Quando l’80% del traffico lo generano solo una manciata di post…

Situazione normale o una buona occasione per lavorare sui contenuti?

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Jacopo chiede:

Ma è normale che l’80% del traffico lo faccia un post solo? In questi casi, come valorizzare il topic per cui il motore ti premia magari reindirizzando parzialmente le visite ad altri articoli in modo “naturale”?

La prima cosa che ho pensato quando ho letto questa domanda è stata (giuro): città fantasma.

Capitò infatti che tempo immemore fa un piccolo blog che gestivo prevalentemente a tempo perso venne indicizzato per una di quelle keyword di cui non comprendi bene l’evoluzione. Città fantasma, appunto.

Scoprii da quel giorno che al mondo dovettero esserci molti più esploratori e cowboy maledetti di quanti pensassi se davvero tutta quella gente entrava sul mio blog per leggere di un post (neanche troppo completo, tra l’altro) che parlava dell’argomento in questione.

E che, come dice Jacopo qui sopra, era in grado di macinare da solo almeno la metà del traffico in ingresso del pur piccolo blog.

In casi come questo, come comportarsi?

È sufficiente piazzare un disclaimer nel post stesso che propone altri contenuti a tema, o ti spingeresti più in là sviluppando un benvenuto particolare alla mole di utenti che una determinata parola chiave sta portandoti sulla soglia?

Francesco Gavello

Francesco Gavello

Consulente, formatore e public speaker in Advertising e Web Analytics. Sviluppo strategie di Inbound Marketing per progetti web di grandi dimensioni. Appassionato da sempre di illusionismo, un’arte che ha molto da spartire con il marketing.

12 commenti

  1. Effettivamente molti blog vivono dei cosiddetti “articoli pilastro”, articoli che hanno una parola chiave particolarmente ricercata che riesce a piazzarsi in cima alle serp. Questo se da un lato è un vantaggio è anche un grosso rischio, poichè affidare la fortuna di un blog a pochi articoli che magari portano l’80% delle visite è decisamente pericoloso. Il giorno che le poche parole chiave perdono il posizionamento, addio visite. Quindi la prima cosa che farei sarebbe quella di mettere in sicurezza la parola chiave che mi porta più visite lavorando internamente al blog, posizionando un bel numero di link interni da altri articoli a tema. Poi cercherei di promuovere il più possibile l’articolo pilastro per raccogliere anche qualche link esterno, ad esempio con un po’ di article marketing. Messo al sicuro l’articolo e la parola chiave inizierei a promuovere da quell’articolo le altre parti del blog, magari inserendo anche all’interno del testo, qualche link ad altre sezioni o articoli che interessa promuovere.

  2. E’ normale avere, in alcuni blog, dei post con determinate keywords che portano il grosso del traffico.
    E non solo. Capita a volte che una pagina di un determinato sito con una parola chiave porti più traffico di altre migliaia di pagine su centinaia di altri siti.
    Questo per far capire che nel blogging o web publishing conta la qualità e il mirare ad un target ben preciso.
    E’ anche vero, però, che la long tail, genera parecchio traffico e anche più stabile e distribuito.

  3. a me è apitao, ho post che a distanza di mesi portano stabilmente visitatori…altri che consideravo chicche che neanche vengono guardati…piano piano sto cercando di capire cosa cerca chi passa dame, linkando quei post e utilizzando le stesse parole chiave..

    1. A me succede la stessa cosa sul mio blog informatico, alcune guide molto interessanti non portano molti visitatori mentre articoli di scarso interesse o gossip incrementano le visite!! Ormai se scrivi cose serie non ti si fila più nessuno???
      Basta dare uno sguardo a siti che fino a pochi anni fa avevano solo contenuti informativi di qualità (vedi testate giornalistiche). Ora contengono prevalentemente link a calendari di veline, foto di ragazze in abiti succinti e provocazioni di ogni genere… e la gente clicca…

  4. Mi sono posto questa domanda proprio in questi giorni, ho un paio di post che attirano un sacco di traffico, oltretutto sono vecchi e si riferiscono a versioni di software e librerie già superate, infatti sto proprio preparando ora le versioni aggiornate di questi due post.

    Secondo voi è meglio che aggiorno quei post (questo vuol dire modificarli per almeno il 70%) oppure posto due articoli completamente nuovi e in quelli vecchi metto un chiaro e grosso disclaimer che mandano a quelli nuovi? cosa mi consigliate?

  5. Il disclaimer è un’altra cosa: è del testo che cerca di evitare eventuali reclami, in genere legali. Quello di cui parlate sono dei link a pagine in relazione all’argomento trattato.
    In casi come questo, comunque, quello che farei è l’approfondimento dell’argomento che portato parecchie visite.

    1. eh anche io disclaimer l’ho sempre inteso come avvertimento, o comunque riguardo a qualche specifica legale “per mettere le mani avanti”. Però l’ho visto utilizzare, oltre che da Francesco qua, anche in altri siti in lingua inglese nel senso di segnale di avviso generico, forse erroneamente…