Selezione Letture Estive #2: Social Media Fail

Case study

scritto da Francesco Gavello [+] il 14 agosto 2012 | Lascia un commento in: Social Media

Case study social media fail aziende

Io me li immagino, i brand.

Tutti quei grandi brand che devono necessariamente delegare le loro attività di promozione sui social media a diversi reparti interni o direttamente ad agenzie esterne. Che si trovano in qualche modo incastrati in gerarchie complesse e vedono prima o poi scendere la loro capacità di tenere sotto controllo l’intera attività.

E che quindi, grandi o piccoli che siano, si ritrovano prima o poi coinvolti in fail più o meno significativi e più o meno memorabili. Fail che in alcuni casi scontentano l’utente a livello personale, in altri lasciano associata al brand una pessima immagine in senso più ampio.

Ecco quindi una serie di buone letture circa i social media fail più interessanti degli ultimi mesi che forse per un motivo o per l’altro, ti sono sfuggiti.

Buona lettura! ;)

  • Mashable ha raccontato la pessima scelta di CelebBoutique di cavalcare l’hashtag “Aurora” (senza sapere cosa realmente stesse ad indicare) durante la tragica sparatoria nell’omonima cittadina.
  • Il punto di vista di GigaOm sul fail di cui sopra (e qui un’analisi di come la notizia sia stata in termini più ampi gestita sulla rete).
  • Ecco perché è male cercare di cavalcare una qualunque notizia (peggio ancora se una tragedia) per promuovere sé stessi. Qualcuno si ricorda Kenneth Cole?
  • #CamryEffect e lo spam degli account correlati alla promozione di Toyota durante il Superbowl. Ecco perché infilarti nelle discussioni altrui non è sempre così facile e bene accetto. No, neppure se sei Toyota e soprattutto se quelle persone stanno parlando di tutt’altro.
  • L’esperimento di Trenitalia con #meetFS. Attenzione a chiedere un feedback alla rete se l’insoddisfazione latente è davvero troppa. Ecco com’è andata.
  • Il pessimo tempismo di Barclay nell’introdurre un personaggio fittizio (ciao, Dan) sulla propria pagina Facebook e l’avventurarsi così in un vero e proprio campo minato riguardo alla fiducia percepita verso la banca. Ouch!

Buona lettura!

foto: ©Depositphotos/hydromet

Trovato questo articolo interessante?

Condividilo sulla tua rete di contatti Twitter, sulla tua bacheca su Facebook o semplicemente premi "+1" per suggerire questo risultato nelle ricerche in Google. Diffondere contenuti che trovi rilevanti aiuta questo blog a crescere. Grazie!

Puoi essere il primo a commentare!

Lo sapevi che tutti i link sono NoFollow free ?

Lascia un commento

Anteprima commentatore

Personalizza il tuo avatar!
Vai su gravatar.com e carica quello che preferisci!

I commenti sono modificabili entro 5 minuti dal loro inserimento.
Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Solo i commenti firmati con un nome saranno accettati. Leggi il Regolamento Commenti!