Due Semplici Meccaniche per Rendere Incredibilmente più Efficaci i Tuoi Popup

Dov'è il pulsante "chiudi"?

scritto da Francesco Gavello [+] il 11 maggio 2016 | 4 Commenti in: Ispirazioni

Come creare popup che funzionano

Gran parte dei popup esistenti sulle homepage, pagine di prodotto, squeeze e landing fa principalmente una cosa: interrompe la navigazione dell’utente.

E ciò non è bene. :)

Alcuni popup cercano un approccio migliore, chiamato “exit intent“. Quando l’utente manifesta l’intenzione di lasciare il sito – muovendo il cursore fuori dalla zona attiva della pagina nel browser – viene richiamato un box che supplica più o meno velatamente l’utente di ripensarci.

È una logica intelligente, ma manca ancora qualcosa. Ecco due semplici approcci per ripensare la logica dei popup che stai proponendo ai tuoi utenti.

1. Tempo di permanenza on-page

Il tempo di permanenza degli utenti sulle pagine del tuo sito è una delle dimensioni più interessanti da incrociare con una vasta serie di altri parametri in Google Analytics. Perché non mostrare il tuo popup solo alle persone che sono rimaste, effettivamente, sulla tua pagina sufficientemente a lungo?

Puoi tarare l’apertura del popup sul tempo medio di permanenza on-site, oppure segmentare le visite alla specifica pagina che ospita il popup per recuperare lo specifico tempo di permanenza medio per tutte le sessioni che superano le n-pagine per visita (prima di arrivare alla pagina in questione).

2. Percentuale di scroll della pagina

Aprire un popup sulla base della posizione del lettore sulla pagina è un’approccio altrettanto efficace. Chi l’ha detto che solo perché sono atterrato sul tuo sito ho bisogno di incrociare un tuo popup? È decisamente più efficace mostrare questo messaggio solo a chi abbia effettivamente raggiunto, e superato, la zona calda fatta di contenuti e sia in procinto di passare oltre.

Tool come Hotjar o CrazyEgg permettono agevolmente di generale scroll map e segmentare i risultati per dispositivi desktop, mobile e tablet. Oltre a essere enormemente utili per rivedere l’efficacia del proprio layout indicano con chiarezza dove “cali la temperatura” tra i tuoi contenuti e la maggior parte degli utenti cambi pagina.

Un popup, una call to action

Un discorso a parte meriterebbe la call to action. In un mondo in cui siamo letteralmente sommersi di popup on-page – neanche lontanamente bloccabili – è diventato un riflesso spontaneo andare alla ricerca della piccola “x” più o meno nascosta in alto a destra.

Pur mantenendo assoluta chiarezza sul modo di chiudere rapidamente il popup, cerca di contestualizzare più possibile l’informazione con il contenuto che ho appena visto. Dammi una ragione specifica per concedere qualche altro secondo al tuo messaggio.

Se stai seguendo un approccio strategico, ogni pagina chiave dovrebbe presentare uno specifico popup con una chiamata all’azione su misura. Un contenuto aggiuntivo, presentato al momento giusto, che i tuoi utenti avranno tutto l’interesse a approfondire.

I popup, storicamente, non godono di buona fama. Dopo anni passati a schivare finestre aperte più o meno a tradimento e aver imparato a adottare più di un popup blocker, per molti utenti rappresentano ancora pubblicità invasiva. Eppure, quando ragionati nella forma e nell’approccio, rappresentano un potente strumento per raccogliere l’interesse dell’utente quando questo cala.

Integrati a fondo post, raggiunti i commenti o al fondo di una pagina statica, per spingere un ricontatto prima dell’abbandono. Su pagine di prodotto dopo un certo numero di secondi o su landing page, integrando meccaniche di riprova sociale. Basandoti sul tempo di permanenza, sullo scroll o su un equilibrio tra i due, possono ancora dare molto al tuo sito web.

immagine: ©Finevector

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4 Commenti

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  1. Mauro ha detto:

    Ciao, ottimi spunti. Hai qualche consiglio per plugin di wordpress che permetta di generare e tarare pop-up in base a tempo di permanenza/percentuale di scrolling? Grazie Mille

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  2. Marco ha detto:

    Ottimo articolo! è bene sempre essere creativi in quest ambito e non seguire i modelli standard dato che oramai il lettore scansiona le pagine e come giustamente hai detto salta le pubblicita’ e chiude i popup

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  3. Gianni ha detto:

    Ottimo articolo! Per WordPress, rispondendo a Mauro, mi sto trovando bene conl il plugin “Popup by Supsystic” (non so se si può mettere il link qui.. in ogni caso si trova facilmente). Ha tantissime opzioni anche nella versione gratuita, sia per quanto riguarda il design che per quanto riguarda i “trigger” ossia le azioni che fanno apparire il popup. Come consigliato nell’articolo si può ad esempio decidere di farlo apparire dopo un determinato intervallo di tempo, oppure dopo aver raggiunto una percentuale di scorrimento della pagina (o addirittura combinare le due cose) e tanto altro ancora

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  4. Rocco Laurino ha detto:

    Ottimo proprio in questi giorni ho deciso di inserire un popup. Farò delle prove e sceglierò la combinazione migliore.

    Rispondi

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