Il Futuro Inizia da Qui?

Qualcosa di nuovo

scritto da Francesco Gavello [+] il 15 novembre 2012 | 15 Commenti in: Blog Design | Featured

Aggiornamento layout blog

Dai uno sguardo al layout qui sopra.
O a quello di The Next Web.

Cosa ci vedi?

Con il web design in effetti è un po’ così.
Ci sono corsi e ricorsi storici, stili e soluzioni ai problemi che tornano di moda e spariscono ciclicamente.

Eppure, è da quando ho toccato con mano il layout di Pinterest che mi aspettavo qualcosa del genere.
E non è così strano che due colossi come Mashable e TNW abbiano fatto il primo passo.

Verso che?
Beh, il primo passo nella direzione di qualcosa di davvero nuovo.

Dai uno sguardo al layout in beta di Mashable, dicevo.
Cosa ne possiamo cogliere?

1. È il tuo business che conta (di nuovo)

Diciamoci la verità: gestire un blog passa per quella fase in cui ci si crogiola del mero risultato estetico raggiunto. L’effetto “vetrina”, in cui si cerca di capire quanto bene si leghi il vestito con l’idea. E come fare a massimizzare la strategia legata alla soluzione estetica scelta.

Ma in un approccio come quello di Mashable, non ci sono mezze misure.
Non importa più la mera forma con la quale ti presenti.

Perché la forma è così liquida che espone in tutto e per tutto ciò che davvero sei.
E non c’è più l’effetto “wow” del layout a camuffare le magagne.
Ora è tutta interfaccia. Mezzo. Tramite.

2. Tu sei i tuoi contenuti

Per cosa?
Per i tuoi contenuti.

Quando fai fuori tutto, ciò che rimane sono i tuoi contenuti ed è la somma delle forme stesse dei tuoi contenuti che costruisce il tuo blog. Che rende memorabile, o meno, la tua presenza. Immagini e titoli, contenuti e chiamate all’azione. Solo questo è ciò hai e solo questo è ciò che conta.

3. È la fine di “Pagina 2″

E ci aggiungiamo anche un “finalmente”?

Da Facebook e Pinterest, fino a soluzioni ibride come quella di The Next Web. C’è chi li ama e chi li odia.
Chi fonde l’endless scrolling con soluzioni di navigazione intermedie, chi abbatte l’idea stessa dell’andare a sfogliare (diciamocelo: a caso) più pagine figlie della home.

Insomma, portare gli utenti in Pagina due è un concetto che sempre più sa di vecchio e limitante.
Quanto durerà ancora?

4. È la riscoperta dell’analitica (fatta bene)

In un layout in cui nessuno vede mai le stesse cose nello stesso posto, neppure con lo stesso device sotto il naso, è necessario imparare a fare analisi dei dati di traffico in maniera finalmente seria e ragionata.

Se con un layout “classico” è tutto sommato semplice o lineare capire dove stiano le principali potenzialità e criticità del nostro prodotto, con qualcosa di completamente fluido, infinito, senza vincoli imposti dall’alto a una navigazione istintiva, di pancia, diventa tutto un’altro paio di maniche.

Non ci si può improvvisare.

Evoluzioni

L’aspetto interessante qui non è tanto il fatto che Mashable abbia fatto uscire una beta di un (probabile) nuovo layout. Non sarebbe il primo e non sarebbe il solo. Qui è interessante cogliere il trend. Sempre più big player della rete osano piazzare di fronte alle loro maree di lettori approcci coraggiosi e, finalmente, diversi.

Non solo più il ripulire il template per seguire il trend dell’anno in corso, ma stavolta qualcosa che mischia così tanto le carte in tavola da far pensare che i blog, da qui a cinque anni, possano davvero diventare interfacce pure alla fruizione di contenuti mai stati così liquidi.

Sei pronto? :)

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15 Commenti

Update 12/02/2012: Il Regolamento Commenti è cambiato! Leggi ciò che serve sapere!

  1. Pupixel ha detto:

    Uhmm.. da web designer/grafica sono un po’ scettica.
    Sul fatto che “content is the king” siamo tutti d’accordo, non ci piove.
    Per quanto riguarda il lato estetico, ossia la cornice attraverso la quale presentare i contenuti.. bhè, avrei aveva qualcosa da contestare.

    Rispondi
  2. Ivan ha detto:

    Mi sembra che fosse stato Tim Ferriss (che ospita milioni di utenti sul suo blog e quindi può ottenere delle statistiche decenti) a dire che semplicemente raddoppiando il numero di post sull’homepage (da 5 a 10) avesse assistito a un aumento incredibile dei page views.

    Ultimamente ho notato che tanti blog sono passati da una homepage classica (la scaletta) a una home piena di featured posts con delle immagini minuscole e i titoli.

    Come dice Pupixel esteticamente non sarà il massimo, però è vero che a quel punto l’utente ha molta più scelta e inoltre si può capire (tramite analytics) quali sono gli argomenti che realmente tirano di più (con la scaletta i post più cliccati sono ovviamente quelli in alto hehe).

    Pensa anche ai classici photoblog che hanno uno slideshow (magari elegantissimo, scritto in java) che però carica queste foto enormi molto lentamente. Io di solito mi stanco in fretta di sfogliare.

    Ma quando capito su un photoblog che magari è meno elegante ma che mi mostra le anteprime di tutte le foto mi incuriosisco (pensa al layout di default di offerto da smugmug, che di marketing qualcosa pur capisce), sto sulla homepage e di solito sfoglio tutte le foto (aprendole su altri tab di firefox con il pulsante destro del mouse in modo da non abbandonare mai la homepage).

    Quindi anche se da un punto di vista estetico può non essere il massimo quello che dici ha senso per aumentare i pageviews e il tempo che gli utenti passano sul tuo sito.

    Un approccio ibrido secondo me è quello di evitare di mostrare tutto il contenuto dei vari post e utilizzare il tag “more” per piazzare molti più articoli sulla homepage occupando il minor spazio possibile. Questo è quello che al momento faccio su Sapore di Cina, anche se l’approccio Pinterest mi sta tentando : P

    Grazie per lo spunto,

    Ivan

    Rispondi
  3. Marco ha detto:

    Ciao Ivan. Allo stesso scopo dell’endless scrolling, non sarebbe buona cosa se cliccare “read more” facesse espandere il post in home anziché far aprire un’altra pagina con il singolo articolo? Immagino che fra tutti i plugin di WP che esistono ce ne sia uno che consente questa funzione (a proposito… se qualcuno lo conosce me lo segnali!)

    Rispondi
    • Ivan ha detto:

      Ciao Marco,

      non ho mai sentito parlare di un plugin del genere ma secondo me non è così conveniente perché invogliando gli utenti a restare sempre sulla homepage staresti diminuendo il numero di pageviews, che poi è il criterio utilizzato dai pubblicitari (e da Google per giudicare la qualità del tuo sito).

      Rispondi
      • Marco ha detto:

        Ok. Allora per lo stesso motivo si dovrebbe evitare l’endless scrolling, no?
        Uhm… forse il compromesso giusto è usare l’uno OPPURE l’altro tool (sto dando per scontato che il tool che ho descritto esista :-) ) e non entrambi insieme.

      • Ivan ha detto:

        Se per endless scrolling intendi solo un’anteprima dei tuoi post con il tag “more” secondo me va bene perché poi la gente clicca nei post e quindi naviga tra le pagine.

        Come ho detto io preferisco limitare la mia homepage a dieci post in modo da non appesantire troppo la pagina. Il problema è che su Saporedicina.com utilizzo immagini 510×370 pixels (“pesano” 50 Kilobite l’una) e se, per assurdo, postassi 100 articoli sulla home il server dovrebbe caricare 5 Megabyte di foto che è un’assurdità. Al momento la mia homepage “pesa” 1.5 Megabyte in totale (le foto sono 10, una per articolo, quindi occupano il 33% del peso totale).

        Puoi testare la tua pagina su: http://tools.pingdom.com/fpt/

        Per ottenere più pageviews dovresti linkare ai tuoi vecchi post dai nuovi articoli ogni volta che puoi (ma fallo solo quando il link è attinente), così la gente continua a saltare su una nuova pagina.

        Tre plugin interessanti sono il “related post” che mostra una serie di post correlati alla fine del post, quello che fa apparire una anteprima dei vecchi post su una finestra in basso a destra (come su Repubblica.it) e quello che mostra gli articoli più popolari sulla sidebar.

        Alcuni arrivano addirittura a “spezzare” i post e a pubblicarli in pagine separate (per esempio le storie lunghe del Newyorker sono così).

  4. Andrea Lombardi ha detto:

    Io sto sperimentando questo approccio alla Pinterest, così ho provato un tema sullo stile: http://www.metteteviscomodi.it/
    Mi piace sia l’endless scrolling che il meccanismo con cui si aprono i post in “popup”, che comunque richiama lo script di analytics e modifica lo url nel browser, in modo che può essere facilmente condiviso.

    Ho dovuto smanettare parecchio nel javascript del tema per farlo funzionare davvero, non è un tema “installa e vai” secondo me, ma mettendoci mano si sistema tutto!

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  5. I blog sono il futuro dell’informazioni, o sono giò il presente

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  6. Stefano ha detto:

    Ho l’impressione che più andiamo avanti, più in realtà torniamo ai concetti più semplici, come recita “Less is More”. La grafica bianca ne è un esempio, i pochi testi con una formattazione semplice ne sono l’ennesima conferma.

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  7. Bogdan Stevanovic ha detto:

    Mi trovo d’accordo con il primo commento di Pupixel. L’occhio vorrà sempre la sua parte , e questa ”devoluzione/evoluzione” non è altro che l’ennesimo trend sperimentale che alla fine dei conti non avrà nemmeno sto gran seguito a mio avviso. Poi c’è da dire che ci sono situazioni e situazioni , blog e blog ed infine lettori e lettori. Un target di utenti come quello di mashable potrebbe anche essere più inclino a un layout del genere , ma non credo che la ”massa” approverebbe visto l’andazzo degli ultimi anni.

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  8. [...] l’esperienza utente, lato design e gestione contenuti stia evolvendo.Come scrivono alcuni amici, l’innovazione dell’esperienza di navigazione e fruizioni dei contenuti per blog e [...]

    Rispondi
  9. [...] Francesco Gavello ne ha parlato in un post qualche tempo fa (se non l’hai ancora letto ti consiglio di farlo [...]

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  10. Andrea Lombardi ha detto:

    A distanza di due anni e mezzo, cosa ne pensate?
    Questo post mi ha particolarmente ispirato e lo trovo ancora attuale, forse solo un po’ troppo in anticipo sui tempi? I blog mi sembrano gli stessi di fine 2012, sostanzialmente poco si è mosso.

    Devo dire che questo approccio mi ha molto influenzato.

    Rispondi

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