(ri)Scrittori e Contenuti Copiati

Quella sottile tentazione...

scritto da Francesco Gavello [+] il 02 settembre 2011 | 19 Commenti in: Scrivere Contenuti

È questo articolo che mi ha fatto riflettere su quanto segue. E il titolo è piuttosto esemplificativo: “If you’re an article spinner, you’re a spammer. Man up and admit it!”

In più di un caso negli ultimi tempi ho assistito a quella che potrebbe sembrare la classica “gran furbata” di blog o magazine in ansia da pubblicazione che, per coprire il classico buco giornaliero o cercare un pelino di approvazione in più, si ritrovano senza grandi scrupoli a pescare a mani bassi da blog d’oltreoceano riscrivendo qualche articolo ben riuscito.

Articoli di questo tipo solitamente hanno tre caratteristiche ben precise.

  • Raramente sono scritti nella stessa lingua di chi li riprende
  • Non sono una traduzione letterale, quanto uno “scrivere il proprio post con l’originale aperto di fianco come linea guida”
  • Mancano di una citazione o un link a qualsiasi fonte interna del blog originale

Se infatti è piuttosto normale trovarsi a riprendere articoli di terze parti cercando di darne la propria visione, o al limite espanderne il contenuto originale riportato in diversa lingua (cosa che comunque mi lascia sempre perplesso), trovo sia decisamente scorretto e offensivo nei confronti dei lettori riproporre in tutto e per tutto contenuto altrui sperando nella buona sorte e nelle proprie capacità di rimescolare la zuppa.

Buona sorte che, spesso, non è neanche poi così buona.

Due i casi:

Caso 1: Hai scelto un articolo decisamente sotto la soglia di attenzione per non destare sospetti, di scarsa rilevanza e proprio per questo i risultati che potrai ottenere saranno, nel migliore dei casi, di scarsa rilevanza. Ne è valsa la pena?

Caso 2: Hai scelto uno dei migliori articoli dell’ultimo mese da uno dei blog che leggi meno di frequente. Considerato che oggi è molto semplice fare 2+2 quando leggiamo così tante fonti all’interno di una nicchia, stai effettivamente rischiando molto grosso. E con molta probabilità calerà la mannaia dell’osservatore attento.

In entrambi i casi, non solo non ne vale certo la pena ma qualunque possa essere la giustificazione che riuscirai a tirare fuori dal cilindro non riuscirà a coprire lo scivolone fatto.

Peggio ancora, non vorrai di certo che dal tuo ultimo articolo qualcuno cominci a farsi venire strani dubbi sul passato e cominciare a fare le pulci a tutto ciò che scrivi, giusto?

(ho messo un po’ di paura? :P )

foto: morgueFile

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19 Commenti

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  1. Benedetto Motisi ha detto:

    Purtroppo si tratta di una cattiva abitudine tutta italiana, rimasticare i contenuti d’Oltreoceano, specie nella nostra nicchia “webbiana”. Alla faccia della corretta condivisione 2.0

    Per quanto riguarda la citazione alla fonte originale, l’hyperlink ce ne scampi, e quando mai la si trova?

    Ora, capisco informarsi sui blog stranieri, notoriamente più avanti di noi, ma una cosa è tenersi informati e redarre la nostra opinione con la nostra esperienza, un’altra fare il temino riprendendo pari-pari la traccia.

    Lasciamo stare poi la traduzione quasi letterale senza la fonte. Troppa grazia!

    Ok, ho smesso di fare la maestrina bisbetica per oggi :P Era tutto IMHO!

    Rispondi
  2. YouON ha detto:

    Direi che in genere riprendere un articolo di oltreoceano e tradurlo citandone la fonte, può essere una cosa utile per chi non conosce la lingua straniera… certo spacciarlo come proprio è veramente uno schifo ;)

    Rispondi
  3. BloggerPro ha detto:

    Esatto! Voler riportare un articolo interessante letto in un’altra lingua non è spammare, tutt’altro, potrebbe essere quasi una sorta di abbinamento al proprio blog di un servizio in stile news radar.

    Citare la fonte in cima all’articolo o addirittura segnalare l’articolo come traduzione integrale, potrebbe aiutare anche a guadagnare un lettore che torna sulle pagine della lingua che maggiormente gradisce.

    Casi indubbiamente diversi da quelli segnalati nell’articolo.

    Ottimi consigli da leggere per chi fa un uso sbagliato di un modo di bloggare che potrebbe a mio parere essere utile.

    Rispondi
  4. Umberto ha detto:

    Ben detto Francesco, io ho sempre visto sotto una cattiva luce tutti i vari copia e incolla che purtroppo sono frequentissimi nel web.
    Poi non riesco a capire una cosa, illuminami tu ti prego.
    Per quale motivo una persona dovrebbe copiare il contenuto dell’ingegno di un’altra persona?
    Voglio dire, l’essere umano è una creatura unica nel suo genere e quindi inimitabile, con tutte le sue qualità e i suoi difetti; avremmo tutti quanti una caterva di cose da condividere con il mondo in base alle nostre esperienze, errori che abbiamo commesso, lezioni che abbiamo imparato, situazioni che abbiamo vissuto.
    E ognuna di queste cose non sarà mai uguale a quelle di un’altra persona, per cui non riesco proprio a capire il motivo di una scopiazzata; piuttosto preferisco scrivere qualche stupidata che mi è successa, ma mai e poi mai copiare l’inventiva di qualcun’altro.
    Oppure, se proprio hai smarrito completamente tutta la tua fantasia, non hai niente di niente da raccontare agli altri e vuoi assolutamente farlo per mantenere viva l’attenzione dei tuoi lettori, puoi sempre copiare parola per parola l’articolo di qualcun altro o un frammento di un libro che hai letto, CITANDONE PERO’ LA FONTE ORIGINALE.
    Questo non fa di te un copione o un impostore, anzi dai di te stesso l’immagine di una persona pulita che vuole anche far risaltare l’importanza di altre persone, quindi in sostanza ottieni due piccioni con una fava ;-)

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Verissimo, ma spesso si sottovaluta la tentazione che alcuni anno di tirar fuori dal cilindro un ottimo post senza spenderci un minuto di lavoro. Soprattutto su blog che soffrono cali fisiologici di traffico (stagionale, magari) o dovuti allo scarso interesse in primis di chi blogga.

      E purtroppo, anche volendo onestamente riportare parola per parola un post altrui (anche con citazione), ciò non è così ben visto proprio perché, a questo punto, a che pro approfondire la fonte? Senza parlare di questioni lato SEO e contenuto duplicato, per ora.

      Rispondi
  5. PiccoloSocrate ha detto:

    Scusate, ma la vedo un po’ più ampia.
    Non tratto nemmeno l’articolo “italico” che riprende fedelmente il testo anglofono. Quello è plagio tradotto.

    Ma se invece il blogger prende 3 o 4 articoli sull’argomento X e ne fa uno in italiano, non ci vedo tutto questo male. Ovvio che se va rimasticato seriamente e soprattutto se va ricollegato e ampliato con proprio know how può dare i suoi indubbi benefici.

    Rispondi
  6. Marco Famà ha detto:

    ciao Fra’, e bentornato!
    Mi mancavano un po’ i tuoi post! :)

    Ti segnalo che il bottone del “Mi Piace” è alterato e non visualizza il counter…

    A presto!

    Rispondi
  7. Fulvio ha detto:

    Credo che molto dipenda dal settore.
    Nel campo marketing, computer, innovation, internet in genere gli utenti sono persone attente e consapevoli.
    Nel mio settore, benessere, fitness, attrezzature quali tapis roulant etc. L’utente medio è a digiuno o quasi di tutto ciò che riguarda internet.
    Pensate che almeno 50 persone al giorno mi chiedono pareri su prodotti di altri siti (noi vendiamo).
    Metà della gente che passa nn riesceca vedere la struttura del sito
    Shop – blo – forum
    Nn va oltre 1 pagina vista
    Nn ritorna
    E questo nn vale solo per me.
    Chiaro quindi che quando mi copiano gli articoli, e succede spesso, nn hanno penalizzazioni ma solo benefici. L’anno passato un signore in un mio post ha lasciato un commento dicendo che il sito xy aveva trattato quell’argomento meglio e che il nostro lavoro era fatto sulla cattiva linea dell’altro.
    Vado a vederlo, era copiato anche negli errori di battitura, un becero copia e incolla.
    Purtroppo nn esiste nulla per dare randellate a chi copia ;-)
    Scusa il post un po’ negativo ma a volte mi cascano le p….e
    Fulvio

    Rispondi
  8. walter arrighetti ha detto:

    Anche i più grandi maestri di ogni epoca hanno “riciclato”. L’originalità è un bel mito, visto poi dal mio punto di vista, sia di fisica quantistica che di campi morfogenetici… le idee sono nell’etere e sono sincroniche.
    Dal punto di vista dei costumi, poi, dai…la copia è nella sostanza delle cose;
    si veda la musica, l’arte, il business, i formati, gli atteggiamenti, le parole. Guai a non appartenere…
    Insomma, eviterei di stracciarmi le vesti; magari un po’ di sana ironia è meglio.

    E’ questione di stile, alla fine solo di stile…

    Rispondi
    • fulvio ha detto:

      @Walter.
      hai detto: “L’originalità è un bel mito” sono concorde
      tutto il resto io laureato in medicina mia moglie laureata in lettere moderne,
      ci siam persi …. ;-)

      Rispondi
      • walter arrighetti ha detto:

        :-) Sia gli orientamenti quantistici sia le teorie di R. Sheldrake sui campi morfici, tendono a spiegare alcuni fenomeni di propagazione spontanea e istantanea delle informazioni. Mai sentito parlare della “centesima scimmia”? Centesima scimmia

        Era un modo per dire che, oltre al fenomeno generalizzato della duplicazione e dell’imitazione, può anche accadere che individui che non si conoscono abbiano spontaneamente le medesime intuizioni e ispirazioni.

        Per il resto ho detto che imitare e copiare è nella sostanza delle cose, anche da un punto di vista antropologico. Figuriamoci su internet…
        Insomma eviterei di trattare l’argomento senza un po’ d’ironia…

  9. Draka ha detto:

    Uhm…ok, devo dire che ho letto con molto interesse un paio di articoli, quasi quasi stavo per iscrivermi al feed, dopo questo però sono un po deluso, probabilmente ti terrò d’occhio ma non con lo spirito iniziale, mi trovi completamente in disaccordo!

    Premetto che la copia spudorata è una pratica che aborro, odio i copioni, specialmente chi copia me (lol), ciò non vuol dire però che prendere spunto da articoli scritti da altri sia un male, specialmente se questi articoli sono scritti in altre lingue o magari poco chiari o approfonditi come potrebbero, io stesso in prima persona cerco volentieri spunti da blog in lingua inglese e ci faccio articoli anche da 3000 e passa parole, roba che nessuno ce la fa a leggerli, però comunque mi sento soddisfatto e ORGOGLIOSO di ciò, ho preso un semplice articolo mediamente interessante e ci ho fatto un super esaustivo articolo tutto nuovo, cosa c’è di male?

    Va detto che solitamente inserisco un link alla fonte originale e indico il post come una traduzione rielaborata al personale, ma anche se non lo facessi (e può capitare) dove sarebbe il problema? quale assurdo reato avrei commesso se non dicessi che l’idea per quel determinato articolo mi è venuta prendendo spunto dal blog tal dei tali? nessun crimine, anche perchè nel 99% dei casi a chi si trova a leggere quel determinato post non può fregare di meno se quel contenuto è stato realizzato prendendo spunto da un blog in altra lingua, cosa può interessargli scusa?

    Il ragionamento che fai tu a mio modo di vedere è sbagliato, e ti permetti anche di giudicare disprezzando chi lo fa, senza distinzioni di sorta, come se fosse chissà che prendere spunto, tu non hai mai letto un singolo articolo che ti abbia fatto venir voglia di scrivere in proposito? Lo hai fatto proprio con questo…hai preso la tematica di quel post in altra lingua, ne hai estratto il ”succo” e ci hai fatto un nuovo post, probabilmente sarebbe stato più utile tradurlo a parole tue ed inserirci i tuoi commenti personali, certo però ci hai messo il link di citazione….

    Discorso diverso per quel che riguarda i blog nostrani, li la pratica comune è il copia incolla del 100% del contenuto, il massimo che ci si aspetta è vedere qualche sinonimo ogni tre o quattro parole giusto per rielaborare un po il testo, questi sono i veri criminali, gente senza idee che non dovrebbe azzardarsi nemmeno ad aprire un blog, gente completamente inutile, buona solo ad insozzare la rete con testi triti e ritriti, è con questi che dovresti prendertela non con chi offre anche un servizio con la traduzione, fosse anche integrale e senza rielaborazioni.

    Con i blog nostrani, nel caso ce ne fosse qualcuno che stimola la nostra voglia di post, niente vieta di RIELABORARE l’originale, magari ampliarlo, superarlo nelle serp, tutto è concesso, il link di ritorno però in questo caso a mio modo di vedere è obbligatorio, qui si che si può perdere la faccia…

    Per concludere, il vero male del web è la copia 1:1, non le traduzioni, non le rielaborazioni, specialmente se aggiungono contenuto, il vero male sono gli aggregatori, autorizzati o meno dallo scrittore di turno, chi fa spam insensato dei propri link in centinaia di migliaia di blog e forum solo per aumentare la popolarità per google, chi scrive contenuti di qualità scadente, magari di sole due righe, questi sono da mettere alla gogna non i riscrittori.

    Spero di non essere stato troppo lungo, probabilmente non lo leggerai tutto nemmeno tu questo commento, ci sono abituato….

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Ciao Draka, non sei stato troppo lungo e tranquillo che qui i commenti si leggono tutti.

      Sinceramente credo tu non abbia colto il succo dell’articolo sui sopra. O probabilmente non sono stato in grado di esplicitarlo al meglio.

      Perché?
      Perché dopo aver letto più volte ciò che hai scritto sono assolutamente d’accordo con te. :)

      E non lo scrivo giusto perché debba farlo. Anzi, se tu avessi letto più di un paio di articoli in archivio avresti notato che praticamente ogni post che scrivo arriva da qualche stimolo esterno di cui ho letto, discusso o commentato altrove. E non ne ho fatto mai mistero. Questo stesso post nasce da un simile ragionamento che un altro autore ha descritto in una sua esperienza legata ai servizi di fornitura di copy per progetti web, qualche tempo fa.

      (Tu poi hai una tua chiara idea su chi traduce per filo e per segno articoli esteri, e rende in un certo senso un servizio, io ne ho una diametralmente opposta. Niente di male.)

      Qui sopra mi riferivo semplicemente a chi conscio delle basse probabilità di essere scoperto si limita a riscrivere (nel vero senso della parola) articoli in altra lingua nella propria. Senza aver inventato, aggiunto o tolto nulla. Senza farne una traduzione letterale o rispettosa dell’originale. Solo una traduzione libera e veloce, “senza ingegno” di un testo per cui molti altri si sono impegnati in prima persona e a cui trovo sia semplicemente giusto dare valore.

      Se poi vogliamo vederci doppi fini e quant’altro, possiamo farlo. Ma non è questo il caso. Qui non si disprezza e non si attacca nessuno. Qui io scrivo di ciò che ritengo giusto e sbagliato e accetto il confronto e la critica da parte di tutti. Questo è quanto. :)

      Felice di leggerti ancora, ripeto che per quanto scrivi qui sopra mi trovi più che d’accordo.

      Rispondi
  10. Diego ha detto:

    Più di chi si occupa di tradurre e riproporre contenuti da siti esteri, la mia forte avversione è rivolta a tutti quei siti, nati con fantasiose idee come “diffondere le notizie”, che scopiazzano contenuti dalla rete con l’unico misero scopo di racimolare soldi tramite impressions e adverts.

    Non conosco lo stato di aggiornamento del famigerato “google panda”, ma spero vivamente possa offrire le necessarie armi per difendersi da questo sciacallaggio incontrollato.

    Rispondi
  11. walter arrighetti ha detto:

    Può darsi non abbia scritto in modo chiaro ed esplicito: provo a semplificare il più possibile, con un po’ di humor…

    Ma ancora state a guarda’ er capello?!… Me spiego meglio…

    Discernere ciò che ci piace e ciò che amiamo è un atto sacro, ottimo!
    Ma v’invito, di nuovo, a prendere coscienza che stiamo guardando una pagliuzza rispetto al tutto.

    Il copia-copia è un rito di massa, globale, che nasce in tempi remoti. Neanche ce ne rendiamo conto, il più delle volte.

    Esempio di oggi? Zucchero ha copiato l’intro della sua “vedo nero” da “Ticket to ride” dei Beatles.
    I quali a loro volta hanno copiato in modo insospettabile varie volte, gente sconosciuta alla massa, che avrà copiato chissà chi… ecc. ecc.

    “E’ tutto un copia-copia!” Anche in buona fede!

    Devo continuare? Tutto, anche le cose geniali più pure, sono ispirate o copiate, anzi proprio in tempi antichi era un onore copiare, riprodurre, tramandare, prima oralmente, poi per iscritto.

    L’originalità è una bufala della mente! Ma poi, chi se ne frega, la cosa essenziale è la sostanza di una persona, non “i contenuti”… E’ “come”, non è cosa! A noi piace prima il clima del blog, via assicuro!
    Dipende dalla personaaaaaaaaaaaaaaaa.

    So’ stato un po’ più chiaro??? Spero.

    Ve pregoooooooooooooooooo…. :-)
    Non restringete il focus!

    Rispondi
  12. coupon palermo ha detto:

    @walter,

    a mio avviso non puoi generalizzare cosi dicendo che è un “copia-copia” generale. Se fosse sempre cosi si perderebbe del tutto quel filo di originalità nonchè quell’unicità che ci distingue gli uni dagli altri

    Rispondi
  13. Dario ha detto:

    Ho scritto un articolo di calcio su una squadra di Lega Pro Prima divisione nel mio sito. Questo articolo dopo 3 ore è stato copiato da un sito unofficial della stessa squadra..Hanno inserito come fonte il mio sito ma senza link, ma cosa più allucinante è che nei motori di ricerca compare solo il titolo copiato da loro!! Il mio titolo (che loro hanno ben copiato) è come se fosse sparito!

    Rispondi
  14. Dario ha detto:

    Ciao, posso farti qualche domanda su come scrivere articoli originali per il Web? Vorrei aprire un blog che parli di gossip e mi sono chiesto se sia sbagliato leggere uno o più post che riguardano una determinata news per rielaborare il tutto in un articolo mio (che naturalmente conterrebbe le stesse informazioni del o degli articoli letti). E’ un modo di procedere corretto secondo te, o Google considererebbe il mio post un duplicato e copiato?

    Rispondi

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