12 risposte

  1. Andrea
    8 marzo 2010

    Caro Francesco, questa è la prima volta che commento qui. Lo faccio perché hai scritto un post che fa riflettere, quindi rifletto ad alta voce (e spero di ricevere qualche visita… :) )

    Personalmente, l’ho aperto troppo in fretta, senza avere chiaro quale tipo di blog volevo realmente (“americano” alla Steve Pavlina, tecnico alla disinformatico, provocatorio, etc…). Questo ha comportato una serie di ripensamenti, di cambi di blog. Ma forse ci sta, perché certe cose le comprendi solo facendole.

    Ero fortemente indeciso sullo stile da tenere: dare del “tu” o del “voi”, quanto, avendo un blog di psicologia/educazione, entrare nel tecnico, quanto potermi lasciare andare alle provocazioni oppure se “accontentare tutti”. E ancora, mettere o meno gli annunci. Ho cambiato più volte.

    Sulla piattaforma alla fine ho optato per blogspot, perché ho poi deciso di puntare tutto sui contenuti: è gratis e non mi costringe ad imparare tecnicismi che non conosco.

    Forse può interessare uno dei miei primi articoli, riguardo l’approccio che ognuno di noi ha quando accede per la prima volta a qualcosa di “tecnologico”, qui.

    • Francesco Gavello
      8 marzo 2010

      Ciao Andrea, grazie mille per il contributo ;)

      In effetti quanto racconti spesso lo si arriva a comprendere fino in fondo solo una volta che ci si è passati attraverso.

      Sai, dopo aver impostato metà del proprio blog dando del “voi” ai lettori forse si capisce che non coincide esattamente con l’idea che ci si era fatti delle propria presenza in rete (io stesso ci sono passato).

      Forse sondando i propri lettori con argomenti molto tecnici si capisce che, nel concreto, la risposta può variare di molto rispetto alle previsioni, ed è bene alternare di tanto in tanto.

      E optare per una piattaforma gratuita non credo sia affatto sbagliato, soprattutto per chi non vuole avere a che fare con le solite beghe informatiche ma preferisce concentrarsi sui soli contenuti. È un’opzione che propongo spesso a chi senza troppe pretese vuole gettarsi in questa avventura per poter almeno cominciare a prendere le misure.

  2. Davide
    8 marzo 2010

    Ciao Francesco,
    curiosità che lavoro fai? Fai lavori anche freelancer?

    Davide

    • Francesco Gavello
      8 marzo 2010

      Sono consulente web freelance e in parte lavoro ancora su progetti di web design in prima persona :)

  3. RedShotBlog // Novy88
    8 marzo 2010

    Personalmente l’intenzione dell’aprire un mio blog ce l’avevo da moltissimo tempo, da quando ho chiuso il mio primo e vero portale di informazione tecnologica :-)

    Sono riuscito in queste settimane a rimettere tutto in piedi e oggi finalmente e’ aperto. Speriamo che la mancanza di tempo dovuta a migliaia di impegni, non sia comunque un freno.

    Ho cercato di avere due settimane di autonomia con gli articoli XD E’ gia’ tutto messo in scheduled.
    Quindi per rispondere alla tua domanda, i problemi, i dubbi che ho avuto io, sono stati nella scelta di parlare o meno di un argomento, come Internet, gia’ lungamente dibattuto da tutti. Spero di riuscire a farlo in chiave diversa rispetto alla normalita’! Il secondo dubbio invece era, ed e’ tutt’ora, se riusciro’ ad avere il tempo di seguirlo in maniera soddisfacente, che per me significa avere almeno un articolo ogni due giorni.

    Vienimi a trovare Francesco :-)
    Come gia’ ti scrissi, il tuo lavoro e’ un’ispirazione anche per me.

    http://twitter.com/RedShotBlog
    http://www.redshot.it/blog

  4. Sagana
    8 marzo 2010

    Sinceramente il più grande freno che mi ha bloccato nell’aprire il mio attule blog (aperto proprio da una settimana) è stato che non volevo sentirmi limitato in alcun modo e quindi ho deciso di creare da me tutta la struttura del blog, realizzando uno di quei “Always in beta” blog ossia un blog che per forza di cose dovrà cambiare e migliorare a seconda delle esigenze.
    Poi altre cose che mi hanno bloccato dall’iniziare ad usare la piattaforma da me creata erano: 1. E se poi non mi segue nessuno? 2. E se l’argmento che tratto, poi non interessa? 3. E come ha detto Novy 89 E se poi imposto male il mio blog?
    Insomma i dubbi erano veramente tanti, ora che ho iniziato…. molti svaniscono e molti altri si accumulano, è un circolo vizioso ;)

  5. RedShotBlog // Novy88
    8 marzo 2010

    Asd Sagana, mi hai fatto un anno più giovane XD (Novy89)

    Si, il circolo vizioso c’è. Per me sono spariti tutti i dubbi al di fuori di uno, che forse si rafforza: ho il tempo necessario per seguirlo?
    Proprio in questo momento sto dilazionando un po’ i tempi per esser sicuro di garantire al blog una certa sopravvivenza.
    Un articolo, di quelli già messi in coda, ogni due giorni. Quando ci saranno esigenze di far uscire qualcosa subito, vuoi per una news calda, vuoi per altro, ci sarà sempre l’occasione. Intanto cerco di avere le spalle coperte :-)
    Poi vediamo se qualcuno mi darà una mano, essendo il mio blog, idealmente aperto ad ogni scrittore.

    http://twitter.com/RedShotBlog
    http://www.redshot.it/blog

    • Sagana
      8 marzo 2010

      Ah scusa xD comunque sto facendo anch’io così, un articolo ogni due giorni permette di avere il tempo di scrivere lentamente e avere il tempo di ricontrollare tutto più volte e di aggiungere o togliere parti con più calma prima della pubblicazione, con questo ritmo gli articoli sono più curati e il contenuto risulta più interessante rispetto a chi pubblica magari 5 post al giorno ma brevi e sintetici.
      Ora vado a dare un’occhiata al tuo blog ;)

  6. Jasha
    8 marzo 2010

    Cosa frena più di tutto?
    - Tempo: risorsa scarsa
    - Dubbi rispetto la reale utilità di ciò che si stà facendo,
    - Dispendio di attenzione e risorse su qualcosa che spesso è poco focalizzato o privo di obiettivi chiari.

    Personalmente ho sempre visto i blog come una sola faccia di un mondo molto più complesso chiamato “Social Media”, i miei problemi con i blog erano i problemi che avevo con servizi tipo twitter o addirittura anche facebook (già molto più personale).
    Ne intuivo le potenzialità, mi sentivo parte di “un’onda” ma la cosa era schizzofrenica, ho avuto bisogno di moltissimo tempo prima di riuscire a ridimensionare e sfruttare tutti gli strumenti che il web mette a disposizione senza che ciò costituisse danno per tutti gli altri obiettivi (ben più concreti, reali ed impegnativi) che mi ero preposto.

    Tuttora sono piuttosto critico rispetto al ruolo che si attribuisce al web, personalmente all’interno di questo contesto ci tengo a sottolinearlo: il web è un mezzo, non un fine.
    Diventa utile se si utilizzano gli strumenti che mette a disposizione per creare “qualcosa d’altro”, ho trovato abbastanza tossico rimanere immerso 24h24 nel mondo del Sociale anche se c’è da ammettere che ho imparato tanto e mi sono state date tante possibilità.

    Non nerdizzatevi troppo :)

  7. Riccardo
    8 marzo 2010

    Non tutti i bloggers sono web designers, e io faccio parte di quella categoria, per cui per quanto mi riguarda il più grande freno, inteso però come il fattore che mi ha fatto rallentare di più nella pubblicazione dei miei blogs è stato trovare dei grafici preparati (che mi ispirassero fiducia) e che non mi chiedessero un occhio della testa!

    Riccardo

  8. Andrea
    9 marzo 2010

    Grazie Francesco,
    tornerò a prendere spunti dal tuo blog!

  9. PiccoloSocrate
    10 marzo 2010

    e se invece ti dicessi: fra, ho un blog a carattere generale (la mia vita, le riflessioni, gli interessi, l’extra, lo sport, il gossip, l’uniiversità, il lavoro e la curiosità) ora sento la necessità di indirizzarlo verso un solo obiettivo ma non riesco a stabilire quale.

    il blog è un divertimento, però come misuro un obiettivo?
    finora ho avuto ottimi risultati come blogger (crescita ed esperienza personale e quei 2-3mila unici giornalieri), ora come faccio a scegliere i nuovi obiettivi per il futuro di un blog che non ha un progetto dietro?

    oppure: posso ancora considerarlo un blog o è devo relegarlo ad accozzaglia di post, metterlo da parte e pensare d’avviarne uno serio e vero.

    e poi, perchè avviarlo se non ne ho la necessità lavoratiiva ?

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