[Video] Come Costruire un Blog ad Alto Traffico Senza Suicidarti
Tim Ferriss ci racconta la propria visione su blog, blogosfera, autori e lettori
Tim Ferriss, già autore di “The 4-Hour Workweek“, ha reso disponibile uno dei suoi ultimi speech al WordCamp 2009 di San Francisco, dal titolo abbastanza esplicativo “How to Blog without Killing Yourself”.
Il risultato? Una cinquantina di minuti di video (corredato da diapositive dettagliate) in cui Tim ci racconta a tutto tondo la sua visione riguardo al blogging.
- Perché bloggare? (con annessa risposta non banale)
- Tool e frequenza di posting
- I miti del blogging
- Test di Design
e molto altro ancora, raccontato in maniera diretta e “dati alla mano”.
Il video contiene anche una ventina di minuti tra domande e risposte finali riguardanti Twitter, branding e outsourcing. Da vedere tutto d’un fiato, o almeno da ascoltare tra la lettura di un post e l’altro.
scritto da
Francesco Gavello
il 06 luglio 2009
| 7 commenti
in: Videopost
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Ciao Francesco,
il video è interessante (per ora ne ho visionato solo qualche frammento)…
Tu hai letto anche il suo book 4Hour-WorkWeek?
Hai provato ad applicare i suoi concetti in modo approfondito?
Il libro è sicuramente una miniera d’oro (vista l’eco che ha avuto e la riconoscibilità come guru che Tim ha ottenuto negli anni), ma non ho ancora avuto modo di leggerlo.
Il video invece contiene almeno un paio di spunti che ho già pianificato di implementare
Quello che sorprende è che il simpatico omino ha appena 31 anni! :O
Leggevo invece pocao fa i commenti su Amazon.co.uk (stavo valutando l’acquisto del libro) dove alcuni si lamentano (soprattutto i non-americani, come è quasi ovvio) che alla fin fine nel libro viene rimescolata la solita fuffa motivazionale, ai limiti dell’etica, dove nulla di nuovo viene di fatto proposto… pare che le sue strategie “blueprint” vengano appena appena abbozzate, e quindi che non ci sia una vera e propria linea guida da seguire, ma piuttosto una serie di pensieri positivi che – certamente – aiutano… qualcuno ha letto il libro?
Difficile a dirsi senza aver letto l’intero libro.
Trovo però che al di là dei titoli esaltanti o delle promesse da landing page, in libri come questo conti più la (imho preziosissima) visione globale del problema e la singola ricerca della soluzione piuttosto che la dotazione di serie di una qualsiasi scaletta da seguire.
Ho sempre avvicinati titoli di questo tipo con la convinzione che la vera soluzione definitiva al problema dovessi essere io a costruirmela, dopo aver rielaborato qualcosa di utile dalla lettura; forse adotto un profilo un po’ troppo basso in queste situazioni, ma spesso mi evita cocenti delusioni.
Condivido il tuo approccio, o per meglio dire: lo condividevo
Trovo che, soprattutto nel materiale di marketing che proviene dalle menti USA, ci sia spesso un mero pragmatismo di tipo nozionistico, una sorta di “graffiare la punta dell’iceberg” dove le motivazioni che spingono il marketer (o il blogger) a compiere certe azioni, sia più importante dell’azione stessa… questo può essere vero per trovare ispirazione, per trovare la giusta nicchia in cui muoversi, ma poi c’è il lato “pratico” che è fatto di ore a digitare testi (e possibilmente buoni), e fare ricerche sulla concorrenza, sui migliori prodotti da trattare (se si tratta di affiliate marketing), ecc.
Quello che – acquistando libri come quello succitato – spesso mi è capitato, e di investire denaro in ricerche per avere sempre lo stesso ritorno: consigli su come… investire il denaro in ricerche
Non dico che sia il caso di Mr. Ferriss, che in effetti incuriosisce non poco… ecco perchè ti chiedevo… anche se (concludendo) la domanda spesso ritorna: se uno conosce il sistema per fare milioni di dollari, come mai lo “regala” a noi per 13 dollari? o forse, è “quello” il sistema stesso?
Ho letto il libro.
Un anno fa, ovviamente in lingua inglese.
E’ interessante, mi è piaciuto, ma è un bel “mischione” delle solite cose (PNL, organizzazione del tempo, priorità… e furbizia “da strada”).
E’ scritto però veramente bene, e porta più di qualche buona idea.
Purtroppo c’è un’intera parte dove parla di come delegare gran parte del proprio lavoro a dei lavoratori indiani a basso costo (ma di alta produttività/professionalità) che in Italia è difficile da applicare. Avessimo anche qui la possibilità di avere redattori e collaboratori web capaci e entusiasti e produttivi e poterli pagare pochi dollari al giorno sarebbe tutto diverso…
La vita di Ferris è comunque particolare, ricca di eventi interessanti, e a tratti molto molto “furbi” (tipo quando vinse un torneo di arti marziali sfruttando a suo favore alcune regole di gara e alcune tecniche di deidratazione/idratazione corporea).
Mi è piaciuto leggerlo.
Davvero interessante…e assolutamente sensato!
Grazie.