La prossima volta che scriverai un tweet…

Dati, altri dati!

…valuta con attenzione la posizione di un eventuale link al suo interno.
Questo almeno è ciò che rileva Dan Zarrella, social media scientist per conto di HubSpot e di cui abbiamo avuto modo di valutare altri report in passato.

Dan ha selezionato più di 200.000 tweet contenenti almeno un link (compresso con bit.ly) e ne ha analizzato il Click Through Rate in base alla sua posizione nel testo.

Ecco i risultati. 🙂

Cosa ci dice questo report?

  • Un link posizionato al fondo non ottiene la visibilità che ci si potrebbe aspettare.
  • La vera zona “calda” si posiziona subito prima della metà del tweet.
  • Link posizionati in apertura ottengono un qualche tipo di riscontro, ma solo se arrivano realmente prima di ogni altro carattere. Subito dopo di essi, il vuoto.

Se a occhi chiusi ci si potrebbe aspettare che la posizione naturale di un link sia quella al termine dei 140 caratteri, così non sembra scorrendo la heatmap generata da Dan. La posizione più indicata risulta essere tra l’inizio e la metà del tweet, dove presumibilmente si è stati in grado di introdurre l’argomento senza tirarla per le lunghe.

L’idea è che Twitter venga fruito ogni giorno da centinaia di device e software differenti. Ognuno di questi, pur cercando di seguire sempre più lo stile “a colonna” lanciato a suo tempo da TweetDeck, ha precise peculiarità (e pecche) nel mostrare grandi quantità di contenuti. Spostare i link oltre la metà del tweet può renderli significativamente meno evidenti, se non del tutto invisibili a una prima occhiata distratta.

Un dato in più da tenere a mente e con cui sperimentare?
Per quanto mi riguarda, sì. E tu? 🙂

Francesco Gavello

Francesco Gavello

Consulente, formatore e public speaker in Advertising e Web Analytics. Sviluppo strategie di Inbound Marketing per progetti web di grandi dimensioni. Appassionato da sempre di illusionismo, un’arte che ha molto da spartire con il marketing.

16 commenti

  1. wow addirittura analizzare 160 parole di tweet per capire come utilzizarlo al meglio 🙂

    questo sì che è una cosa ben fatta, davvero interessante!

    1. Sì, Zarrella è una di quelle persone che sfrutta appieno le risorse con cui si trova a lavorare. Chi meglio di lui, nella sua posizione, per macinare dati come questi? 🙂

  2. Un dato certamente interessante, sembra quasi che la maggioranza dei lettori preferisca la struttura del tweet: breve descrizione efficace, immediatamente il link (entro 80 caratteri) ed eventualmente il resto… credo anche che molti di noi difficilmente postino i link nella seconda metà dei tweet, quindi regoliamoci di conseguenza, direi 🙂

  3. Non ci avevo mai pensato a dove posizionare il link, indubbiamente però è più efficace verso l’inizio, anche se vedo che nella maggior parte dei tweet è presente alla fine.

    Il punto è che metterlo prima di tutti gli altri caratteri non so se sia una buona soluzione in quanto alla fine non introduci neanche l’argomento e quindi chi clicca sopra va quasi alla cieca (sempre che prima non legga il resto del tweet).

    A metà invece potrebbe essere una buona soluzione, sicuramente testerò queste varianti 🙂

  4. Semplicemente meraviglioso, Francesco.
    Grazie per averlo riportato su queste pagine… conosco l’autore della ricerca, ma non lo seguo.. E’ fantastico cosa non si possa fare oggi coi dati! 🙂

    Marco

  5. Un piccolo inciso:
    “La posizione più indicata risulta essere tra l’inizio e la metà del tweet, dove presumibilmente si è stati in grado di introdurre l’argomento senza tirarla per le lunghe.”
    Lasciatemi dire, come si tira qualcosa “per le lunghe” con 140 caratteri a disposizione? Stando ai dati rilevati e alla teoria dei device e software usati -è vero- è lecito pensarlo, ma lasciatemi qualche perplessità a riguardo. :-/
    Ad ogni modo, grazie per l’ottima segnalazione.

    M

  6. hehe…non avevo mai pensato al fatto che ci fosse anche una strategia dietro alla posizione dei link in una notifica di twitter.
    Sicuramente però mi tornerà utile 😉