente perché i precari equilibri che oggi ti possono assicurare il tuo traffico “forzato” (dato appunto dal tuo impegno manuale giornaliero) possono alterarsi senza preavviso e lasciarti con un pugno di mosche.

Insomma, è semplicemente avventato basare la quasi totalità del proprio flusso di lettori giornalieri (e non solo un consistente e piacevole “bonus”) su qualcosa su cui non puoi avere un diretto controllo.

Indovina invece qual è l’unica cosa su cui potrai sempre avere diretto controllo?
Che può costituire una base solida al di là di ogni strumento utilizzato?
Che continuerà a generare valore per il tuo blog, cascasse il mondo?

Esatto.
I tuoi cari, vecchi, contenuti 🙂

Francesco Gavello

Francesco Gavello

Consulente, formatore e public speaker in Advertising e Web Analytics. Sviluppo strategie di Inbound Marketing per progetti web di grandi dimensioni. Appassionato da sempre di illusionismo, un’arte che ha molto da spartire con il marketing.

15 commenti

  1. Concordo pienamente Francesco.
    Se non hai contenuti, cosa vuoi proporre ai tuoi lettori?
    Bell’articolo.
    Mi incoraggia a proseguire nella direzione in cui
    sto portando il mio blog. 🙂

    Fabietto

  2. Verissimo! Riporto sempre su Facebook quello che scrivo (con qualche timore di esagerare e annoiare i miei amici). Ma le vere soddisfazioni arrivano quando l’articolo è davvero apprezzato: allora tutti i miei amici mettono il link nel loro profilo, molti siti lo riportano (con link, mi auguro) ecc ecc.
    Ma in generale per me il blog, oltre che ovviamente un modo di comunicare e diffondere concetti in cui credo, funziona di fatto come un super biglietto da visita: non voglio certo metterci roba poco interessante o scopiazzata!

  3. Concordo, Francesco. E’ inutile avere tanti visitatori che vedono la pagina linkata e poi se ne vanno subito (=frequenza di rimbalzo 100%). Anzi, se scriviamo cose scadenti, è anche dannoso per l’immagine del nostro sito se in tanti le vedono… Quando scriveremo cose di valore i visitatori che si sono sentiti “traditi” dal nostro sito le ignoreranno.
    La fiducia dell’utente è la prima cosa da conquistare.

  4. Non faccio minimamente uso di Facebook, Twitter, e altro. Solo qualche invio su ok notizie e upnews.
    Per il mio blog solo tanto e tanto contenuto.
    Ci ho messo un pò ma i risultati e la vicinanza delle persone che mi seguono dimostrano che quello che scrivi nel post è sacrosantamente vero.
    “The content is the king”

  5. Il contenuto è sempre il re! È il motivo principale per cui un lettore decide o meno di seguire un blog, ma se l’utente non riesce nemmeno ad arrivare a quel blog, il contenuto servirà a ben poco.

    Certo, con un buon contenuto ed un discreto posizionamento si possono ottenere molte visite e alcuni degli utenti che ci visiteranno vorranno tornare sul nostro sito o iscriversi ai feed, ma tutti gli altri?
    Molti utenti non hanno il tempo di cercare su google ciò che gli interessa, aprono il pc, controllano la posta, gli aggiornamenti ai social network a cui sono affiliati e si scollegano da internet.

    Ritengo perciò che la pubblicizzazione sia importante tanto quanto il proporre buoni contenuti. Chiaramente l’uno non può sostituire l’altro, ma sono entrambi importanti.

    Poi ho notato che dipende molto anche da che tipo di blog si conduce, alcuni blog hanno un traffico di utenti che arrivano prevalentemente da social network, altri ne hanno pochi in questo senso e molti dai motori di ricerca.

    Il mio consiglio finale è quello di controllare tramite un software di analisi dei dati, da dove arriva la maggior parte degli utenti e puntare maggiormente su quelli, senza però dimenticare gli altri.

    Comunque, post interessante 😉

    1. È anche vero che nella promozione dei propri articoli è sempre bene diversificare.

      Sfruttare al massimo ogni singola risorsa finché questa dura, senza diventarne unicamente dipendenti.

      Altrimenti, un piccolo cambiamento nelle dinamiche del nostro social preferito (magari veicolante una fetta significativa di utenti mensili) e…voilà, improvvisamente spariti dalla scena.

  6. Ciao Francesco,
    certamente i contenuti sono la merce primaria di tutti i blog, come dire, sono il cervello dei blog, puoi mandare virus in continuazione in un blog, puoi anche distruggerlo completamente, ma ti posso garantire che i contenuti riappariranno come per magia.

    E’ la prima volta che scrivo in questo blog e devo dire che è strutturato molto bene con eleganza e raffinatezza, inoltre i contenuti non mancano.

    Ciao Francesco, un caro saluto da Giuseppe

  7. In situazioni altamente concorrenziali come quelle odierne, quando tutta la tua concorrenza (anglofona o italica) è solo ad un click da te e i social network riempiono la vita di molti navigatori, il contenuto non è più il re.

    “content is GOD”

    ovvero è l’unica cosa per cui ogni altro esser umano ricorda te (o il tuo brand).
    l’assoluta dominanza eleva il succo di ogni blog.

    anche se fosse solo un blog fatto della miglior rassegna stampa di quanto presente in rete, lo stesso “taglio editoriale” sarebbe il contenuto di quell’aggregatore.

  8. Sei davvero bravo a scrivere, complimenti!

    P.S. Non mi è stato possibile commentare l’articolo dal Tattoo, ti suggerirei una versione mobile del blog

  9. Ciao Francesco, è il mio primo commento sul tuo blog! Ma questo articolo lo merita proprio! Credo che in questi anni la cresicita del web2.0 e dell’UGC abbia creato falsi miti “editoriali”. C’è troppa imporovvisazione! L’informazione corretta, quella che ti fa venire voglia di leggere un articolo fino in fondo, è merce rara e questo credo sia dovuto anche alla poca professionalità e formazione della gente/blogger che scrivono! Ti faccio i mie complimenti per il tuo blog che trovo tra i pochi davvero utili e con contenuti di “prima mano”! Ciao a tutti!

  10. Come blogger alle prime armi, ma soprattutto come lettore di blog, concordo pienamente con quello che scrivi.
    Mi permetto solo di aggiungere un elemento per il “successo” di un blog che ritengo personalmente importante: il contatto con i lettori.
    Ho notato che sono molto più motivato a leggere i post di blogger da cui ho ricevuto un feedback. Non solo tramite le risposte ai commenti, ma sui social media. L’aver stabilito una anche minima relazione online (una breve conversazione, un Retweet e così via…) mi ha incentivato a leggere i loro blog.
    Quando poi (e mi è capitato non da molto) ho avuto addirittura l’occasione di conoscere uno degli autori del blog che leggo abitualmente… sono stato ancora più interessato ai suoi articoli!

  11. secondo me c’è un’altra ragione “principe”: la soddisfazione della domanda. infatti anche l’informazione è un mercato: da una parte c’è chi vuole notizie da leggere (ovvero: la domanda) e dall’altra ovviamente c’è chi può offrire queste notizie (ovvero: l’offerta). se la domanda chiede notizie è ovvio che solo chi è in grado di fornirle può rispondere a questo genere di domanda. e, dato che non vi sono altri genere di domande per quanto concerne l’informazione, è evidente che solo chi pubblica notizie interessanti può ambire ad essere letto.