Tutto il resto non è poi così importante…

Premessa: Non sono bravo a scrivere di temi sociali. La povertà poi, è uno di quei temi particolari per cui tutti ne parlano così tanto che si riesce quasi inconsciamente a crearsi uno scudo mentale contro di essa, catalogando ogni discorso come “banalità” o “bella idea, belle speranze”.

Sembra persino strano mettere per un momento da parte tutto il resto e fermarsi a parlare di cose più serie come la povertà e i problemi veri del mondo vero qui, in un blog dove solitamente si affrontano temi decisamente più frivoli e, a conti fatti, abbastanza trascurabili.

Ma la verità è che tutto ciò che riguarda il settore informatico, la blogosfera, i social media fino ad arrivare al MacBook Pro con il quale sto scrivendo, fanno parte di una ristrettissima fetta di mondo che possiamo senza alcun dubbio definire fortunato.

Un mondo che non è sempre stato così e che non è per nulla scontato che continui ad esserlo come molti credono.

La maggior parte delle proprie condizioni sociali oggi è determinata dal lato del mondo in cui nasci, da ciò che ti trovi in ambito familiare e una buona dose di fortuna nel fare le scelte giuste.

Il nostro controllo su di esso è veramente minimo.

No. Non è così facile vivere nel mondo moderno, e staccato il doppino telefonico scopri che c’e’ qualcosa di importante da prendere in considerazione. Da ricordare oggi che è il BlogActionDay 2008, domani, che non è un giorno “a tema” per i blogger, e tutti i giorni dell’anno in cui ci sarà sempre chi ha bisogno di una mano.

Kiva. niente di nuovo, tutto di importante.

Kiva - Loans that change lives

Un piccolo appunto, prima di concludere.

Kiva, arrivato sulle grandi testate online solo nel luglio di quest’anno, non è certamente una novità per chi bazzica la blogosfera. Ma non è questo il punto.

Il vero punto è che si tratta di un’iniziativa lodevole e per questo merita la massima esposizione possibile. Senza fermarsi a pensare se scrivere di Kiva porti visite, sia una news o altre inutilità di questo tipo.

Il funzionamento oramai lo si conosce: Kiva prestate una somma (25 $ o più) per la realizzazione di progetti di persone bisognose un pò dappertutto in giro per il mondo: in questo momento in homepage c’e’ Felicitas Espinoza, e il suo progetto riguarda una macelleria in Perù, mentre scorrendo la lista globale si parla di finanziare campi di riso in Cambodia e molto altro.

La scelta è ampia e i soldi sono sempre e comunque vostri. Con Kiva non si guadagna nulla. Il prestito ha una durata predefinita e riceverete su di esso aggiornamenti e novità inerenti ad esso (non è come gettare fondi “al buio”, insomma). Al termine, vi verrà restituito interamente e potrete reinvestirlo in altri progetti oppure no. Sta a voi.

Kiva è presente anche su FaceBook con la sua applicazione dedicata.

Ultimissimo link interessante: tramite Google Blog Search è possibile visualizzare tutti i post che a livello globale hanno a tema la povertà durante le 24 ore del BlogActionDay

Francesco Gavello

Francesco Gavello

Consulente, formatore e public speaker in Advertising e Web Analytics. Sviluppo strategie di Inbound Marketing per progetti web di grandi dimensioni. Appassionato da sempre di illusionismo, un’arte che ha molto da spartire con il marketing.

5 commenti

  1. Ciao, su creattivamente.it, tra i featured, c’è un articolo che tratta proprio Kiva ed il microcredito.

    Dal blog, attraverso paypal, ogni lettore può donare 2 euro, che entro fine mese andranno a finanziare progetti (si spera di riuscire a raccogliere denaro per almeno 2…)

  2. Sono iniziative importantissime da promuovere, -soprattutto- sul lungo periodo e non appena lanciate con l’hype ancora in circolo.

    Complimenti per l’iniziativa Marco 😉

  3. Avevo visto un documentario su Kiva (mi pare su Current.tv) e ne ero rimasto favorevolmente impressionato: conoscevo già il sistema del microcredito in generale, ma questa iniziativa mi era subito parsa particolarmente lodevole. Contro ogni previsione derivata dal “sentire pubblico”, infatti, le statistiche affermano un fatto importante: ovvero che una percentuale molto alta di questi prestiti viene restituita regolarmente e nei tempi stabiliti. Come a dire: ok la beneficenza, ma attenzione che dall’altra parte c’è gente seria, onesta, persone a cui quei soldi cambiano davvero la vita perché permettono loro di “svoltare” rispetto ad una situazione di partenza non certo facile.

  4. Analisi per nulla banale seppur il tema, come sostieni tu, non sia per nulla di facile trattazione. Concordo con te anche su Kiva, progetto davvero lodevole. E’ bello sapere che anche il web, in qualche forma, non resta nella completa indifferenza di frone a un così grande problema.