10 risposte

  1. Marco Cilia
    20 aprile 2009

    funziona anche con “rss”? io sapevo che bisognava aggiungere “feed”, su WordPress.

    Splendidi articoli, grazie! :)

  2. Francesco Gavello
    20 aprile 2009

    Aggiunta una piccola precisazione :)
    Grazie mille Marco!

  3. Domenico
    20 aprile 2009

    ottima sintesi! anche io ho cercato di fare il punto della situazione sul monitoraggio nei social media con questo post http://www.socialmediamarketing.it/social-media-monitoring-faq/

  4. piervix
    20 aprile 2009

    Ho una mia personale opinione sul concetto di tempo rapportato all’informazione. Ritengo, ed è probabilmente la mia esperienza di studente a farmelo pensare, che il tempo impiegato nell’assimilare una qualsiasi informazione è direttamente proporzionale alla sua qualità.

    Certo, se si è alla ricerca di semplici spunti o contenuti con poche argomentazioni (mi riferisco, ad esempio, ad articoli che introducono un argomento più vasto o a gallerie di immagini per trovare l’ispirazine giusta) allora si cerca di guadagnare tempo, sia nella ricerca che nella lettura. Credo, però, che quando l’informazione alla quale si punta abbia una sua valenza per la crescita di chi ne usufruisce il tempo ci voglia e abusare di aggregatori e social network non sia il massimo.
    Spesso e volentieri l’informzaione che cerchiamo si perde tra la miriade di articoli postati da “amici” dei quali magari “potevamo fare a meno”.

    Per questo mi trovi completamente daccordo sulla possibilità di concentrarsi nel filtrare il flusso delle informazione, ma le piattaforme disponibili sono molte e i tool si moltiplicano a valanga… onestamente mi permetto il lusso di scegliere contenuti di qualità valutando diversi blog (rintracciabili anche attraverso networking), ma se questi sono inseriti nel calderone dell’informazione globale… beh mi ci perdo. Per ora il mio metodo non prevede l’utilizzo esclusivo di feed e social network, li vedo ancora come strumenti corollari… si può accedere alla conoscenza solo puntando alla fonte, ma mi rendo conto che le potenzialità di questi strumenti sono altissime…vedremo se riuscirò ad utilizzrali al meglio….ehehe

  5. Ottantotto
    20 aprile 2009

    Sarò antico ma personalmente non riesco ancora a trovare il tempo per utilizzare bene i social network, nè tanto meno il tempo per imparare ad utilizzare twitter, preferisco i miei feed, lavoro su quelli, magari perdo un pò di tempo che spero di recuperare da qualche altra parte…

  6. Francesco Gavello
    20 aprile 2009

    @Domenico: Bel post! ;)

    @Piervix: Mi fa pensare in effetti come questi articoli siano molto più “ciclici” di quello che si pensi.

    Filtrare è una necessità sempre impellente. Ciò che cambiano sono i tool (che nascono e muoiono con una facilità disarmante) e i bacini d’informazione sui quali indagare.

    Per questo non ho voluto trascurare qualche spunto più estemporaneo :P

  7. piervix
    20 aprile 2009

    @Francesco Gavello: è ovvio che siamo sulla stessa lunghezza d’onda in questo senso.

    E’ che sono sempre portato a pensare che la ricerca della qualità debba prescindere dall’ammucchiata globale alla quale tendono i social.
    Mi spiego meglio. Nel post di Domenico leggiamo di diversi tipi di analisi da poter effettuare per costruire strutture di dati interessanti al fine di deviare un flusso mirato di utenti verso una determinata risorsa. Bene, ma ecco il punto: la risorsa.
    Se si è alla ricerca di un prodotto o di un nuovo brand, tutto quadra; ma se è la qualità che si cerca si può senz’altro ottimizzare attraverso operazioni di filtraggio, ma la vera scrematura avviene ad un livello più profondo.

    E’ ovvio che la mia umilissima opinione è frutto di un lavoro che faccio quotidianamente sul web per arricchire il mio “bagaglio culturale”, se poi spostiamo l’attenzione su “come creare un sito e vendere un prodotto” siamo tutti daccordo che gli strumenti offerti dal networking sono quasi essenziali al momento.

  8. marbio
    21 aprile 2009

    L’esigenza di filtrare l’informazione è necessaria. Categorizzare le nostre fonti informative lo è ancora di più se vogliamo ragionare in termini di efficienza per quanto riguarda il recupero dell’informazione.

    In linea con quello che avete scritto penso che il nodo cruciale sia la qualità dell’informazione. Io ad esempio ho “costruito” la mia fonte di informazione aggregando diversi feed con un reader e categorizzandoli secondo una giusta collocazione (a livello contenutistico). Mi trovo molto bene con questo approccio perchè la selezione è stata accurata e non è stata immediata.

    Personalmente, ancora faccio fatica ad utilizzare a pieno strumenti come twitter e friendfeed in tale contesto. Sono consapevole però della straordinaria potenza che hanno, però se si vuole pensare in “Real Time” bisognerebbe utilizzarli al meglio con i tools che ha proposto Francesco e costruendo accuratamente le fonti da cui attingere informazione.

    Complimenti Francesco! Come sempre i tuoi articoli sono di ottima qualità. ;-)

  9. elisa
    25 aprile 2009

    Morale della favola: se non pensi in real time, allora sei già morto. Ma se pensi in real time, non ti senti proprio tanto bene… ;)

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