22 risposte

  1. Riccardo Esposito
    12 settembre 2012

    Ringrazio Francesco e Rachele per il link a My Social Web, e colgo l’occasione per complimentarmi con lei: un post scritto veramente bene.

    • Rachele Muzio
      12 settembre 2012

      Ciao Riccardo e grazie per i complimenti che fanno sempre piacere : )
      Naturalmente solo dopo aver inviato al buon Francesco il post ho scovato nell’ordine:
      1) il lettore automatico dell’indice Gulpease
      2) il pdf della scala Gulpease
      3) un infido refuso che i lettori e Matt Cutts – con la trovata del controllo ortografico - spero mi perdoneranno.
      Chiudo con un sorriso e una padellata in testa…

  2. giorgio
    12 settembre 2012

    Articolo interessante, grazie per gli spunti.

    Come possibile integrazione del capitolo “Al cuore del contenuto”, segnalo lo Style Guide dell’Economist che “segue” le 6 regole elementari di George Orwell’s (“Politics and the English Language”, 1946): The first requirement of The Economist is that it should be readily understandable. Clarity of writing usually follows clarity of thought. So think what you want to say, then say it as simply as possible …

    http://www.economist.com/styleguide/introduction

    @giopaoletti

  3. Rachele Muzio
    12 settembre 2012

    Grazie mille Giorgio per la preziosa risorsa e per il retweet : )

  4. DanielSem
    13 settembre 2012

    Io ho imparato che i motori di ricerca vorrebbero leggere come noi umani, quindi scrivo solo per chi legge, anche se con la formattazione del testo, ad esempio seguendo gli ultimissimi standard di schema.org, ci comprendono meglio (o almeno è questo il loro intento).

    Ciao a tutti!

  5. Rachele Muzio
    13 settembre 2012

    Scelta saggia DanielSem : )
    Gli artigli degli algoritmi affondano sempre più nelle regole ‘tradizionali’ della buona scrittura. Chi scrive deve tenere a mente, come fai tu, chi leggerà e progettare storie immerse in una rete di relazioni con altre storie. I motori di ricerca si leccheranno i baffi.
    P.s non conoscevo schema.org, mi ci faccio un giretto…

  6. Salvatore Fabozzo
    14 settembre 2012

    Ciao Francesco, più che rispondere all’articolo sono qui per farti dei meritati complipenti per i tuoi articoli.
    Ti seguo ormai da parecchio tempo e posso dire che il tuo blog è tra le migliori fonti presenti sul web.

    Ti saluto e ti invito al mio blog “giovane giovane” che tratta articoli di web marketing!
    http://www.salvatorefabozzo.it

    Saluti.

  7. inforMe
    14 settembre 2012

    Anche se ciò che conta è lo stile personale questi sono ottimi consigli da tenere sempre a mente.

    • Rachele Muzio
      18 settembre 2012

      Concordo.
      Quando dei contenuti di valore sono accompagnati da un editing curato e da uno stile personale riconoscibile si può davvero fare la differenza agli occhi di chi legge.
      p.s in bocca al lupo Salvatore per il tuo giovane blog ; )

  8. Sasà
    27 settembre 2012

    Ottimo articolo che casca a pennello su quello che ho scritto anche io poco fa sul mio blog. Invito gli altri utenti a darci un’occhiata.
    contenuti di qualità
    Ciao

    • Rachele Muzio
      9 ottobre 2012

      Ciao Sasà, grazie per i complimenti e in bocca al lupo per il tuo blog : )

  9. Gian Luca Canestrari
    8 ottobre 2012

    Complimente Rachele, cercherò di prendere spunto dal tuo ottimo articolo.

  10. Rachele Muzio
    9 ottobre 2012

    Ciao Gian Luca,
    grazie per i complimenti. Felice se il mio articolo potrà esserti utile!
    Un’altra bella manciata di risorse le trovi – oltre che sul mio blog : P – anche nel distributore di Gavello : )

  11. Stellissimo
    21 ottobre 2012

    Complimenti Rachele, il tuo articolo è molto interessante, cercherò di prendere spunto dalla tua citazione: Gli artigli degli algoritmi affondano sempre più nelle regole ‘tradizionali’ della buona scrittura

    • Rachele Muzio
      22 ottobre 2012

      Ciao Stellissimo,
      prima o poi farò un mio zibaldone : P
      p.s nel frattempo negli uffici Google credo sia arrivata una testa di capretto dai SEO che avevano (ab)usato dei link in modo losco. Il 16 ottobre infatti è stato annunciato ufficialmente sul blog il disavow link per redimere i peccatori.

  12. Stellissimo
    13 novembre 2012

    Nulla da eccepire, posso solo suggerire un paio di cose?
    - l’utilizzo di media alternativi oltre alle immagini (video, grafici, presentazioni di slideshare)
    - utilizzo di materiale “embeddabile” che di questi tempi va più di moda della semplice condivisione (che lato seo sappiamo non è molto utile, mentre una nostra infografica embeddata con link da qualche altra parte ci porta un grande valore aggiunto!)

  13. Rachele Muzio
    13 novembre 2012

    Ciao Stellissimo,
    grazie per le importanti aggiunte : )
    Non sottovaluterei il ruolo della condivisione sul SEO che, indipendentemente dalle mode, parla a chi legge e ai motori di ricerca della reputazione di chi scrive aiutando la scalata nelle SERP.
    Siamo in perfetta sintonia invece sull’adozione di post enriched con contenuti multimediali e con l’embedd di risorse esterne come ad esempio le immagini interattive di ThingLink o i tweet: una scelta che spesso ha come conseguenza anche un maggior numero dei commenti al post.

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