Twitter, L’Ecosistema e il Grande Disegno

Un pezzo per volta. Un pezzo dopo l'altro.

scritto da Francesco Gavello [+] il 08 giugno 2011 | 3 Commenti in: Featured | Social Media

E così Twitter alla fine l’ha fatto.

Dopo aver a lungo rimuginato sul modo più efficace di riportare l’attenzione sul “core” del sistema -piuttosto che lasciarlo in mano a servizi e app di terze parti- eccolo presentare il proprio tool di condivisione d’immagini.

Il che, capiamoci, è una gran bella cosa.

Avere finalmente un sistema di questo tipo integrato direttamente in Twitter è segno di agilità, ecco, mentale, del brand. Agilità che non preclude e in un certo senso ispira maggiori insights fatti di statistiche, sistemi di tracciamento avanzati e chi più ne ha più ne metta sino ad oggi resi possibli solo dai sopracitati tool di terze parti.

Ma c’è un ma.
Quante persone, realmente, lo useranno?

Twitter, così come viene usato dalla stragrande maggioranza degli utenti, vede il proprio contenuto fluire nel social network da app e da software che spesso rendono quest’operazione estremamente intuitiva. Con la fatica di un drag & drop TweetDeck e molte altre applicazioni desktop e mobile riescono ad interfacciarsi ormai molto bene con TwitPic, yFrog e simili.

Lo hanno imparato a fare perché costretti, in passato.
Perché non esisteva una reale alternativa.

E il preventivo acquisto di TweetDeck in questo senso è significativo. Se tali strumenti ci avessero messo troppo (o non avessero dedicato la giusta attenzione) al nuovo servizio di sharing di Twitter, l’efficacia di una simile feature sarebbe stata (di nuovo?) parecchio penalizzata.

Si potrebbe anche dire: “finché la novità rimane sul sito, non è che si veda un granché”.

E allora Twitter si riprende parte dell’ecosistema e lo lega, lo unisce, lo potenzia con strumenti “originali” che gli permettano di riguadagnare il terreno perduto. Forse è questo il solo modo di spostare, convincere o motivare l’utenza a non usare servizi vecchi e se vogliamo ormai leggermente logori in virtù di qualcosa di molto più integrato e potente.

Almeno fino a quando non parliamo di sharing fotografico basato su vere e proprie community.
Instagram, in questo senso, sarà piuttosto difficile da contrastare.

Tu userai il nuovo tool o rimarrai sui cari e vecchi servizi dell’ecosistema?

immagine: © AKS – Fotolia.com

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3 Commenti

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  1. seo palermo ha detto:

    Onestamente si fa un gran parlare di twitter, ma non vedo grande riscontro nella vita reale, almeno in Italia.

    Forse alcune nicchie lo utilizzano perché fatte da “smanettoni” o perché pensano di sfondare le serp ma le altre persone ?

    Provate a chiedere ai vostri amici (non colleghi di web) se utilizzano twitter per condividere qualcosa…

    Mi pare che facciamo di tutto per copiare il mercato americano…..

    Che qualcuno mi illumini :-)

    Rispondi
  2. Roberto Iacono ha detto:

    è vero, in Italia al momento twitter non ha preso piede… ma prova a guardare in America, sono molti di più quelli che usano twitter di facebook (sono un pochino più avanti di noi italiani)…
    Se ci pensi bene anche facebook all’inizio non era molto usato in Italia mentre aveva già sfondato in America, poi dopo che ci hanno tartassato ai telegiornali e sui giornali pubblicizzando facebook, si è affermato anche qui.

    Secondo me anche twitter diventerà importante a breve (magari solo per moda e non per necessità)

    Rispondi
  3. Luigi ha detto:

    Devo ammettere che io su Twitter condivido principalmente link, però effettivamente per le immagini ricorrere ai client risulterebbe molto più rapido, ma solo in ambito Windows dove non vi è un client ufficiale di Twitter. Per il resto, credo che il servizio sarà abbastanza usato soprattutto da quelli che usano app ufficiali mobile o Twitter for Mac. Il problema principale secondo me sta su Windows dove non c’è una “connessione ufficiale” tra il desktop e Twitter. Chissà magari trasformeranno Tweetdeck in Twitter for Windows o per lo meno abiliteranno il supporto a Twitter Photos da quest’ultimo..

    Rispondi

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