Pay-Per-Visibility: Quanto Sei Disposto a Spendere per Essere Più Visibile in Rete?

Vendesi visibilità a prezzi modici

scritto da Francesco Gavello [+] il 16 maggio 2012 | 7 Commenti in: Featured | Social Media

Pagare visibilità contenuti Facebook

È da qualche giorno che gira in rete un’interessante immagine che illustra la possibilità, da parte di Facebook, di far pagare un paio di dollari per evidenziare un aggiornamento di stato sulla bacheca dei tuoi contatti.

Scrivi qualcosa di interessante, paga giusto qualcosina e “Make sure friends see this!”.

Evviva?
Mica tanto.

Quello che potrebbe sembrare a prima vista solo l’ennesimo dei test tra tanti, in vista della discesa in borsa di Facebook fissata per venerdì, in realtà potrebbe se portato avanti aprire le porte a situazioni tutt’altro che rosee.

Se infatti è più che lecito pensare che Zuckerberg & Co. abbiano estremo bisogno di valutare continuamente nuove strade per monetizzare il colosso che hanno sviluppato, con logiche premium riservate agli ads e con un’attenta analisi del segmento mobile, a noi utenti finali, non poi così intenzionati a diventare ricchi con le azioni di Facebook, importa forse tutt’altro.

A me, personalmente, importa di come il mio flusso di messaggi in bacheca possa venire in futuro facilmente falsato sulla base di quanto un utente terzo sia disposto a spendere per invadere la mia attività online. Non più un wall basato su una semplice logica, valida per tutti, del tipo “più visibilità ai più interessanti nella mia cerchia” ma su un potenziale “più visibilità a chi è disposto a spendere di più”.

Non so tu, ma io ho un po’ i brividi. :)

E nota bene, una possibilità non in questo caso offerta (per il momento) alle aziende, che già dispongono di un nutrito set di strumenti per farsi pubblicità sul social, quanto agli utenti finali, che usano la bacheca -almeno, questa sarebbe l’idea- per fini molto più leggeri.

C’è chi scrive come tale logica vada a pescare nel bacino di tutte quelle persone potenzialmente disposte a spendere un paio di euro per pompare la news di un evento unico o particolarmente caro. Il fatto è che, come puoi immaginare, ogni tipo di contenuto è potenzialmente unico, caro e quindi evidenziabile per chi lo scrive. Cosa che probabilmente non è per chi si trova costretto a sorbirlo.

Non sono neanche troppo sicuro di come un vincolo su base temporale possa poi risolvere i problemi. Anche ipotizzando di limitare a un singolo aggiornamento evidenziato a pagamento ogni settimana, con un semplice account medio circa 100-150 contatti saremmo tempestati in maniera continua da fuffa digitale.

La pay-per-visibility è un terreno rischioso. È questo il futuro? Nessuna modifica estetica a un naturale messaggio, nessuna relazione diretta con banner e via discorrendo ma solo più …visibilità a pagamento?

Tu accetteresti di buon grado il vedere falsata la tua bacheca sulla base di un’investimento economico -pur contenuto- che qualcuno, a tua insaputa, ha potuto compiere per dare più rilevanza a un qualsiasi tipo di messaggio?

Oppure limiteresti questa feature a un certo numero di post al mese?
Quanti ne saresti disposto a sopportare? Non so tu, ma io ben pochi…

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7 Commenti

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  1. PiccoloSocrate ha detto:

    Quel che mi spaventa non è solo l’uso corporate, puttosto l’utente normale.

    L’ego personale può arrivare a far spendere pochi spiccioli per avere una notizia in grassetto e via con lo spam inutile. Inoltre – i gestori delle pagine – in nome di qualche LIKE potrebbero aumentare questo flusso in grassetto.

    Insomma il rischio confusione e di “distrazione di massa” aumenta considerevolmente.
    Personalmente, il grande limite della bacheca di FB è che no possa esser vista (e filtrata) come un feed reader.

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  2. Mario ha detto:

    Aspettavo solo il momento in cui avrebbero introdotto delle features che permettono monetizzazione immediata per l’utilizzo dello strumento. Forse il momento è arrivato.
    Spero Zuckerberg & Co sappiano gestire bene le rilevanze dei post a pagamento. Il grassetto potrebbe essere solo il primo passo verso qualcosa di più grosso (con politiche da annunci economici stile ebay, con colori, riquadri, foto grandi, foto piccole, ecc…), dove vincerebbe chi ha le tasche più cicciotte.
    A questo punto dovremmo rassegnarci e…

    Sono curioso.

    Rispondi
  3. [...] pagate non ci impediscono di #misurarelacomunicazione In due post interessanti di poche ore fa, Francesco Gavello e Marco Camisani Calzolari rilanciano un problema fondamentale da tenere sempre presente e a cui [...]

    Rispondi
  4. Domenico ha detto:

    Sono pienamente d’accordo con te Francesco. Da quando Facebook ha deciso di quotarsi in borsa la mission sembra essere non più quella di connettere le persone, ma di accontentare gli azionisti :)

    Rispondi
  5. Riccardo Cruciani ha detto:

    Purtroppo la strada verso la monetizzazione di ogni grande colosso che si rispetti, alla fine sfocia sempre nel mettere in competizione gli utenti tra di loro, introducendo il classico e semplice concetto del “se paghi ti rendo più visibile”.

    Google fece lo stesso a suo tempo con Google Adwords, introducendo appunto il concetto di “visibilità online a pagamento”. Ed oggi, che stiamo vivendo un’ influenza di tipo “sociale” Facebook ripropone lo stesso concetto.

    Credo che la storia alla fine si ripete sempre; cambia la forma, ma i concetti di base restano inalterati :-)

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  6. [...] che la pay-per-visibility  è un terreno assai scivoloso, su cui vale la pena di esercitare una attenta e costante [...]

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  7. Michela ha detto:

    I miei dubbi non solo solo miei… Francesco, complimenti per il post!
    Coglie in pieno i miei pensieri a riguardo. Ritengo che ogni singolo post abbia valore ed è impensabile pagare per ogni post. Come azienda saremo costretti a scegliere se e quali post rendere più visibili e ci dispiace molto perchè le notizie spesso le riportiamo semplicemente per spirito di condivisione. Alla fine le Home diventeranno pagine pubblicitarie piene di offerte speciali o notizie autoreferenziali. Si abituerà così i fan ad attendere l’offerta speciale sulla home (di chi ovviamente avrà i soldi per farlo…) Tanto vale fare newsletter a questo punto…
    Avrà ancora senso in questa logica investire tempo/denaro in facebook per la comunicazione delle “nostre storie” ?

    @Francesco ho riportato questo mio commento ed il link a questo post nel mio profilo facebook per conivolgere e sentire l’opinione di alcuni miei contatti a riguardo, visto che il tema mi interessa molto.

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