Di domini, estensioni e cliché

Chi ha bisogno di un .biz?

Sai, una delle regole non scritte di chi lavora con il web è che, a conti fatti, esistano solo una manciata di estensioni di dominio realmente utili.

Soprattutto se lavori con l’ottimizzazione per i motori e se miri a passare un messaggio chiaro e affidabile ai tuoi utenti (sì, soprattutto a quelli meno skillati), finirai bene o male per ricadere sulle due (tre) TLD più utilizzate di sempre.

Ovvero, gli storici .com e .net.
(e dato che siamo italiani, vale per noi appenderci in coda i .it)

Te ne accorgi quando utilizzi un qualche tool di ricerca dei domini liberi, quando sfogli qualche articolo sul posizionamento di progetti (quindi domini) per keyword competitive. Quando banalmente dai uno sguardo a qualunque attività degna di nota stia viaggiando in rete e realizzi che da molto tempo la scelta dipende da un “affidarsi alla prassi consolidata” più che dall’aver compiuto una vera e propria scelta.

Quasi come dire: “Grazie per l’offerta, sul serio. Grazie per tutti i nuovi domini (geografici e non). Grazie per tutto l’hype ogni volta che una nuova estensione viene annunciata. Grazie, ma fino ad ora non ho ancora trovato nulla che batta un caro vecchio .com in termini di credibilità”.

Per questo ti chiedo: ti è mai capitato di uscire dal seminato e lanciare un progetto su un dominio che non comprendesse i .com, .net o .it? E per quanto riguarda il tuo blog, su cosa è ricaduta la tua scelta?

P.S. Per la cronaca, l’immagine in alto è di Domize, un tool per andare alla ricerca di domini ancora liberi sviluppato completamente in ajax e configurabile per generare risultati in sincrono su diversi TLD. Semplicemente meraviglioso!

Francesco Gavello

Francesco Gavello

Consulente, formatore e public speaker in Advertising e Web Analytics. Sviluppo strategie di Inbound Marketing per progetti web di grandi dimensioni. Appassionato da sempre di illusionismo, un’arte che ha molto da spartire con il marketing.

11 commenti

  1. posso raccontare il mio caso (ma è un po’ troppo “semplice”). il dominio per il nome della mia impresa era occupato sia per l’estensione .it che per l’estensione .com. però, dato che l’impresa lavora solo nella provincia di torino, ho optato per .to.it.
    online non ho avuto alcun particolare problema (anzi la geolocalizzazione funziona piuttosto bene), però offline qualche problema l’ho avuto (in pochi si ricordano newworld.to.it, e più di uno invece si ricorda newworld.it, che è un dominio di qualcunaltro).

    in realtà non è che abbia fatto chissà quale lavoro di posizionamento per questo dominio, quindi questo caso non è molto rilevante. però rientra in quelli citati da questo post.

    PS: a proposito, cosa ne pensate del .biz?

  2. Personalmente credo molto nel .tk, che molta gente crede erroneamente sia solo un redirect gratuito, mentre invece offre tutti i servizi che si vorrebbero da un dominio, col fatto che però è gratuito!

    http://www.marcoronline.tk

    http://www.emanuelegiuffrida.tk

    Uno è il mio blog e l’altro è un mio cliente. Ho convertito anche molti colleghi al tk e sono sicuro che è solo questione di diffusione perché la gente lo inizi a valutare come un dominio credibile, io mi ci trovo benissimo!

    @Marco Cavicchioli
    Vero, la gente spesso ha difficoltà a ricordare i domini…

  3. Proprio ieri ho suggerito ad una palestra di Trieste un estensione geografica. Quando mi ha chiesto la differenza ho fatto esattamente lo stesso ragionamento di Marco Cavicchioli.
    palestra.ts.it è difficile a un punto di vista mnemonico, almeno per i non skillati a cui fai riferimento.
    Per un mio progetto, invece, sto cercando un nome che mi permetta di utilizzare un estensione differente da comune, facendola diventare parte integrante del nome stesso.
    Tipo frances.co

  4. Per il mio blog avevo preso un .net, per i “progettini” che potenzialmente potrebbero diventare qualcosa ho preso i .com mentre per il mio sito “di lavoro” ho optato per un .it

    Non ho visto una grossa differenza tra i tre in termini di SEO mentre ho notato che i .net sono più ostici da ricordare quando li dici a voce alle persone.

    Le persone tendono ad associare il tuo nome al .it o al limite al .com, con il .net già un po’ si perdono…

  5. @Sergio: tuttavia ad esempio indicizzare un sito in inglese su un dominio .it non è il massimo… le estensioni contano, solo che a volte contano molto poco (indicizzare un sito italiano su un .it piuttosto che su un .com è ovvio che invece non faccia molta differenza).

  6. Con il mio blog ero partito con un interessante banca-online.biz, poi ho avuto l’opportunità di registrare al volo un più interessante (dal mio punto di vista) banca-internet.com, appena scaduto.

    Da un lato ho perso una parola chiave importante nel dominio (banca-online è la parola chiava sulla quale punto), ma d’altro lato ho acquisito un dominio con estensione a mio parere più prestigiosa.

    Questo si è tradotto anche con una risalita (nell’arco di 6 mesi) del sito all’interno delle SERP (se oggi digiti banca online su google sono in nona posizione), ma, sinceramente, non so quanto di questa crescita sia frutto del cambio di estensione o più semplicemente di una maggiore anzianità, acquisita nel corso del tempo, del nuovo dominio (che beneficia anche di una redirection 301 dal vecchio).

    Raccontato il mio case study, comunque, rimango del parere che il .com sia sicuramente il TOP per una questione di immagine, ma anche, a mio giudizio non supportato da dati, a livello di posizionamento.

  7. Personalmente ho domini .it, .com e .info.
    be’ è vero che la gente ha problemi ha ricordare le estensioni non “tradizionali”, ma è pure vero che la seo non ne risente, anzi. Avere una keyword nell’url è aiuta, avoja se aiuta.!!

  8. Come ti avevo già scritto nell’email anche io ero in forte dubbio, la tua analisi però è esauriente, un .com garantisce già un tipo di approccio, l’internet assodato, stabile, sicuro.

    Rivaluterei invece il .biz, che mi affascina. l’idea di poter distinguere già dal dominio il contenuto di un sito è accattivante. Visto che i domini sono spesso ottimizzati per la SEO allora diventa un servizio all’utente fargli sapere che cosa proponi.
    se sei un portale, un blog, un e-commerce.

    bisogna vedere anche la cosa dal punto di vista dell’utente, non solo del motore di ricerca;
    certo però deve esserci una buona conoscenza di queste destinazioni

  9. …che ne pensate invece del .eu? Viene indicizzato facilmente e secondo voi viene a livello di marketing può funzionare oppure è meglio continuare a scegliere i tradizionali .it o .com?