Resistenza al Cambiamento

Muri di gomma

scritto da Francesco Gavello [+] il 25 settembre 2014 | 3 Commenti in: Featured | Ispirazioni

Promuovere una startup al giusto target

Quando la scorsa settimana scrivevo del tool di project management perfetto (spoiler: è il calendario incluso in OS X :P ) qualcuno ha chiesto:

  • “Perché ti limiti così?”
  • “Non conosci/Non hai mai usato [ennesimo servizio web]?
  • “Come fai a vivere senza [ennesima feature]?”

Così, ti sei trovato a riflettere sul fatto che in realtà per un brand che cerca di emergere là fuori -meglio ancora se una startup- il vero problema non è confezionare un ottimo prodotto. Diverso, d’impatto, comprensibile. Capirai, quella è la base.

Il vero problema è superare la resistenza al cambiamento.
Cosa che tutti, in qualche modo, portiamo addosso.

Una gran bella corazza.

Uso un calendario per gestire i miei clienti, e in quelle poche feature disponibili ho trovato la perfezione non perché non esista, non conosca o non apprezzi potenzialmente un altro tool là fuori. Sono certo che qualcuno abbia già reinventato e potenziato il concetto di calendario condiviso. Affatto. Semplicemente sono investito da una colossale resistenza al cambiamento.

Non ti sento!

Non voglio usare altro.
Perché, come molti utenti là fuori:

  • So già usare uno strumento che mi permette di risolvere il mio problema;
  • È già disponibile tra gli strumenti che ho sottomano;
  • Ha una storia, una solidità e una credibilità estremamente forte;
  • È semplicissimo indicare a un partner come interagire con me attraverso di esso;

È una lotta impari. Anche venendo coinvolto in un’efficacissima strategia di comunicazione da parte di un nuovo arrivato, ciò che diventerebbe palese sarebbe semplicemente:

  • Perché dovrei investire del tempo nel capire cosa mi sto perdendo?
  • Se mi sto perdendo qualcosa e vivo comunque felice, non è che non mi serve a un tubo?
  • Anche se capissi di avere un leggero vantaggio nell’usare il tuo nuovo tool, chi mi garantisce che dopo aver investito tempo nell’adottare un nuovo strumento, metodo di lavoro e trovato il nuovo feeling, non venga lasciato a piedi da un giorno all’altro?
  • Anche se io avessi scelto di crederci, come potrei chiedere di fare lo stesso ai miei partner?

È il motivo per cui moltissimi servizi potenzialmente utili -in qualunque ambito- non superano la prima brevissimo fase di lancio e scompaiono lentamente nella lista di bookmark, mai davvero usati dai loro utenti finali.

Se non hai storia, credibilità pregressa o un’idea davvero rivoluzionaria ti scontrerai con un muro di gomma -fatto di abitudini o di processi già semplificati- qualunque cosa dirai. È la regola del gioco.

Capire, capire profondamente come sia fatto il tuo target non è un utile extra per monetizzare di più. È l’unico aspetto che ti salverà dal venire tritato dalla resistenza al cambiamento. Che tu venda un’idea, un prodotto o un servizio.

Dedica tutto il tuo tempo a capire chi sono i tuoi utenti ideali e perché fanno ciò che fanno.
Solo compreso ciò potrai immaginare quale possa essere la loro resistenza al cambiamento.

E intraprendere una strategia decisamente più illuminata.

foto: ©Sunny studio – Shutterstock

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3 Commenti

Update 12/02/2012: Il Regolamento Commenti è cambiato! Leggi ciò che serve sapere!

  1. […] ti chiedo di leggere il post Resistenza al cambiamento di Francesco […]

    Rispondi
  2. Viaggiatrice ha detto:

    Grazie per i preziosi consigli! Tuttavia come diceva Aristotele..
    Se c’è soluzione perché ti preoccupi? Se non c’è soluzione perché ti preoccupi?

    Rispondi
  3. Paolo C. ha detto:

    Riflessione interessante e per qualcuno forse un po’ “banale & sterile”. È vero che essere propensi al cambiamento aiuta a mantenere una forma mentis dinamica e attiva, ma è anche vero che, se non esiste un reale bisogno immediato di avere delle feature in più, in alcuni casi il rapporto costi/benefici è palesemente negativo. Per cui non sempre il gioco vale la candela… Ma i “pionieri” che vogliono sempre essere un passo avanti agli altri non sempre ci arrivano a capirlo..!

    Rispondi

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