Twitter, la Routine e le Cattive Abitudini che Condizionano i Tuoi Risultati

Quand'è stata l'ultima volta che hai sperimentato qualcosa di nuovo?

scritto da Francesco Gavello [+] il 18 maggio 2011 | 2 Commenti in: Social Media

Esistono, là fuori, un sacco di articoli che ti raccontano cosa dovresti e cosa non dovresti fare su Twitter.

Post su post che ti spiegano in che modo trovare nuovi utenti, compilare le tue liste, rendere il tuo account un perfetto complemento della tua identità aziendale. Ecco, come dire, ciò che segue non è uno di questi. :)

O meglio, oggi guardiamo alla cosa facendo un passo indietro.
E tiriamo in ballo una sfumatura tutt’altro che trascurabile.

La routine.
E le cattive abitudini che questa spesso comporta.

Sai, sono il primo ad affermare come trovare la propria routine giornaliera sia una delle cose migliori che puoi fare per non disperdere i tuoi sforzi quando cerchi di portare un po’ più in là i tuoi progetti in rete. Una buona routine dà solidità alla giornata, ti permette di valutare i tuoi sforzi trovando una base con cui misurarli.

Eppure, giorno dopo giorno, a molti (me compreso) capita o può capitare di rimanere ingabbiati nella propria routine e perdersi, semplicemente, quanto di buono esista “al di là di tutto ciò che si è già pianificato”.

Ci si fossilizza su quei tre o quattro task giornalieri che alla lunga smettono di produrre risultati.
E spesso …non ce ne accorgiamo neppure.

Tutto ciò può riguardare nello specifico anche Twitter?
Eccome!

Perché scadere nella routine…

Due gli effetti più evidenti.

  • Sempre meno interazione con nuovi follower
  • Livellamento (verso il basso) della qualità dei propri contenuti

Vuoi perché le soluzioni a portata di mano sono sempre di più ogni qual volta si va alla loro ricerca, vuoi perché effettivamente Twitter permette una gratificazione immediata con un numero molto ristretto di contatti, non è così raro trovarsi dopo mesi (anni?) di utilizzo a giocare nella propria “sandbox” dimenticandosi completamente le alternative a disposizione.

…è male, anzi di più

Un esempio?

  • C’è chi crea nel giro di una settimana valanghe di liste e non ne cura poi neppure la metà
  • Chi smette progressivamente di controllare le proprie liste creare ad-hoc per seguire gruppi di utenti
  • Chi progressivamente farcisce la propria bio di nuovi keyword e titoli
  • Chi scade nell’abitudine di postare solo link
  • Chi scade nell’abitudine di postare solo link a propri contenuti
  • Chi scade nell’abitudine di postare solo link senza commento perché, a conti fatti, è una fatica in più

Buone abitudini diventano pessimi atteggiamenti verso i propri contatti o verso gli obiettivi che si sta(va) cercando di raggiungere. Scadere in una routine noiosa e banale, che ha effetto su ci segue, non è così improbabile.

Spesso, come scrivevo, non ce ne accorgiamo neppure e tutto sembra semplicemente più noioso e meno attraente di un tempo. Ma è davvero così, o siamo solo noi che abbiamo perso di vista ciò che è importante?

Tu quali atteggiamenti hai notato?
E soprattutto, quand’è stata l’ultima volta che hai provato qualcosa di nuovo? ;)

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2 Commenti

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  1. Umberto ha detto:

    Francesco non posso parlare di Twitter perchè non ho la minima competenza per farlo, però ti posso dire una cosa che so per certa: non ci può essere progresso senza innovazione.
    Oggi giorno viviamo sul filo dei minuti (che ci piaccia oppure no) e spesso non abbiamo nemmeno il tempo di decidere se fare o non fare una determinata cosa, che c’è già qualcuno alle nostre spalle pronto a “rubarcela”.
    Ho visto parecchia gente rimasta ancorata al passato, a metodi e tecniche che funzionavano egregiamente fino a qualche decennio fa, ma che ora risultano essere obsoleti.
    Queste persone si rifiutano di prendere in considerazione nuove strategie, nuove tecnologie e nuovi modi per fare le stesse cose che hanno fatto da sempre.
    Mi viene in mente il caso di un famoso personaggio della motivazione personale che è stato contattato dalla De Agostini per fare una serie di prodotti a catena: il primo gratuito e gli altri a pagamento.
    Lui prima di accettare chiese loro a che tipo di prodotto avevano pensato e rimase sbalordito dalla risposta che ricevette: “abbiamo intenzione di creare una collana di prodotti da vendere in edicola.”
    Cioè come i modellini delle automobili radiocomandate che vengono vendute a pezzi….ogni settimana bisogna andare fisicamente in edicola e acquistare l’ultima “uscita”.
    Questo personaggio ha gentilmente rifiutato l’offerta facendo capire loro che siano in un’epoca diversa da quella a cui sono abituati e che bisogna avere il coraggio di rinnovarsi sempre, stando al passo con i tempi.
    Francesco forse sono andato un pochino off topic, ma questo era solo per dire che la routine può essere un bene come un male, dipende molto da cosa si deve fare e da cosa fa la concorrenza.
    Non è assolutamente detto che se una cosa funziona benissimo oggi, funzionerà altrettanto bene domani.

    Rispondi
  2. Benedetto Motisi ha detto:

    Credo che “the dark side of routine” sia applicabile proprio a 360° e non solo a Twitter. La pianificazione, la creazione di un piano d’azione è necessaria e spesso fa risparmiare molto tempo (mala organizzazione è il primo motivo di dispersione delle energie).

    Però, e me l’hai fatto ricordare con questo post, un piano d’azione è tale perché l’azione stessa è dinamica! Fossilizzarsi sulle abitudini non è bene. Poi immagina su Twitter, che è una piattaforma easy e smart per natura.

    Beh dai, grazie Francesco, mi hai fatto iniziare la giornata ricordandomi di sgranchire letteralmente un po’ le idee ;)

    Rispondi

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