Il (vero) valore del minimalismo

Quando non rimane nient’altro da rimuovere

iStock.com/Floortje

In questi giorni ho ricevuto svariate mail di persone che nei prossimi mesi saranno intente a lanciare un proprio blog. Una di queste, da parte di MammaNinja (che di blog invece ha già piuttosto esperienza) ha sollevato una questione “laterale” interessante.

Citando Webdesigner Depot, mi chiede cosa ne pensi dei cosiddetti “layout minimali”, basati sul …minimo sindacale per ottenere un effetto professionale, lineare, pulito.

L’articolo in questione riportava cinque punti chiave, piuttosto condivisibili:

  • Metti i contenuti al cento e in evidenza
  • Rimuovi ogni elemento non funzionale a un preciso scopo
  • Rimuovi ogni elemento dalla sidebar che non sia indispensabile ai lettori
  • Riduci l’altezza di header e logo
  • Riduci il numero di colori

E mentre qualcuno nei commenti fa ironicamente notare come lo stesso Webdesigner Depot non rispetti tutti questi consigli, io ci terrei a sottolineare come “minimale” non vada sempre a braccetto con “qualità”.

Se ZenHabit inizia a lasciare da parte gli ottimi contenuti di cui dispone praticamente da sempre, il suo essere ultra-minimale e focalizzato non è più, improvvisamente, un punto di forza. Dovresti cercare il minimale nel design del tuo blog come mezzo per portare fuori meglio i tuoi contenuti, non come un qualche tipo di valore intrinseco in grado di dare forza a ciò che (così, naturalmente) apparirà debole e raffazzonato.

E ora ti chiedo: cosa determina secondo te un buon layout “minimale”?
I cinque punti di cui sopra si possono dire esaustivi?

Francesco Gavello

Francesco Gavello

Consulente, formatore e public speaker in Advertising e Web Analytics. Sviluppo strategie di Inbound Marketing per progetti web di grandi dimensioni. Appassionato da sempre di illusionismo, un’arte che ha molto da spartire con il marketing.

15 commenti

  1. Io credo molto nel minimale. Penso che molto banner e bottoni siano assolutamente inutili e distolgano l’attenzione del lettore. Cerco da sempre di avere uno schema chiaro e pulito e mi sembra che sia la soluzione ottimale.

  2. Ciao Francesco!

    Anche io sono un appassionato di minimal, e i 5 punti elencati li trovo ideali per descrivere questo stile. Essere “minimalisti” in un blog (secondo me) non significa togliere qualsiasi widget, banner o box: i lettori non devono essere distratti dalla lettura ma devono avere anche la possibilità di navigare attraverso link, banner, elenchi di contenuti interessanti e risorse esterne. Poi si può essere minimalisti anche nella scrittura…. ma questa è un’altra storia!

    Sempre complimenti per il lavoro sul tuo blog!

  3. Minimale per me significa utilizzare solo gli elementi base dell’html come testo, link e bottoni, lavorando bene con i css, credo si possano fare cose interessanti, evitando “flashate” varie. Quindi evitare troppe immagini e se possibile banner lampeggianti. Il minimale deve essere, però, sostenuto da contenuti di valore, che faranno apparire il layout come qualcosa di accessorio e non determinante.

  4. Il mio concetto di minimale si diversifica un po’ da quello descritto sopra.

    Credo che il vero valore del minimalismo sia il liberare le pagine web dai “virtuosismi”, e per virtuosismi intendo immagini predominanti, flash pesanti e infinite combinazioni di colori. Per aderire allo stile minimalista non c’è bisogno di sottostare a delle regole ferree o di essere degli estremisti.

    K.I.S.S. = keep it simple stupid ed è un buon modo di ragionare quando si progetta un sito. Le cose semplici possono essere belle, così come le cose complicate spesso diventano pacchiane.

    Non riesco a trovare una vera regola, per me è una semplice questione di gusto.

  5. Minimalista o scarno?…spesso si confondono un pò i termimi e si tende a eliminare tutto creando la “desertificazione” del blog.
    Sì al blog minimalista e i punti che indichi possono essere i riferimenti di base.
    Togliere il superfluo per evidenziare i punti di forza. Lasciare spazi, portare aria e luce, pochi colori per creare un effetto visivo gradevole e rilassante per godersi al meglio i contenuti.

  6. In genere i design essenziali mi affascinano moltissimo, ma non è sempre vero che siano il meglio per il business, sia esso la promozione di se stessi e del proprio lavoro (come un blog) o un sito di commercio elettronico. Quando si parla dei contenuti che devono essere presenti su una pagina il punto di vista non può essere il nostro, ma quello del visitatore. In quel caso, allora, è vero che bisogna fare piazza pulita da tutto ciò che ostacola il visitatore nel raggiungimento del suo obiettivo (che se non abbiamo fatto errori grossolani, è anche un nostro obiettivo). Quindi: sgombrare il campo dai contenuti per cui il visitatore non è venuto sul sito e rendere i più possibile evidenti, quelli che gli sono utili per trovare la strada e che gli danno le risposte che cerca. In genere ne viene fuori un sito abbastanza minimalista, dove le immagini e gli elementi grafici o multimediali sono funzionali a spingere avanti il visitatore verso suo obiettivo, non a trattenerlo senza la sua volontà o a distoglierlo da quello che vuol fare.

  7. Secondo me non è questione di minimale, ma di chiarezza.
    Quando gli annunci pubblicitari sono inseriti in mezzo al testo, spesso con stesso font, senza contorno o sfondo, e con google che caspice l’argomento e piazza pubblicità perttinente, ecco… secondo me questo blog non finirà nei miei preferiti

  8. Pingback: Sunday Morning 40#
  9. Credo nella semplicità come valore, non solo sul web. Perché semplicità non significa carenza di contenuti, oppure mancanza di argomenti.
    Quindi sono completamente d’accordo con te sul valore del minimalismo, per lasciare spazio al messaggio che ognuno di noi vuole trasmettere nel proprio blog.
    Quante volte cliccando su uno sito pieno di flash, anteprime, e orpelli vari, abbiamo lasciato perdere?
    Credo che a tutti noi sia successo spesso, e questo ci deve insegnare che per attrarre l’attenzione dei lettori, il minimalismo ben mirato e ragionato, aiuta, eccome!

  10. Il più grande esempio di minimalismo di successo è Google. La prima volta che l’ho utilizzato mi ha colpito per primo la grande semplicità e subito dopo la grande qualità dei contenuti, intesi come pertinenza dei risultati di ricerca.

  11. Ciao Francesco, hai tirato in ballo un bel argomento, secondo me minimale nel web design come in tutte le altre discipline vuol dire puntare al concetto e valorizzarlo, non vuole dire semplicemente essere scarna di grafica.

    Si possono realizzare siti con poca grafica ma non minimali.

  12. La versione 3.0 del mio template è un esempio di minimalismo che paga: i miei lettori si concentrano sui contenuti, ed i commenti, da quando l’ho lanciata, sono praticamente raddoppiati 🙂

  13. Ciao Francesco.
    Quando ho un dubbio che non mi fa dormire la notte, penso a te e alla tua rubrica WW :D.
    La domanda che mi interessava porti oggi è la seguente:

    – quanto conta, come impatto, utilizzare pubblicità come ads o banner, all’ interno di un blog?

    Ovviamente non basterebbero le pagine 10 miliardi di pagine indicizzate da Google per rispondere a questa domanda… ma mi è sorto questo pensiero perchè mi è capitato stranamente in un paio di occasioni, di chiudere (senza leggere i contenuti proposti) un blog solo perchè non si utilizzavano ads quali adsense o banner pubblicitari.

    Strana reazione. Quanto conta dunque scegliere di non usare pubblicità su un blog e come influisce questa scelta sull’ impatto al primo accesso?
    Ciao e grazie.

    Saluti.
    nuZz.it

  14. Mai come in internet, di meno vuol dire di piu’! Immaginate di costruire un sito proprio come avviene quando ci vestiamo… se abbiamo un bel fisico da mettere in mostra, gli abiti e gli accessori spesso sono ridotti al minimo indispensabile 🙂