Tre Modi Semplici (ma Efficaci) per Usare Twitter Durante Una Conferenza

Un altro modo di portare a sè nuovi utenti

scritto da Francesco Gavello [+] il 15 giugno 2011 | 3 Commenti in: Featured | Social Media

Lo scorso weekend ho avuto l’opportunità di parlare in quel di Roma come relatore a SEOtraining. Durante quelli che sono stati due giorni davvero interessanti e pieni di confronti con altri professionisti del settore, ho ripensato al modo in cui molte persone intendono l’utilizzo di Twitter.

E questo post vuole semplicemente essere un appunto -nulla di più- di alcuni metodi spesso sottovalutati ma, neanche a dirlo, estremamente semplici ed efficaci per coinvolgere la propria audience durante e dopo il proprio talk.

1) Riferimenti

Durante il tuo talk, rimanda al tuo account su Twitter per tutti quei link a documenti di diverso tipo che non hai direttamente sotto mano. In questo modo puoi continuare a concentrarti sul succo del discorso (e sulle tue slide) completando ciò che serve una volta abbandonato il microfono.

2) Feedback & Domande

C’è chi dice che “giù dal palco” le discussioni siano spesso molto più interessanti e puntuali di quanto invece si riesca a fare cercando di parlare a molti contemporaneamente. Usa quindi Twitter per poter cogliere domande altrimenti inespresse e per tener traccia di tutto ciò i tuoi ascoltatori stiano pensando durante il tuo intervento.

È sia un ottimo modo di ottenere feedback “naturali”, sia un altro metodo per dare voce ai più timidi.

Chiedi alle persone in sala di inviare al tuo @username tutte le domande mano a mano che queste saltano in mente o tutte le osservazioni di diverso tipo che possono integrare il tuo discorso. Non dare per scontato che chiunque si senta in grado di alzare la mano e porre apertamente una questione.

Potrai poi presentare un fantastico wall con tutto il materiale prodotto durante il tuo talk direttamente dal palco, così da evidenziare le note più interessanti, o “processarle” con tutta calma una volta concluso il tuo intervento. Credo sia un modo molto efficace di far partecipare un pelino di più persone che altrimenti si lascerebbero semplicemente trascinare dagli eventi senza interagire davvero con te.

3) Riferimenti (2)

Ultima ma non meno importante la possibilità di rimandare a Twitter anche a intervento concluso, dove può capitare di venire avvicinato da chi (vedi sopra) presenta un problema specifico o vuole avere chiarezza su questioni poco interessanti a terzi. Ancora, un ottimo modo di avvicinare la gente al tuo account è quello di usarlo come “blocco di appunti”. Nessuna necessità di recuperare link e riferimenti su due piedi ma la promessa (da mantenere) di pubblicare online eventuale materiale a supporto della domanda ricevuto.

Tutto è networking!

Tutti questi metodi hanno un solo, semplice scopo: rendere il tuo intervento un canale davvero efficace per portare a te utenti di valore e già perfettamente in linea con i tuoi interessi.

A conti fatti, partecipare come relatore a un corso o a un barcamp ti mette di fronte a decine (centinaia?) di persone potenzialmente interessanti e tutte da coccolare. Sempre che si riesca a capire chi sono queste persone e a tenerne traccia in maniera organizzata.

Tutti e tre i metodi qui sopra ti permettono di disporre una volta rientrato di riferimenti precisi per raffinare la tua lista di contatti, scoprire utenti rilevanti e, in generale, dare un servizio in più a chi è stato disposto ad ascoltarti in prima battuta.

foto: © razihusin – Fotolia.com

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3 Commenti

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  1. Adriano ha detto:

    Ottimo post! In effetti eravamo li a Twitterare come uccellini! :D

    Rispondi
  2. Angelo ha detto:

    Bell’articolo ma ho un dubbio, datomi per altro dalla mia pochissima conoscenza di twitter (ho un account aperto più per curiosità che altro).

    Come si tiene traccia dei link in twitter (o meglio, come tenerli tutti belli ordinati in una unica pagina facile da consultare senza dover rincorrere una serie di link)?
    Non è più comodo a quel punto usare una pagina Facebook?

    Non che apprezzi troppo FB (troppo dispersivo per me) ma ha dalla sua sia una platea vastissima sia questa capacità di coagulare informazioni.

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Beh, in questo caso la cosa più semplice è dare uno sguardo (da client o da sito) alla propria colonna/pagina reply. Ovvero a tutti i messaggi spediti direttamente al tuo @username.
      Un’altro metodo potrebbe essere quello di fornire un’hashtag su misura, ma non è un metodo che apprezzi così tanto dato che entrerebbe in competizione con quello (probabilmente già fornito) dell’evento stesso.

      Che io sappia non esiste un modo univoco di tracciare tutti i link spediti da un @username, a meno di non usare sistemi a là Google Alert adeguatamente impostati e che comunque nulla hanno di così utile in questo preciso ambito.

      Facebook? Sì, con qualche accorgimento lo si può usare o integrare a dovere anche in una conferenza. Ma in questo caso il mio obiettivo potrebbe essere quello di produrre un’esperienza più “complessa” attraverso una fan page rispetto al semplice profilo.

      Rispondi

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