I Nuovi Modi di Raccontare una Storia secondo Storify & Co.

Quando il real-time, forse, non ci serve

scritto da Francesco Gavello [+] il 10 novembre 2010 | Lascia un commento in: Social Media | Tool e Risorse

Raccontare una storia è complicato.

Dato un oggetto di interesse (un evento, un problema comune, un acceso argomento di discussione), limitarsi a riversare in forma statica i propri pensieri appare quasi limitante se paragonato alle potenzialità del web tutto interazione e discussione “live” a cui siamo abituati. Ma se invece tiri fuori dal cassetto i suddetti strumenti di live-coverage il problema è l’opposto: l’information overloading. Tante, troppe fonti per altrettanti frammenti di informazione che si parlano addosso, alcuni trascurabili altri no, rendendo l’ipotetico lettore incapace di vivere la suddetta storia in maniera (diciamocelo) realmente chiara.

C’è però chi pensa che si possa trovare il giusto mezzo.
Un modo di costruire la propria storia attingendo ai social network, prelevando solo ciò che serve, e portando l’attenzione del lettore su di essa solo a prodotto finito.

storify-seguire-flusso-notizie

Il ritorno del punto di vista

L’idea alla base di Storify non è affatto nuova:

  • Crea un contenitore per la tua storia e descrivilo a puntino
  • Attingi dai social network (ma non solo) filtrando il flusso per parole chiave e hashtag
  • Inserisci nella tua storia solo ciò che ritieni necessario per sviluppare il discorso
  • Completa il tutto con appunti testuali (o nel caso non sia disponibile una fonte adatta)

Un meccanismo tanto semplice (si basa su drag & drop su layout a due colonne, senza nessun altro accrocchio da comprendere) che fa capire come il succo del discorso si sposti dall’avere a tutti i costi a disposizione la “notizia dell’ultimo minuto” alla qualità intrinseca della storia confezionata. Storia costruita secondo un preciso punto di vista e corredata da annotazioni che rendono il tutto molto più simile a un acerbo prodotto editoriale piuttosto che a un flusso indistinto di informazioni.

Prendiamo per esempio la mia storia relativa alla Venice Session #6 di ieri. Il tono della mia particolare storia è neutro, dà spazio a tutti i punti di vista e include contenuti di diversa natura (tweet, link, video e foto). Un diverso autore, magari armato di macchina fotografica seduto in platea avrebbe forse trovato più interessante fornire un punto di vista (un’altra storia) legato a immagini, emozioni e dettagli sfuggenti catturati dall’obiettivo. E ancora forse altri avrebbero trovato più …interessante polemizzare sui talk e sugli interventi, accorpando provocatoriamente fonti più critiche e taglienti.

Attingendo dunque a piene mani dai social network (e non solo) e lasciando da parte l’aspetto “immediato” e “live” del contenuto. Tornando a concentrarsi sul messaggio da costruire e sul taglio da passare al lettore.

E non è il solo

Che dire allora di: Curated.by e Paper.li, strumenti che seppure con più limitazioni e automatismi di Storify guardano esattamente nella stessa direzione?

Curated.by permette di accorpare tweet secondo “bundle” da condividere per specifici argomenti (ma già si guarda a Flickr, Picasa, Youtube e Google). Paper.li invece muove i suoi ingranaggi sulle liste di Twitter, selezionandone estratti e riferimenti da presentare a mo’ di giornale quotidiano costruito sugli interessi del “curatore” (mai termine diventa quindi più appropriato).

Altri modi di costruire una storia.
Altri modi di riportare il focus sul punto di vista e sulla selezione umana per (ri)costruire contenuti.

Come a dire (neanche tanto sottovoce): dopo che tutto è diventano immediato, istantaneo e viaggia alla velocità del pensiero, conviene tornare a guardare alla qualità del messaggio e a come poter mettere insieme questa mole di informazioni in maniera fruibile per chi, a conti fatti, arriva in ritardo sul flusso di notizie o semplicemente dell’istantaneo non gliene importa poi così tanto.

Quando scrivevo qualche tempo fa della difficoltà dei feed RSS a prendere piede al di fuori degli editori di contenuti, accennavo anche a questo punto. Se il tuo ruolo sul web è quello di accentrare una fetta di utenti verso un range di argomenti, prima o poi dovrai cominciare a guardare a strumenti come questi.

Perché si stanno moltiplicando.
Perché ragionano guardando alle necessità delle persone.
E perché, dopotutto, ti consentiranno di raccontare le tue storie in maniera migliore e più personale.

Sei pronto a raccontare le tue storie? ;)

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