TweetCC: Rilascia i Tuoi Tweets Sotto Licenza Creative Commons

scritto da Francesco Gavello [+] il 06 marzo 2009 | 13 Commenti in: Social Media | Tool e Risorse

tweetcc

TweetCC è un modo rapido e indolore per rilasciare i tuoi tweets sotto licenza Creative Commons.

Perché dovresti farlo?

Perché è un passo in avanti molto più importante di quanto possa sembrare a prima vista, giusto per dirne una.

Di TweetCC la scorsa settimana ne ha parlato anche Wired, raccontandoci brevemente la storia che ha portato Andy Clarke e Brian Suda a sviluppare questa tanto minimale quanto “necessaria” app.

Il tutto nasce dalla volontà di Andy di includere in un suo prossimo tutorial in DVD contenuti reali (avatar e tweets) provenienti dalla twittersfera.

Chiunque mastichi un po’ di problematiche inerenti il diritto d’autore avrà già capito come questo comportasse il chiedere a ciascuno di essi una liberatoria per l’utilizzo commerciale di vero e proprio materiale protetto da copyright.

Insomma un disastro.
Doveva esserci un metodo migliore.

Un modo con cui ogni utente Twitter avesse potuto indicare, al di là di ogni ragionevole dubbio, i limiti di utilizzo del proprio materiale. Un modo grazie al quale chiunque avesse voluto usare tale materiale avesse potuto farlo senza chiederne un esplicito consenso.

Cosa dice Twitter?

Fortunatamente, Twitter è molto chiaro sull’appartenenza del materiale trasmesso attraverso il suo network. Le condizioni di utilizzo (sezione copyright) recitano al punto 1:

We claim no intellectual property rights over the material you provide to the Twitter service. Your profile and materials uploaded remain yours.

e perfezionano al punto 2:

“We encourage users to contribute their creations to the public domain or consider progressive licensing terms.”

Beh fantastico! Al di là di molti Terms Of Service di social network restrittivi e vincolanti, Twitter lascia intatta la proprietà intellettuale di qualsivoglia contenuto caricato, profilo utente compreso, e anzi incoraggia i contributi a quello che viene chiamato “dominio pubblico” incentivando gli utenti a considerare l’utilizzo di licenze adatte allo scopo.

L’ideale.
Tutto quello che ci serve.

Ecco a voi TweetCC

Una piccola precisazione: il fatto che si tratti alla fine di soli 140 caratteri e di un paio di pixel non deve assolutamente minimizzare l’importanza della questione. Senza indicazioni esplicite da parte degli utenti, utilizzare tale materiale per scopi commerciali diventa molto difficile (sempre contando di voler fare le cose per bene) e fa ricadere tutto, come dicono gli sviluppatori, in una “vastissima zona grigia”.

Ecco quindi che diventa interessante sfruttare le Creative Commons: tutto ciò che devi fare è inviare un messaggio all’account @tweetcc con uno dei particolari testi preimpostati. Il tuo tweet sarà riconosciuto, archiviato e reso consultabile nel giro di 30 minuti.

Sei le licenze Creative Commons disponibili, sommate ad una “Zero Waiver” che fa piazza pulita di ogni copyright e ad una “Public Domain Dedication” relativa ai soli Stati Uniti.

Una volta inviato il tweet, chiunque vorrà in futuro utilizzare il tuo materiale per progetti privati e commerciali non dovrà fare altro che consultare il database di TweetCC per rintracciare il tipo di licenza e agire di conseguenza.

tweetcc-gavello

Una chiara, limpida e inequivocabile risposta metterà fine ad ogni fraintendimento.

TweetCC non costa niente, non richiede nessun dato di login e puoi sfruttarlo appieno in una manciata di secondi. Ti permette di essere più facilmente citato e riportato nel giusto modo in tutti quei progetti dove diventa complicato gestire le questioni legate al copyright.

Io l’ho già fatto.
E tu?

tweetcc-gavello-creative-commons

TweetCC è disegnato da Andy Clarke, già famoso per For A Beautiful Web e sviluppato Brian Suda, di http://suda.co.uk/. Andy ha inoltre pubblicato sul suo blog un interessante retroscena sul design di TweetCC.

Grazie a Stefano per la segnalazione!

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13 Commenti

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  1. Matteo_M ha detto:

    Wow! Molto utile, anche se ammetto di non afferrare subito l’importanza delle cc su twitter…
    Ma questa è una mia mancanza, l’ho sempre usato troppo poco e per nessuno scopo preciso :D

    Grazie Francesco per la segnalazione ^^

    Rispondi
  2. Ottantotto ha detto:

    Francesco, se posso darti una idea, che ne pensi di parlare meglio di twitter? secondo me in italia è usato ancora molto poco perchè è poco conosciuto…

    Rispondi
  3. Francesco Gavello ha detto:

    Perché no?
    Potrebbe essere l’occasione di iniziare una serie di mini-guide tematiche :)

    Purtroppo è vero, la diffusione di Twitter in Italia è (a torto o a ragione) ancora molto limitata.

    Forse ci mancano i VIP come oltreoceano? :D

    Rispondi
  4. Valerio Villari ha detto:

    Uso Twitter da un pò di tempo ormai e non posso nascondere che ne ricevo un buon feedback. Ne ho parlato anche spesso nel mio blog riferendomi ache all’utilità dello stesso ma, se posso esprimere un parere personale relativo alle CC e quant’altro, lasciate che lo faccia:
    a cosa servono?
    in che modo, realmente ci proteggono?
    e perchè dovremmo essere protetti dal momento che noi stessi decidiamo di scrivere in un ambioente “sprotetto” come Internet?
    Le domande potrebbero essere infinite e cvredo, ripeto è soltanto una mia opinione personale, che..chi veramnte si preoccupa dei diritti d’autore, delle possibilità di plagio e quant’altro, non dovrebbe scrivere in internet!
    Tutti sappiamo che tutto è copiabile quando si vuole, come si vuole ed impunemente.
    Penso che la trovata di CC risieda nella possibilità di usufruire di contenuti con il “volontario” permesso di chi partecipa.
    Scrivo e continuerò a farlo ma so bene che non esiste niente che possa proteggermui da plagi e furti di materiale (scritto, fotografico, immagini e altro), io ed io soltanto decido di farlo ed io soltanto posso proteggermi da questo….Non facendolo!
    Ribadisco….è soltanto un mio parere!
    Alla prossima e complimenti per la segnalazione!

    Rispondi
  5. Stefano/asterisco ha detto:

    @Valerio Villari: non mi trovo molto con quello che dici tu. In sostanza sostieni che se una persona non vuole mettere a disposizione di tutti un proprio lavoro non dovrebbe proprio pubblicare questo lavoro su Internet. Il tuo discorso in linea di principio è più che condivisibile, peccato solo che la legge italiana in materia di diritto d’autore non la pensi come noi. Appena pubblicherò un prossimo articolo che ho intenzione di scrivere, dal momento esatto in cui premerò il tasto “invio” quel post sarà coperto da copyright: il diritto d’autore è implicito, non c’è alcun bisogno di esporre nessun marchio e se qualcuno vorrà copiare una mia “opera” dovrà poi fare i conti con un avvocato. Soltanto che io la mia “opera” voglio metterla a disposizione di tutti ed attualmente l’unico modo che ho di comunicare questa cosa è di utilizzare una licenza. Quindi fin quando il diritto d’autore non verrà riformato, ben vengano le licenze Creative Commons. le licenze GNU/GPL, le licenze BSD e simili.

    Rispondi
  6. Valerio Villari ha detto:

    @Stefano/asterisco

    Penso che l’argomento, per quanto interessante, sia un pò OT e per questo chiedo scusa a Francesco.

    Noto una contraddizione in quanto scrivi: se è vero come è vero che “nel momento stesso in cui pubblico qualcosa, il diritto d’autore è implicito, perchè dovrei allora usare marchi o altro che poco risolvono il problema?

    Come ho già “precisato”, questo è un mio parere, riguardo alle varie licenze…che a mio parere sono, semplicemente inutili, visto anche quanto tu hai appena asserito.

    Alla prossima e buon lavoro!

    Rispondi
  7. Stefano/asterisco ha detto:

    @Valerio Villari: nessuna contraddizione in quello che dico, le Creative Commons sono licenze che integrano il copyright, mica lo eliminano. Così come esistono milioni di licenze “restrittive”, ne esistono anche di “libere”. Le licenze d’uso esistono da sempre.
    Anche io penso che qui siamo un po’ OT, quindi se vuoi gradirei parlarne ancora per via privata.

    Rispondi
  8. Dario Salvelli ha detto:

    Twitter è diverso dagli altri SN nei ToS perchè è per prima cosa un sistema di messaggistica. E quindi non capisco tanto l’uso delle CC nel caso di profili non protetti.

    P.S. Una curiosità: con cosa fai gli screenshot? :)

    Rispondi
  9. rammit ha detto:

    Davvero interessante! Finora non ne avevo sentito parlare, ma l’idea ha decisamente moltissimo senso. Anche io credo che si dovrebbe potenziare l’uso italico di Twitter, che per ora a dire il vero mi è sempre stato immensamente utile in modo passivo, come agenzia stampa informale.

    Rispondi
  10. Francesco Gavello ha detto:

    @Dario Salvelli: su OS X, dove lavoro più spesso, mela+maiuscolo+3 / mela+maiuscolo+4 per gli screenshot e PhotoDrop (http://www.dropping.at/) per crop e rotazioni.

    Molto più veloce dell’aprire ben più pesanti suite di programmi! :D

    Rispondi
  11. Francesco Gavello ha detto:

    @Valerio e @Stefano/Asterisco: L’argomento è bello vasto e credo che di pareri se ne potrebbero raccogliere parecchi!

    A chi non è mai stato clonato un post a dispetto di Creative Commons dichiarate in ogni dove?

    Sarà l’argomento di un prossimo post!

    Rispondi
  12. [...] giorno a questa parte si discuteva delle licenze Creative Commons per Twitter, riportando alla luce un annoso [...]

    Rispondi
  13. [...] Snipt supporta diversi linguaggi ed è integrabile con WordPress attraverso un plugin: già incluso su questo blog, può essere “raggiunto” anche con JavaScript e/o AIR (tramite l’applicazione ufficiale).Diversamente da Command-Line-Fu (anch’esso con un account su Twitter), Snipt fornisce delle API che potrebbero servire a un “port“ su identi.ca. Al momento, si può ovviare al problema delle licenze con TweetCC, come ha descritto Francesco. [...]

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