WordPress, Blogger, Tumblr. Dovresti Iniziare a Bloggare su Una Piattaforma Gratuita?

"Gratis" non sempre significa "efficace"

scritto da Francesco Gavello [+] il 16 aprile 2011 | 11 Commenti in: Featured | Welcome Weekend

Parlavamo dei dati di crescita di Tumblr giusto qualche giorno fa e riprendendo un commento proprio a quel post scritto da The Writer:

Io sono convinto che per iniziare un progetto non bisogna utilizzare delle piattaforme gratuite. C’è il rischio che se il progetto funzioni sia impestato e complicato cercare di creare qualcosa di più personale, dato i limiti di queste piattaforme.

C’è il problema del budget, della complessità del tool. Dell’evitare di gettare troppa carne al fuoco se la motivazione c’è ma di tempo non così tanto. E così si pensa “male che vada, inizio da un piattaforma gratuita, così nel peggiore dei casi abbandono tutto senza sprechi.”

Ma siamo sicuri?
Io sto con The Writer qui sopra. :)

La cosa peggiore che ti può capitare è appunto che …se il progetto funziona sia poi la piattaforma a presentarti limitazioni e grattacapi nel migrare il tutto verso adeguati spazi. E allora perché non prendersi magari un momento in più di riflessione iniziale ma partire con tutti gli strumenti al posto giusto quando il progetto merita?

Se lo stai facendo, perché hai iniziato a bloggare su una piattaforma gratuita?
E se non hai mai cambiato la tua scelta nel corso del tempo, perché vi sei rimasto?

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11 Commenti

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  1. Carlotta ha detto:

    Io mi sono trovata benissimo con altervista che in pratica è un hosting gratuito e ti offre come applicazione wp. Facile per chi inizia (come me all’inizio) e anche per chi vuole qualcosa di più complesso. Non mi comprerei un dominio perché è abbastanza inutile visto le potenzialità di altervista… no, non mi pagano per dire queste cose :D

    Rispondi
  2. Giacomo Ratta ha detto:

    Iniziare a bloggare su una piattaforma gratuita non è solo una questione di soldi.

    Le piattaforme gratuite grazie alle loro limitazioni risparmiano al neoblogger tutti quei grattacapi tecnici, lasciandolo libero di concentrarsi sui contenuti, che poi è quello che conta.

    Pensando al futuro, quindi nel caso il progetto vada bene, la scelta migliore è “WordPress.com” in quanto, dei 2-3 servizi top per il blogging, è l’unico che ha il relativo cms.
    Quindi la migrazione da WordPress.com al proprio dominio con WordPress risulterebbe innanzitutto molto semplice e con una bassa probabilità di avere dei problemi.

    Partire con un blog sul proprio dominio è veramente un casino!
    Anche perchè spesso non si hanno le idee chiare o potrebbero nascerne delle altre in corso.

    Quindi con un blog ospitato e grazie a tutte le limitazioni si concentra l’attenzione SOLO sui contenuti e sulle idee.

    Lo dico per esperienza personale, sia partendo con un blog ospitato sia partendo con un blog su dominio personale. ;)

    Ciao!

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Migrare da WordPress.com a un dominio personalizzato credo poi sia molto più “lineare” che altrove. Senza trascurare il fatto di aver potuto imparare molto sulla relativa dashboard e non dover ricominciare tutto da capo.

      Tra le piattaforme gratuite è la sola che solitamente consiglio.

      Rispondi
  3. Paolo Ratto ha detto:

    Ciao Francesco, ti dico la verità… Io ho iniziato sul blogger, perchè volevo fare un test… Ora mi ritrovo qualche hanno dopo con centinaia di post sulle spalle! :-) Effettivamente l’idea della migrazione ad un mio spazio mi è passata tante volte per la testa, viste le mancanze ed i limiti della piattaforma in questione. Poi alla fine sono ancora li… non so se per pigrizia, o per i problemi tecnici relativi alla migrazione (che comunque ci sono e vanno tenuti in conto)… Difficile spiegare, ma ho talmente lavorato sul codice di blogger che alla fine le limitazioni rimaste seppur ci siano ancora, sono molto meno invadenti (le più fastidiose: assenza di trackback, impossibilità di modificare gli url a piacimento!).
    Per quanto riguarda Tumblr, lo sto tenendo d’occhio con molta curiosità. Recentemente l’ho definito “strumento di micro blogging socialmente spinto” e appena ho l’opportunità ne vorrei testare le ottime potenzialità (chi lo utilizza me ne parla benissimissimo).

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  4. The Writer ha detto:

    Ciao Francesco sono contento che il mio commento sia stato e ti abbia dato l’idea di un nuovo post. Io ammetto di aver iniziato la mia “carriera” (se così si può chiamare) su altervista.org. E’ vero ci sono poche limitazione, però dobbiamo tenere conto la politica di altervista è più come una community, tra virgolette un pò chiusa. Poi c’è da considerare il fastidioso dominio di terzo livello, che a mio parere da molto fastidio, sia agli amministratore che agli utenti che possono pensare in una cosa non seria, oppure, che l’ideatore del progetto sia altervista. Per questo motivo ho lasciato tutto com’era è ho ricominciato da capo con un hosting dal prezzo bassissimo, che tutti si possono permettere.

    Da questo punto se il progetto funziona e per motivi di capacità o semplicemente di performace si può passare a qualcosa di più “potente”, se non si ha intenzione di cambiare per esempio dominio. Cosa obbligatoria con la piattaforme gratuite. Parlando di Wordress ci sarebbe da cambiare tutti i permalink i link, ecc… spostando il dominio, quindi facendo un redirect, rischiando di perdere posizione, e vedere il nostro lavoro “cadere”.

    Come ho già detto nel commento passato, secondo per iniziare qualcosa di serio è meglio non usare piattaforme gratuite.

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  5. Enea ha detto:

    Ciao a tutti.
    Ho semPre avuto la fortuna di hostare i miei siti da solo, avendo quindi sempre solo il dominio da pagare ogni anno.

    Quasi sempre installato wordpress di base, e ne sono diventato un discreto conoscitore.

    Se il progetto è serio, i limiti non ci vogliono. Un limite è qualcosa che mette Gia una barriera alle potenzialità di ogni progetto. Anche se magari il limite sembra piccolo, tipo un permalink non editabile

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  6. But ha detto:

    Io credo il contrario: iniziare gratuitamente, il più possibile, spendere il meno possibile perchè trovo inutile spndere soldi per qualcosa che… potrebbe essere un super mega flop, e 98/100, sarà un flop!

    Invece se per caso poi ci scappa fuori qualcosa di serio… meglio così… no?

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    • Francesco Gavello ha detto:

      In questo modo non rischi però di soddisfare la classica “profezia autoavverante?”

      Nel senso: spendo-poco-perché-se-va-male-poco-male e proprio questo basso investimento (anche psicologico) porta il progetto a non ottenere successo.

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  7. The Writer ha detto:

    Quoto “Porta il prgetto a non ottenere successo”. Proprio vero!

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  8. streaming1970 ha detto:

    Ciao Francesco, personalmente ho iniziato con blogger e sono ancora lì! Certamente quando cominci a capire il meccanismo ti rendi conto che forse servirebbe una piattaforma migliore. cmq nel tuo articolo poni questioni argute.
    ciao

    Rispondi

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