Tradurre Articoli Toglie Valore a un Blog?

Per molti ma non per tutti?

scritto da Francesco Gavello [+] il 12 marzo 2011 | 18 Commenti in: Welcome Weekend

Questo articolo fa parte della serie Welcome Weekend. Ogni fine settimana una buona domanda da condividere con i lettori di questo blog. Se vuoi vedere pubblicata la tua in questo spazio scrivila nei commenti o contattami da questa pagina.

Un cliente questa settimana mi ha chiesto:

Cosa ne pensi di quei blog che traducono solo ed esclusivamente articoli dall’inglese?
Non è un po’ come ridurre il potenziale di un blog a mero servizio di divulgazione con poche o nulle idee originali?

Tu che ne pensi?

Basare la propria linea editoriale sul tradurre sempre solo articoli di terzi può togliere valore a un blog, indipendentemente dal risultato ottenuto? Tu lo faresti, considerando che prima o poi i lettori più scaltri e con una minima conoscenza della lingua capiranno quali sono le fonti da cui attingi e “faranno il salto”?

Oppure si tratta di un servizio come un altro che un blog potrebbe decidere di iniziare a fornire a lettori meno abituati a seguire più fonti in lingua difficilmente comprensibile nelle diverse sfumature?

Buon weekend! :D

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18 Commenti

Update 12/02/2012: Il Regolamento Commenti è cambiato! Leggi ciò che serve sapere!

  1. Umberto ha detto:

    Ciao Francesco,
    io sono del parere che i copia-incolla sono spesso segno di poca personalità, oltre che di nulla fantasia; e sono anche convinto che la gente ricerchi blog con molta personalità in rete.
    Quindi beh penso di aver già risposto alla tua domanda, decisamente meglio scrivere articoli di proprio pugno – prendendo magari spunto da altri scritti in inglese – ma senza copiarli di sana pianta e tradurli.
    Anche se c’è da dire questo: noi italiani abbiamo scarsa confidenza con la lingua inglese e con il mondo web in generale rispetto ad esempio agli USA, di conseguenza non è nemmeno facile andare a scovare un blog interamente tradotto da altri (io ad esempio non ne sarei assolutamente in grado).

    Rispondi
  2. Kiko ha detto:

    Ma, dipende ovviamente da che tipo di sito/blog stai costruendo. Se è solo una versione in lingua dell’originale non ci vedo niente di male. Se è una collezione di traduzione dei migliori articoli presi dai maggiori network mondiali… anche qui non ci vedo nulla di male.

    Se è solo un’accozzaglia di articoletti senza valore banalmente tradotti, allora il discorso cambia e il valore del sito/blog per me perde inevitabilmente di valore perché sintomo di scarsa creatività e poco lavoro.

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  3. DanielSan ha detto:

    Tradurre articoli dall’inglese è un ottima cosa, e basta vedere che un grande blogger come il Tagliaerbe è sovente tradurre articoli dall’inglese, che poi sono sempre delle vere e proprie news, in quanto noi in Italia siamo sempre gli ultimi a sapere le cose.

    La traduzione dell’articolo inoltre non comporta penalizzazioni in termini di contenuti duplicati e se l’articolo che andiamo a tradurre è bello corposo e se la traduzione viene fatta ad hoc, magari aggiungendo un pò di farina del nostro sacco ed infine viene anche inserito anche un link alla fonte originale, sicuramente è stato creato un post di valore.

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    • Cleo ha detto:

      Sono d’accordo. Ma quando si traduce un articolo americano bisogna sempre citare le fonti?

      Mi chiedevo questo: se traduco un articolo in lingua inglese e lo personalizzo un po’, cambiandone alcune frasi, aggiungendo alcune cose, anche se per l’80 per cento diciamo che rimane uguale all’originale… vanno inserite le fonti?

      Rispondi
  4. Servermanaged ha detto:

    Salve!
    Tradurre articoli non toglie assolutamente valore ad un blog anzi piuttosto lo arricchisce.Integrare un post a settimana estratto da fonti esterne e commentato opportunamente nel contesto del proprio weblog contribuisce a spezzare la routine ed a tenere alta l’attenzione dei lettori.Non da ultimo c’è da considerare che molti utenti possono trarre giovamento da un’eventuale traduzione perchè magari in quel momento non possono o non vogliono prendersi la briga di tradurre un pezzo particolarmente tecnico.
    Saluti.

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  5. Vincenzo ha detto:

    Dipende dal tema… io scrivo per un blog di Architettura e design e le fonti sono quasi totalmente estere. Ovviamente si parte da un articolo che poi viene rielaborato e approfondito perchè spesso i siti esteri puntano solo alle immagini e poco testo mentre credo sia importante il testo in un articolo anche in campi come il design e l’architettura!

    Credo che nel nostro campo il blogging non possa prescindere dalla traduzione di articoli…

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  6. My Social Web ha detto:

    Ciao Francesco!

    Io credo che la giusta via sia quella di mezzo (tanto per dire una cosa nuova!). Tradurre un articolo con citazione non è una cosa negativa, anzi, ma non è possibile costruire un blog solo su questo. La gente vuole sentire anche il tuo punto di vista, soprattutto se sei all’inizio. In più è sempre possibile arricchire il testo tradotto con una propria interpretazione dei fatti o un contributo personale.

    Rispondi
  7. Mirko D'Isidoro ha detto:

    Concordo con gli altri ragazzi che partecipano a questa discussione, notevoli sono in vantaggi e pochi gli svantaggi.

    Li elenco qui per riassumere i pro e contro:


    Vantaggi:

    1- se il post segnalato offre grande valore e viene tradotto con il link alla fonte, il vantaggio per il lettore italiano è indubbio, soprattutto per i problemi di conoscenza della lingua.

    2 – il servizio di traduzione di post di qualità da altre fonti, permette di creare del contenuto di valore anche se non creato dallo stesso autore. E’ comunque un servizio in più che può aiutare il lettore ad informarsi e rimanere aggiornato.

    3 – se corredato da altri post personali, non tradotti, il blogger ne trarrà comunque un vantaggio, perchè tiene ben aggiornato il progetto senza avere problemi lato seo.

    4 – non sempre è facile creare contenuto di grande qualità dalla propria penna, e la gestione del tempo per blog curati bene e aggiornati diventa impegnativo, ecco quindi che il vantaggio sta anche da parte del blogger che può creare ottimo materiale senza investire troppo tempo nel pensare e scrivere un post.

    Di vantaggi ce ne sarebbero infiniti, mi fermo qui ;) .


    Svantaggi:

    1- come curatore di contenuti, bisognerebbe far attenzione a verificare prima di perder tempo a tradurre un post, che non l’abbiano già fatto altri, in questo caso l’investimento di tempo non offre contenuto di valore perchè per google si andrebbe a creare contenuto duplicato.

    2- l’attenzione a dedicare del tempo a scegliere il post che offre un reale valore aggiunto al blog, è da considerare come prioritaria secondo me. Se impieghiamo molto tempo prezioso a tradurre, e poi l’argomento non è strettamente attinente al nostro target, potremo investire il tempo in altri modi.

    Non vedo altri svantaggi, perchè non mi sembra che il blogger che traduca buoni articoli venga visto come qualcuno che sfrutta il lavoro degli altri.

    Spero di aver offerto una riassunto di ciò che è stato già segnalato, visto che quasi tutti la pensiamo allo stesso modo.

    A voi la parola.

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  8. [...] Tradurre Articoli Toglie Valore a un Blog? Share var dzone_url = "http://corsentino.net/2011/03/il-punto-della-settimana-45/"; var dzone_title = "Il punto della settimana #45"; 0savesSave Ti è piaciuto l'articolo? Iscriviti al feed o seguimi via twitter. Controlla la presenza di altri interessanti articoli nelle categorie o condividi il contenuto con gli altri. [...]

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  9. tavernolaincanto ha detto:

    Credo che dipenda dal tipo di blog e dai temi che vengono affrontati.

    Io per esempio gestisco il blog della mia corale, nel quale inseriamo anche degli articoli sul canto e argomenti che possono interessare i cantori…
    Non avendo una qualifica nel settore, trovo adeguato ricorrere a traduzioni, o meglio, avvalermi di fonti autorevoli (scrupolosamente citate in ogni articolo con tanto di link), che vengono tradotte e rielaborate per costruire un articolo adatto alle caratteristiche dei miei utenti.
    In questo modo credo di rendere un servizio apprezzato da chi, non solo non mastica l’inglese, ma avrebbe difficoltà ad accedere a testi troppo tecnici, che vengono invece semplificati e resi più fruibili, senza perdere però nella qualità delle informazioni.

    Diverso sarebbe se qualificandomi come esperto in un qualche campo, ricorressi esclusivamente a traduzioni di altri autori (magari senza nemmeno citarli)… allora sì risulterei poco credibile, e l’ immagine del blog di sicuro non ne gioverebbe.

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  10. Nadia ha detto:

    Secondo me bisognerebbe solo prendere spunto come fonte di informazione e poi scrivere di proprio pugno cosa si pensa a riguardo.
    Non mi piace prendere in toto cose scritte da altri e riportarle pari pari: chi scrive sui blog deve, dico deve, avere un suo punto di vista personale su ciò che dice.

    Rispondi
  11. camu ha detto:

    Personalmente penso che, ad esempio, quelli che traducono in Italiano gli articoli di A List Apart nell’equivalente sito/blog, fanno un ottimo lavoro ed hanno tutta la mia stima.

    Rispondi
  12. Marco ha detto:

    Mi sento chiamato in causa, in quanto gestisco un blog che presenta contenuti tradotti da articoli di autori di lingua inglese. Mi permetto di rispondere a due commenti che che ritengo interessanti:
    1) la gente non segue il blog di una personalità se non si aspetta di trovarci idee che gli siano utili, idee originali e forti. Ci sono centinaia di forti personalità nel settore SEO, web marketing, usabilità ecc… ma pochi di questi producono contenuti che vale la pena di leggere, almeno non di frequente. Ritengo che i contenuti siano sempre la chiave che discerne un blog che vale pena di seguire da uno che non lo è.
    2) Sono d’accordo che un sito che pubblica solo traduzioni deve farlo con un intento dichiarato e si deve porre esattamente come un servizio. E un servizio deve essere affidabile e professionale; nel mio caso cerco di guadagnarmi la fiducia dei lettori e degli autori, pubblicando traduzioni fedeli, autorizzate espressamente agli autori ed ai loro editori.
    Siccome un blog di articoli tradotti può scegliere fra una vastissima varietà di contenuti che ogni giorno alimentano la rete, può permettersi di pubblicare solo ciò che si ritiene ‘il meglio’, di prima mano e meno conosciuto, per portarlo all’attenzione del pubblico italiano. La barriera linguistica esiste ancora, anche fra i professionisti che affermano di conoscere bene l’inglese: leggere in italiano è molto più rapido e più comodo per tutti.

    Rispondi
  13. Pupugnao ha detto:

    Io credo che se si utilizzi una traduzione parola per parola dell’articolo utilizzando magari un traduttore, alla fine non venga fuori un testo leggibile ….la cosa invece cambia se si prende solo spunto da un articolo in inglese e oltre a tradurlo si aggiunge qualcosa di personale

    Rispondi
  14. Marco ha detto:

    Un traduttore automatico traduce solo le parole e quando non prende abbagli grossolani, anche frasi compiute. Per trasportare un brano in un’altra lingua invece bisogna riportare le espressioni utilizzate in un equivalente nella nostra lingua, non solo il senso ma anche e soprattutto l’enfasi, lo stato d’animo, l’effetto che l’autore vuole ottenere (solenne, serio, scherzoso, asciutto, ridondante, letterario, ironico, ecc…). L’unico modo è conoscere l’autore e come si esprime di solito, ma soprattutto padroneggiare l’argomento. Io traduco autori che hanno la mia stessa passione, che adoro leggere e ascoltare (li contatto sempre e se posso li incontro di persona), di cui amo i concetti e la visione. In questo modo è facile, so esattamente cosa vogliono dire e mi è facile stabilire lo stile da usare o trovare l’equivalente di un’espressione idiomatica. No, una traduzione non è mai un ‘copia e incolla’; se si vuole portare davanti ai lettori qualcosa che brilli come quell’articolo che ci ha affascinato, allora è sempre un lavoro impegnativo.

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  15. Sisco ha detto:

    Ma, che voi sappiate, pubblicare traduzioni di articoli esteri è in linea con la legislazione in merito?
    E’ necessario, secondo voi, che gli editori vi autorizzino a farlo o è sufficiente citare la fonte?

    Rispondi
  16. Marco ha detto:

    Non conosco in dettaglio la legislatura in merito, ma i diritti d’autore, se non altrimenti specificato, hanno valenza anche oltre i confini nazionali e le traduzioni non fanno eccezione. Credo che una traduzione non autorizzata corrisponda ad una violazione di questi diritti. Per esempio, Avinash Kaushik per adesso, mi ha dato il permesso di tradurre solo tre dei suoi articoli (scelti da lui), perché il suo editore aveva in ponte di tradurre in italiano il suo ultimo libro. Traducendo il contenuti del suo blog, avrei potuto arrecare un danno economico all’autore (secondo me avrei svegliato un po’ di interesse).
    Per esempio, Jakob Nielsen, permette di tradurre i suoi articolo, solo a pagamento; guarda le ultime
    3 righe di questa pagina:
    http://www.useit.com/about/copyright.html
    In genere alla voce copywright ci sono le regole da rispettare; Gerry McGovern dice esplicitamente che si può ripubblicare i suoi post gratuitamente, basta riportare la fonte originale e informarlo di ogni ripubblicazione.

    Rispondi

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