Il modo migliore di comprimere un url (e tracciarne gli accessi)

No, non sto parlando di Goo.gl

Mi fanno notare come non abbia mai scritto di un particolare tool -quanto mai utile- per la compressione degli indirizzi da distribuire sui social network: bit.ly.

E allora rimediamo, accidenti.
Senza perdere altro tempo.

Bit.ly nasce, diciamo così, per diretta esigenza del popolo di Twitter. 🙂

Con 140 caratteri, davvero pochini per condividere un’informazione utile (e i link dei nostri portali preferiti non sono mai stati propriamente concisi), ecco nascere solo qualche anno fa una sfilza di servizi più o meno simili tra loro con un unico obiettivo in mente: comprimere un indirizzo web.

E farlo nella maniera più immediata possibile.
E farlo con un url il più corto possibile.

Perchè adoro Bit.ly

Durante tutto questo tempo, ho provato numerosi servizi di questo tipo: is.gd, ow.ly e Su.pr (di cui ho scritto una completa recensione tempo fa) tra tutti. Alcuni avevano (hanno) interessanti feature da proporre al mondo, altri concentravano i loro sforzi sull’analitica e sui report degli accessi.

A differenza di tutti gli altri, bit.ly possiede dal mio punto di vista alcuni assi nella manica ancora ineguagliati:

  • È qualcosa di più di un semplice input box a pieno layout sviluppata in un paio di giorni (come appaiono la maggior parte degli altri tool).
  • …e tuttavia non si lega a nessun network o tool in particolare per poter essere fruito appieno.
  • È utilizzabile in maniera gratuita e sotto registrazione.
  • Tutte le statistiche dei link sono pubbliche e vengono visualizzate semplicemente appendendo un “+” al fondo dell’indirizzo.
  • Se compressi sotto registrazione, tutti i link sono tracciati nella propria dashboard, le informazioni chiave subito in evidenza.
  • Dispone di API pubbliche per interfacciarsi con tool come TweetDeck & Co.

Inoltre ogni report di bit.ly include un tracciamento delle conversazioni presenti su Twitter, Facebook, Friendfeed e BackType che sono scaturite da quel singolo link. Vengono poi come ci si aspetterebbe tracciati i referral e la provenienza geografica, filtrabili sulla settimana recente, sul mese recente o su un più immediato “now”.

E ho già detto che dispone di un pacchetto “Pro” (gratuito ancora in beta) e “Enterprise” sfruttato da brand di tutto rispetto come Foursquare (4sq.com), Pepsi (pep.si) per tracciare i propri shor-url brandizzati? 🙂

…e Goo.gl?

Aspetti che rendono di fatto bit.ly una delle scelte a cui neanche oggi, con Goo.gl entrato pesantemente in scena, rinuncerei.

Certo, il tool di Google ha dalla sua la maggiore notorietà del brand, il fatto che per l’utilizzo si torni sempre e comunque a quel Google Account di cui più o meno tutti disponiamo, e non ultime tutte le feature in maniera di sicurezza e solidità che già siamo abituati a sentire nominare dai ragazzi di Mountan View.

Ma il fatto è che sino a oggi non credo di aver mai notato un singolo down di bit.ly, né di essere mai stato trasportato in quache sitaccio malevolo dopo aver cliccato un bit.ly nella mia timeline. Forse perché il concetto alla base è che mi fido di chi usa bit.ly tra i miei contatti, più che di bit,ly stesso.

Insomma, se vuoi lavorare con i social media essendo più cosciente dei tuoi risultati, ti consiglio di dare uno sguardo a bit.ly il prima possibile. Di registrarti (è gratis) e di cominciare a monitorare il risultato dei tuoi short link dovunque essi vengano distribuiti.

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Francesco Gavello

Francesco Gavello

Consulente, formatore e public speaker in Advertising e Web Analytics. Sviluppo strategie di Inbound Marketing per progetti web di grandi dimensioni. Appassionato da sempre di illusionismo, un’arte che ha molto da spartire con il marketing.

8 commenti

  1. Ciao a tutti,
    anch’io utilizzo Bit.ly con molte soddisfazioni, dopo averlo conosciuto grazie a Twitter (e Tweetdeck!).
    Consiglio a tutti di provarlo.
    Ciao,
    Massimo Previato