ThinkUp: Ecco Come Tracciare Attività e Reazioni sui Tuoi Social Media

Free & Open Source

scritto da Francesco Gavello [+] il 09 dicembre 2011 | 8 Commenti in: Featured | Social Media | Tool e Risorse

Tracciare attività e ROI sui social media

Chiunque abbia sviluppato anche solo una minima presenza sui social media realizza subito una cosa: è molto difficile (spesso impossibile) tracciare ogni singola reazione alle nostre attività.

Perlomeno, è difficile tracciare queste reazioni in maniera efficace.

Certo, esistono parecchi strumenti in grado di aiutare coloro che si vogliano gettare nel turbinio di multipli account Twitter, Facebook e Google Plus. Applicativi installabili come TweetDeck, HootSuite e simili sono strumenti utilissimi per mandare avanti la propria attività quotidiana.

Ma se invece avessimo bisogno di una sorta di “unica stanza dei bottoni”, dove poter osservare e valutare l’efficacia di ciò che stiamo facendo in rete? Se questa stanza dei bottoni dovesse colpire trasversalmente più presenza sociali e non solo Twitter?

Se ci servisse una sorta di Google Analytics ridotto all’osso dove grafici, query e statistiche contribuiscano a darci quella tanto agognata visione globale in grado di fare la differenza?

Per esempio: sapresti dirmi, immediatamente, quali sono gli ultimi aggiornamenti di stato che hanno ottenuto più risposta sul tuo profilo Facebook? Oppure, quali sono i tuoi tweet più retwittati di sempre e su quali logiche si fondano?

ThinkUp mira a rispondere a queste e molte altre domande, mettendo ordine nel tuo personale oceano di informazioni. L’ho provato, e oggi ti racconto com’è andata.

Per molti, ma non per tutti

Diciamolo subito: ThinkUp non è per tutti.
Non all’inizio, almeno.

L’installazione, che non avviene in locale ma su un proprio webserver, richiede una competenza minima con accessi FTP e creazioni di database. Se hai già installato WordPress almeno una volta su un qualsiasi dominio, la cosa non dovrebbe comunque crearti problemi.

ThinkUp al momento supporta PHP 5.2 o superiore con cURL, GD, JSON, e PDO MySQL attivi. MySQL in particolare è richiesto almeno nella versione 5.0.3. Il server, in particolare, deve essere pubblico. Se hai mai provato a installare in localhost una copia del tuo blog e avere a che fare con i callback di Twitter, scoprirai che quest’ultimo richiede, almeno inizialmente, la visibilità del server con cui deve dialogare.

Ergo, ThinkUp è perfetto per essere installato in una sottocartella o in un dominio di terzo livello di un tuo qualsiasi server, al quale potrai connetterti, loggarti e agire sui dati raccolti.

L’installazione di per sé scivola via abbastanza liscia, anche se l’autenticazione iniziale ai diversi account è piuttosto noiosa e potenzialmente problematica per chi non abbia mai avuto a che fare con le controparti developer di Facebook, Twitter e Google Plus. A questo cerca di rimediare ThinkUp stesso fornendo guide lineari e semplici su come creare e configurare i giusti agganci alle API di turno.

L’intera operazione porta comunque via una decina di minuti, se non ti farai prendere dal panico. :)

Dati, altri dati!

Ed è da qui che ThinkUp può iniziare finalmente a macinare tutti i dati relativi alla tua intera presenza sociale. Al primo avvio la dashboard richiede un avvio manuale del processo di sincronia, che può portare via a seconda di quanto “pesanti” siano i tuoi account da una decina di minuti a parecchi di più.

La meccanica del servizio è comunque pensata piuttosto bene per venire incontro a problematiche laterali che possono sorgere installando un simile gioiellino su un proprio server: per automatizzare gli aggiornamenti è possibile intervenire sui crontab oppure …iscriversi a un feed RSS privato da un qualsiasi lettore web come Google Reader. Ciò garantirà il richiamo di ThinkUp e il raccoglimento periodico dei dati.

In espansione

Agile e velocissimo nell’indicizzare, esportare e filtrare. Un esempio? Con un singolo click è possibile esportare in CSV separato da virgole tutti i tweet del nostro account, così come restringere per particolari query la visualizzazione delle menzioni.

La sensazione percepita è che ThinkUp, al momento in cui si scrive alla sua release 1.0 beta, abbia intenzione di espandersi progressivamente dandoci al momento solo un (gustosissimo) assaggio di quasi tutte le proprie funzionalità.

Non si tratta in questo caso di valutare il software come “l’unico e il solo” in grado di presentare questi particolari report, quanto il primo in grado di farlo in modo accessibile praticamente a tutti, a costo zero, in un solo posto e su un database indipendente su cui avere pieno controllo.

Mica male, no?

Inoltre…

Degno di nota

  • La ricerca di un proprio tweet non limitata per data;
  • Le tre dashboard separate per ogni network incluso;
  • La geolocalizzazione delle discussioni;
  • L’analisi dei following inattivi;
  • I rapporti Like/commento e tweet/reply verso il tempo di vita del messaggio;
  • API interne, per qualsiasi cosa tu voglia svilupparci insieme.

ThinkUp, pure in versione beta, è forse uno dei prodotti più interessanti che mi sia capitato di testare negli ultimi mesi. Puoi dare uno sguardo a ThinkUp in azione da un’installazione pubblica e perfettamente funzionante che mostra i dati raccolti dalla comunicazione su Twitter di @whitehouse e sulla loro relativa pagina Facebook.

Buona analisi! :)

Trovato questo articolo interessante?

Condividilo sulla tua rete di contatti Twitter, sulla tua bacheca su Facebook o semplicemente premi "+1" per suggerire questo risultato nelle ricerche in Google. Diffondere contenuti che trovi rilevanti aiuta questo blog a crescere. Grazie!

8 Commenti

Update 12/02/2012: Il Regolamento Commenti è cambiato! Leggi ciò che serve sapere!

  1. YouON ha detto:

    Nel penultimo link hai scritto “ThikUp” :)

    Lo hai provato approfonditamente ti sembra una cosa utile? Vale la pena l’installazione e una giornatina di test secondo te?

    Rispondi
  2. Francesco Gavello ha detto:

    Grazie per la segnalazione, correggo il refuso :)

    Beh, è un po’ il succo di questo post: sì. :D
    Tieni conto che puoi installarlo in meno di mezzora -io non ci ho messo davvero di più- e lasciarlo macinare dati fino a sera, quando avrai poi qualcosa da analizzare concretamente.

    Rispondi
  3. Riccardo Cruciani ha detto:

    Niente male per niente. Dai, direi che il gioco vale la candela, un test si può anche fare, anche perchè fino ad ora, di strumenti efficaci in grado di misurare la nostra “pressione sociale” non ce ne sono in giro ;-)
    Grazie della segnalazione Francesco!

    Rispondi
  4. Aldopinga ha detto:

    Credo che si utile eccome grazie Francesco

    Rispondi
  5. Lo provo subito! Grazie Francesco, tutti te li trovi! :D

    Rispondi
  6. Lorenzo ha detto:

    è possibile stabilire un lasso temporale di analisi (es. dal…al…) diaciamo sullo stile della timeline di “Google Analytics” ?

    Rispondi
  7. bellimbusto ha detto:

    Se mi infogno mi ci perdo dentro….
    grazie per la condivisione

    Rispondi

Lascia un commento

Anteprima commentatore

Personalizza il tuo avatar!
Vai su gravatar.com e carica quello che preferisci!

I commenti sono modificabili entro 5 minuti dal loro inserimento.
Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Solo i commenti firmati con un nome saranno accettati. Leggi il Regolamento Commenti!