TweetDeck Vs Nambu: Due Ottimi Client Twitter per Gestire un Alto Numero di Followers

scritto da Francesco Gavello [+] il 08 maggio 2009 | 8 Commenti in: Social Media | Tool e Risorse

tweetdeck-nambu

Non sempre le potenzialità di un social network si possono cogliere nella sua forma “classica”.

Spesso la pagina web non è che la superficie di ciò che il servizio ha realmente da offrire. Spesso serve ripiegare su soluzioni drastiche che rimasticano e associano feature sino a costruire la user experience perfetta.

E’ il caso di Twitter, naturalmente :D

Seguire il pennuto blu dalla sua scarna interfaccia web risulta quantomeno ostico se si mantengono volumi di contatti accettabili, improponibile non appena si cerca di giocare seriamente con una quantità di contenuti che aumenta in maniera esponenziale.

Per questo oggi voglio andare un po’ più a fondo su due soluzioni che da qualche tempo si alternano sulle mie macchine: TweetDeck e Nambu. Due client per Twitter che presentano peculiarità uniche nel fornire (in una singola interfaccia) soluzioni ottimali per gestire un elevato numero di followers.

Se già mi segui su Twitter (se ancora non lo fai puoi trovarmi su @gavello) saprai che ho amato TweetDeck per lunghissimo tempo; a prescindere da ciò, Nambu potrebbe davvero rappresentare il prossimo erede al trono.

Ti racconterò perché :)

tweetdeck-twitter-client

TweetDeck

Sviluppato in Adobe AIR e dunque totalmente slegato dal sistema operativo installato, l’approccio di TweetDeck alle conversazioni è quanto di più intuitivo e minimale possibile; si direbbe quasi “monolitico”. Tre colonne: “All”, “Replies” e “Direct Message” sono presenti sin dal primo login e permettono di godere rapidamente di una visione d’insieme.

Gestione dei gruppi

Leggermente intricata la suddivisione di contatti in più gruppi. Ogni gruppo in TweetDeck viene infatti associato ad una nuova colonna, alla quale è possibile assegnare un nome e nella quale “flaggare” i contatti da inserirvi. Va da sé che i singoli username potrebbero non dirti molto in questo processo di associazione, e la mancanza di avatar a corredo rende il tutto fin troppo ostico.

Il metodo alternativo prevede di procedere con l’assegnazione di un gruppo ad ogni singolo contatto per mezzo di un click sul relativo avatar, navigando il menù “Other actions” sino ad “Add to Group”. Lento, ma più accettabile.

Servizi di terze parti

TweetDeck, come ogni buon client che si rispetti, integra alla sua ultima release (la 0.25b nel momento in cui si scrive) il supporto a 12Seconds, un popolare servizio web per condividere brevissimi frammenti di video direttamente dalla propria cam (o smartphone), e StockTwits, tool dedicato al mercato azionario e che fa uso del simbolo “$” come hashtag (e che peraltro non ho mai visto utilizzato qui da noi se non davvero sporadicamente).

Completa il quadro l’integrazione con Twitscoop.com, ovvero il migliore strumento per dare uno sguardo ai trend più interessanti della giornata. TweetDeck ne integra la struttura a mo’ di tag cloud. A dirla tutta, avrei preferito l’apertura di una colonna “flottante” sopra le restanti, come già avviene per le informazioni recuperate sul singolo utente, ma il tutto risulta comunque usabile.

Qualcosa di interessante

Esattamente come ci si sarebbe aspettato, anche in TweetDeck le ricerche persistenti prendono luogo in un’apposita colonna. Il rovescio della medaglia è che ogni ricerca è considerata “persistente” e nel caso si debba indagare la twittersfera per qualcosa di veloce dovrai ogni volta rimuovere la colonna poc’anzi creata, pena un rapido esaurimento delle API disponibili.

Aspetto interessante è la possibilità di filtrare ogni colonna, indipendentemente dal contenuto, con un pratico box a scomparsa presente al fondo di ciascuna di esse; l’aggiornamento avviene in tempo reale per ogni carattere inserito, la reattività ottima.

Margini di miglioramento

Il grosso problema di TweetDeck risiede proprio nella sua concezione “fin troppo lineare”: il disporre di così tante colonne quanti sono i tipi di contenuti da mostrare è sia un vantaggio che un grosso vincolo. Con una simile impostazione è comodissimo gestire fino a tre, quattro colonne seguendo tweet globali, reply, dm e un gruppo. Diventa decisamente più intricato superare invece tale soglia senza ricorrere allo scrolling selvaggio a destra e sinistra, che mette in luce i limiti di AIR in quanto a reattività.

Forse sono solo dettagli, tuttavia credo sia possibile prevedere un approccio “alla TweetDeck” migliorandone ancora l’efficacia. Devi solo continuare a leggere ;)

Puoi scaricare TweetDeck dalla pagina ufficiale (richiede Adobe AIR).

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Nambu

Ahh, Nambu: una piacevolissima sorpresa arrivata da pochissimo sul mio mac e che sembra aver colto e soddisfatto le principali necessità del vero Twitter addicted.

Disponibile per OS X, Nambu integra il supporto aggiuntivo a FriendFeed (non presente in beta), Ping.fm e Identica. Se le promesse vengono mantenute tanto per FriendFeed quanto lo sono attualmente per Twitter, questo gioiellino di client potrebbe rappresentare una valida alternativa alla gestione monocolonna di Twhirl.

Flessibilità. La prima cosa che si nota è flessibilità: durante la giornata l’approccio allo stream di Twitter può variare radicalmente; Nambu è progettato per seguirti.

Se vuoi semplicemente seguire il rumoroso insieme di tweet di tutti i tuoi contatti, un layout ristretto e monolitico farà al caso tuo; se ad esso vuoi associare un menù laterale per switchare tra i diversi servizi e tool presenti, un semplice click nella toolbar in alto ti fornirà quanto necessario; se ancora hai nostalgia di TweetDeck, un’impostazione che ne riprende fedelmente i tratti non potrà che lasciarti gradevolmente sorpreso.

Tre diversi approcci per tre diverse finalità, complementari tra di loro.

Link e nidificazioni

Nambu ti offre la possibilità di gestire tutti i link in ingresso e in uscita dal tuo account evidenziandoli esplosi, mostrando la loro reale destinazione (anche se mascherati dai tanti servizi di URL shrinking). Ecco dunque che si costruisce una chiara visione di cosa stai comunicando e con quale frequenza. Non vorrai solamente spammare tuoi link, vero?. Allo stesso modo ritrovare quell’URL tanto interessante che un contatto ti ha girato due settimane fa non richiede che qualche istante.

Inoltre, sempre nell’ottica di mantenere ordinato un flusso di informazioni che di natura su Twitter decisamente non lo è, questo client dalle mille sorprese si prende carico di incapsulare tutti i reply e i direct message che vengano scambiati nell’arco di un breve periodo di tempo. Il risultato è la costruzione artificiale di una “quasi” chat davvero leggibile che risparmia spazio prezioso e crea un filo logico tra i vari messaggi anche quando avvengono tra più utenti e in diversi momenti della giornata.

Ulteriore perla: una sorta di esplosione dei link inseriti anche nei tweet ordinari, in modo da mostrarne solo il dominio principale, visualizzandone i dettagli di destinazione in un praticissimo hover box.

Puoi scaricare Nambu dalla pagina ufficiale.

Di cosa hai bisogno?

Come dicevo, ho letteralmente adorato TweetDeck come degno successore di Twhirl, e tuttavia sto considerando Nambu il prossimo erede al trono.

Anche se TweetDeck ha un fascino tutto suo non riesco purtroppo a spingerlo oltre una certa soglia, prevalentemente per problemi di spazio occupato a monitor e una scarsa reattività dell’interfaccia (dovuta presumibilmente ad AIR).

Nambu raccoglie i punti aperti di quest’ultimo, e gioca le sue carte proponendo alcune perle organizzative di grande qualità. E’ un software ancora giovane, certo, ma non per questo merita di passare inosservato. E mi piacerebbe conoscere la tua opinione in merito :)

Cosa desideri dal client perfetto? Quali le feature imprescindibili?
Quali sono le tue esigenze primarie quando si tratta di sondare la twittersfera?

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8 Commenti

Update 12/02/2012: Il Regolamento Commenti è cambiato! Leggi ciò che serve sapere!

  1. __Davide__ ha detto:

    Sarebbe bello poter disporre in TweetDeck dell’esportazione / importazione dei gruppi.

    Se lo installi in due computer diversi, ad esempio casa e lavoro, devi ogni volta aggiornare entrambi i gruppi. Si potrebbe prevedere addirittura un “appoggio” online, in modo da averli sempre sincronizzati.

    Saluti.

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  2. Leonardo Leiva ha detto:

    Grazie Francesco, dopo questo articolo proverò Nambu per vedere come funziona, dato che trovo TweetDeck molto rigido nell’utilizzo.

    Rispondi
  3. eniodesign ha detto:

    Vorrei provare Nambu,ma a quanto pare è disponibile solo per OS X….

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  4. Francesco Gavello ha detto:

    @Davide: Idea mica male :) Se solo Twitter supportasse nativamente i gruppi o qualcosa di vagamente simile…

    @Leonardo: Fammi poi sapere come ti trovi! Io sto aspettando che riabilitino FriendFeed per eleggerlo a client unico ;)

    @Eniodesign: Vedi che è ora di switchare? :D (non solo per Nambu, eh!)

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  5. Leonardo Leiva ha detto:

    L’ho scaricato ma purtroppo non mi funziona. Appena lo apro va in crash. Essendo in beta aspetterò una nuova versione. :-\

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  6. Cristian ha detto:

    Mah… A me Tweetdeck non piace. Non mi piace la suddivisione a colonne, e cntinuo a preferirgli Thwirl, che trovo piu’ semplice e comodo da utilizzare.

    A Nambu ho invece dato una veloce occhiata e mi sembra piuttosto interessante. Ma continuo ad usare Thwirl anche perche’, esistendo sia per Mac che per Windows, non ho bisogno di dovermi adeguare ogni volta al software che gira sul Mac a casa o sul PC aziendale :)

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  7. [...] Una volta che avrete creato la vostra rete di amici vi troverete faccia faccia con un problema di organizzazione ossia quello di gestire un alto numero di followers. Alcuni servizi utili per semplificarvi la vita, sono TweetDeck e Nambu, che in una singola interfaccia vi forniscono ottime soluzioni di gestione dei vostri followers. Un articolo molto interessante a riguardo potete trovarlo sul blog di Francesco Gavello al seguente indirizzo. [...]

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  8. anecòico ha detto:

    tweetdeck lo uso da qualche settimana, non è niente male ;)

    ottima recensione

    Rispondi

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