Il Ruolo del Blogger: il Modello Bart Simpson

scritto da Francesco Gavello [+] il 14 novembre 2008 | 17 Commenti in: Blogging Tips | Top 25

Vi siete mai chiesti qual è il vostro ruolo all’interno della blogosfera, la vita, l’universo e tutto quanto?

Di analisi per quanto riguarda i blog se ne sono fatte, e se ne faranno, a tonnellate. Tutti giù a dire come la blogosfera sia buona, cattiva, utile, inutile e quanto altro vi possa venire in mente.

Ma il punto chiave, alla base di ogni cosa, secondo me è: cosa succede nella mente dell’utente quando decide di visitare un blog?

In che modo il blogger viene inconsciamente visto da un navigatore? E in che modo si possono comprendere le dinamiche mentali che portano un utente a soffermarsi sui nostri articoli giorno dopo giorno?

Credo che la chiave di tutto sia Bart Simpson.
Eh già.

La Valvola di Sfogo

La questione è più semplice di quel che sembra. Avete presente l’amabile figlioletto di casa Simpson, vero? Bene, a conti fatti Bart rappresenta all’interno dell’universo nel quale è posizionato una sorta di valvola di sfogo di tutto ciò che non si può esprimere in altro modo.

La sua è una figura irriverente, esagerata, imprevedibile e totalmente al di fuori di uno schema predefinito; nel suo microcosmo, è a lui che la gente guarda per evadere dalla noia del ritmo quotidiano.

Lo stesso fanno, più o meno coscientemente, i blogger.
Ogni giorno ci troviamo di fronte a compiti noiosi, ripetitivi e dei quali faremmo volentieri a meno. Sia che si tratti di lavorare o di ciò che rimane della classica routine quotidiana, siamo continuamente sottoposti ad una serie di informazioni piatte e ridondanti delle quali raramente ci interessa veramente fare parte e dalle quali desideriamo solamente fuggire.

Quando poi riusciamo mentalmente ad entrare nella nostra “zona relax”, vogliamo qualcosa di diverso, e in questa condizione affrontiamo il nostro feed reader. Non cerchiamo un’informazione “standard” sul modello di un grosso magazine o (ancora peggio) una testata tradizionale con decine di giornalisti al seguito: vogliamo l’estro, il fuori dall’ordinario, il ragionamento imprevisto che non troverà mai spazio altrove. Vogliamo il blogger: l’imprevedibile Bart Simpson di turno.

Accettare il Modello

Dunque, non è questione di decidere se adottare o meno la divisa con pantaloncini blu e t-shirt rossa. Voi per i vostri lettori già rappresentate il modello Bart Simpson: una piacevole distrazione alla noia quotidiana, possibilmente inerente ad un ben preciso ambito di interesse.

Sono del parere che comprendere questo proprio status all’interno del panorama “blogosferico” non possa che portare vantaggi. Quante volte avete scritto un articolo troppo ingessato che non ha ottenuto la giusta risposta? E quante volte lasciando da parte inutili formalismi siete andati dritto al sodo con il vostro personalissimo stile e avete ottenuto il meritato riconoscimento?

Fuori dagli schemi

Avete la libertà di osare, dunque. Fatelo.
Avete la possibilità di associare a concetti complicati metafore impreviste (qualcuno ricorda il “Tramezzino a Piramide Rovesciata” dell’ottimo Robin Good tirato in ballo per parlare di scrittura sul web? Ecco, esprime perfettamente il concetto).

Anche su questo blog si sono più volte utilizzate paperelle di gomma per parlare di contest e polli di peluche per argomentare di coding. Interpretare la realtà secondo il proprio -preziosissimo- punto di vista è ciò che rende forte un buon blog. Osate e non cadete nella trappola della facile emulazione altrui.

Uscite dagli schemi che vedete ogni giorno utilizzati dai “grandi publisher” perché il blogging non segue per nulla le stesse regole. D’altronde, se desidero un’informazione di taglio più “controllato” mi rivolgo per l’appunto ai suddetti grandi network; se voglio tutto il resto, seguo un blog.

Lo stile giusto

Come abbiamo detto il vostro stile può e deve permeare ogni singolo pixel del vostro blog ed evolversi ogni giorno con voi; tuttavia arrivati a questo punto starete pensando: “Fra, mi stai dicendo che il mio modo di apparire su web dovrebbe essere qualcosa di necessariamente ironico o sopra le righe?”.

Assolutamente no. Nulla di auto imposto o volutamente forzato potrebbe mai funzionare.
Forse sul vostro blog avete trovato un fruttuoso stile di scrittura impostato sulla precisione e sulla brevità; forse scrivete articoli un poco più estesi ma vi concedete ad accostamenti fuori dall’ordinario; forse semplicemente scrivete senza controllo solo quando vi sentite ispirati.

Va benissimo. Ciò che funziona per voi, funziona e basta.

Ma non sottovalutate ciò che rappresentate -naturalmente- per gli altri: una divagazione dalla noia quotidiana. Trovate il vostro modo di trarre vantaggio da questa vostra condizione evitando di riproporre un modus operandi banale e scontato. Anche off-site, se lo ritenete opportuno; di posti dove articolare meglio la propria presenza sul web, per fortuna, non siamo ancora a corto.

foto: Joe Shlabotnik

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17 Commenti

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  1. vocalizzorotante ha detto:

    Forse è presto, ma è un peccato che un post così ancora non abbia commenti a quest’ora.
    Beh, rompiamo il ghiaccio, anzi, pardon: gli schemi. :D

    Beh… se devo dir la verità irriverente, esagerata, imprevedibile e totalmente al di fuori di uno schema credo mi si addica.

    Comprerò pantaloncini blu, ma per la prossima estate ok? :-)

    Comunque sono daccordo in parte col tuo parere. Non ne faccio un discorso classista, ma di possibilità.
    Lasciamo rompere gli schemi a chi è portato per farlo.
    Non tutta la blogorazza è in grado di raccogliere questa responsabilità.
    Ci vuole anche una certa “sensibilità” per farlo, altrimenti il blog diventa volgare, non per i content (assolutamente non è una questione di lingaggio); è ciò che l’autore comunica che inevitabilmente farà trasparire volgarità e non classe.

    Ma non è il caso tuo, Fra.

    Buona giornata a tutti, alle porte di un BUON W.E. grande come una montagna (che voglia di andare a sciare) :D

    Rispondi
  2. Lara ha detto:

    Hai ragione Francesco, le mie visite quotidiane ai blog non sono altro che una fuga dalla quotidianità e dalla formalità, per cercare le opinioni della gente comune, delle persone come me… mi interessa quello che pensa una persona che non è obbligata a sottostare a regole editoriali pre-impostate dai giornali o dalla tv e che scrive per il piacere di farlo, come faccio io!! Solo ed esclusivamente questa cosa mi induce a leggere quotidianamente i miei blogger preferiti, che poi lo diventanto perchè trattano argomenti di mio interesse o con uno stile che apprezzo, ma prima di tutto sta l’idea di comunità, di gente comune…

    Rispondi
  3. yuri ha detto:

    cos’hai fumato stamattina Francesco? :P
    comunque io almeno per il mio blog e la tematica che tratta sono convinto che le persone non cercano i c***i miei ma informazioni, io cerco di darle in base a quello che trovo interessante e cerco di scriverle comprensibilmente.

    Poi ovviamente ognuno ha il suo stile, io il mio che da quello che vedo man mano migliora e grazie all’aiuto di google accontento anche i lettori e gli do quello che vogliono però stamattina per esempio ho già messo 2 post che parlano di video mancano i po**o poi tocco il fondo :) (avrei un post interessante sui po**o però non lo metto per adesso non voglio essere bannato da adsense)

    Rispondi
  4. Francesco Gavello ha detto:

    @VocalizzoRotante: La blogorazza :P ! Comunque hai ragione, è una questione molto delicata quella del trovare lo stile giusto senza che appaia un’imposizione dettata dall’esigenza di ricevere più pageviews.

    @Yuri: Ma LOL :D Beh, è vero che per chi fa newsmastering la sinteticità e la precisione nel proporre un contenuto è il punto cardine. Ma come dicevo: quello che funziona per voi, funziona e basta (e non dovreste cambiarlo per nessun motivo fino a quando non lo riterrete, voi, opportuno).

    @Lara: mi sono segnato il tuo post sulla tesi. Seguirò gli aggiornamenti e ancora in bocca al lupo! :D

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  5. Daniele ha detto:

    In effetti non mi sono mai fermato a pensare come i miei lettori mi vedano o cosa io possa rappresentare per loro, nè tantomeno mi sono mai sentito molto Bart Simpson :)
    Ottimo spunto di riflessione comunque!

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  6. paz83 ha detto:

    Leggere questo post a quest’ora mi terrà fino alle 5 di stamattina, ormai, a pensare al modo in cui mi vedono. Ma in fin dei conti, qualche lettore c’è, quindi almeno uno sparuto gruppo di persone mi vede come uno sfogo, e questa è la cosa più gratificante. Io credo, ma è un mio personale punto di vista, che l’importante sia sempre prima di tutto scrivere per se stessi. Non importa di cosa. Ma l’importante è che sia un piacere prima di tutto per noi, e se è così, sono sicuro che poi chi legge, tra le righe lo percepisce. Inoltre il web è talmente pregno di gente che c’è spazio e offerta per tutti. Non stiamo di certo stretti. Per quanto riguarda lo stile, inizialmente sono partito impostato, ma suonava falso, così ho deciso di essere me stesso e quando scrivo di stomaco allora molto spesso scatta anche un ottima interazione con i lettori. Ed ora, alle ore 2.26 di notte proseguo il mio rilassante giro di letture blogsferiche selezionate secondo i miei gusti. ;)

    Rispondi
  7. Max ha detto:

    Non vorrei che l’eccessivo sforzo per essere a tutti i costi “fuori dagli schemi” o sfoggiare un “personalismo” che a volte non c’è, rischi di distorcere l’immagine di noi stessi e creare personaggi che non esistono.

    Per chi scrive argomenti tecnici (Yuri docet) c’è poco da inventarsi. Il miglior modo per essere contenti di sè stessi è la chiarezza, la leggibilità, l’immediatezza e l’efficacia con cui un argomento risolva realmente un problema. Punto.

    Poi c’è chi scrive di sé, chi propone la propria opinione sui fatti e le cose del mondo. Beh lì probabilmente vale di più l’essere Bart Simpson, uscire dagli schemi narrativi usuali, proporre punti di vista originali. Il target non è più chi cerca su Google “come…perché…” ma chi decide di evadere dalla routine quotidiana perdendosi tra argomenti e letture interessanti.

    Penso che l’approccio che proponi nel post, Francesco, possa rappresentare un’interessante spunto per una parte di coloro che scrivono e nello stesso tempo non sia di sprone per tanti nel ricercare a forza quel personaggio e quel personalismo che magari non si è ancora maturi nell’interpretare ;)

    Rispondi
  8. vocalizzorotante ha detto:

    @max: non avevo colto l’aspetto che invece è arrivato a te del post di Francesco, vale a dire spronare a ricercare un personaggio.
    Forse è vero. Questo articolo ha anche questo pregio.
    E dico pregio fortemente convinta, perchè non c’è niente di sbagliato nell’imporre una linea editoriale (quindi un personaggio) al blog. :-)

    Alla fine il paragone è niente più di una rockstar: forza il suo personalismo per aiutare la sua comunicazione.
    Prendi il tuo caso: ti sforzi di essere chiaro e intelleggibile nello spiegare argomenti tecnici. E’ ovvio che sia giustissimo, ma anche tu fai leva su una delle sfumature più importanti del tuo modo di scrivere…

    E’ qualcosa di molto simile a “rompere gli schemi”.

    Ha ragione ancor più Francesco: disfarsi di infrastrutture comportamentali aumenta la comunicatività!

    Un caro saluto a tutti

    Rispondi
  9. Max ha detto:

    @vocalizzorotante: …per la verità intendevo dire il contrario, e cioè che sebbene il post incoraggia chi scrivere ad essere sé stessi, non aver paura di osare e mantenersi lontani da schemi mentali e linguistici precostituiti, ravvedo la possibilità che questo possa “spronare” anche chi non possiede queste qualità di inventarsi e proporsi con un personaggio che sicuramente non lo rappresenta e non gli appartiene.

    La linea editoriale è tutt’altra cosa: il taglio editoriale di quello che si pubblica non per forza debba essere legato ad un “personaggio”.

    Chiedo scusa se nel mio precedente commento queste mie puntualizzazioni non sono state espresse chiaramente :)

    Bye!

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  10. Laura ha detto:

    Complimenti, bel blog!..Classico commento che non aggiunge niente alla conversazione..ma sincero ;)

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  11. [...] – Il Ruolo del Blogger: il Modello Bart Simpson [...]

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  12. italida ha detto:

    Concordo in pieno con quello che hai scritto, i blog che io visito di solito, li visito con uno spirito del tipo “vediamo quale bella novità ci sarà oggi”… la curiosità e il fatto di vedere/leggere/apprendere cose nuove pensate da un cervello diverso dal mio e magari creativo, mi attira da morire :D

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  13. max headroom ha detto:

    non si tratta di emulare altri blog o fare la cosa giusta ma difare la cosa che funziona? FUNZIONA? Funziona quando hai tante risposte o tante visite o vendi tanta pubblicità? Tutto questo o solo quando tutto o solo qualcosa di quello che dici aiuta qualcun’altro a capire qualcosa in + di quello che ci circonda e a volte ci prevarica con velocità insostenibile. IL BLOG è solo una parola il resto è il contenuto. Ciao apresto

    Rispondi
  14. Hatter ha detto:

    Dire che mi sono appassionato a questo blog è dire poco.

    Ecco, i suggerimenti sono ottimi. E’ verissimo che molto spesso il lettore cerca uno svago e questo, concretamente, è ciò che bisogna fornirgli.

    Rispondi
  15. […] Li ha risvegliati perchè affrontando questo argomento è facile cadere in due errori di valutazione, ed anche perchè da tempo aderisco al modello Bart Simpson. […]

    Rispondi

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