Un blog senza commenti è possibile

Davvero

Rimuovere i commenti agli articoli: pro e contro
Zugr/unsplash.com

Così, a bruciapelo: chiuderesti per sempre i commenti al tuo blog?

Pausa.
Probabilmente hai appena pensato due cose:

  • che finalmente avresti potuto tirare il fiato sull’eterna attesa del “primo commento”, riprova sociale intrinseca (positiva o negativa) dell’efficacia dei tuoi articoli;
  • hey, e ai miei lettori chi lo dice?

Lo dice, ai suoi lettori, nientemeno che CopyBlogger. Già, proprio quel CopyBlogger lì, da sempre storico pilastro per chi con la rete e con le parole ci lavora. Non è il primo caso, se ricordi, di un blog che sceglie di fare del tutto a meno dei commenti da parte dei lettori. Ne abbiamo parlato anche qui.

È stato bello…

Eppure, quella che può sembrare una scelta (fin troppo) azzardata rivela in realtà più di un punto di vista perfettamente condivisibile. Queste, in due parole, le motivazioni che Sonia riporta:

  • La volontà non di chiudere, ma di dare il giusto peso ai sempre maggiori commenti che avvengono sui diversi social network;
  • Creare un nuovo stimolo per tutti coloro che commentavano in maniera corposa per costruire il loro proprio audience su un loro sito;
  • Chiudere una volta per tutte la porta allo spam, che su certi volumi è più di una seccatura sia a livello di gestione che di performance globali.

Com’è andata?
Ad alcuni è stato come se venisse tolta l’aria per respirare. 😀

È strano come i commenti siano ormai considerati una feature di proprietà dei lettori, più che del portale. Pure quando non usati davvero, la loro stessa esistenza rimanda a qualcosa di molto più intimo verso chi scrive del semplice fatto di poter contribuire alla discussione.

Altri hanno visto la cosa come uno svendersi a Google+ e Twitter. Più al primo, a dire il vero, come se la struttura naturalmente più propensa a ospitare discussioni ne facesse uno dei principali colpevoli.

Eppure, non sono così sicuro di stare dalla parte di chi li rivuole indietro. L’avresti mai detto? 😛

Quando ne parlavamo in passato, con i social ancora in una fase di (grandiosa) crescita, l’unica motivazione degna di nota sembrava essere proteggere la qualità del contenuto di una pagina agli occhi del motore. Meno commenti fuori fuoco rispetto al contenuto, più possibilità per l’autore abile a scrivere per i motori di ricerca di preservare preziosi equilibri.

Oggi, più che una perdita quella di CopyBlogger mi sembra in realtà un …trasloco. I commenti rimangono, solo non sono più accumulati, filtrati e processati sotto all’articolo (con tutte le limitazioni del caso) ma nascono e vivono laddove l’utente lo trovi più comodo.

…finché è durato?

Qualcosa su cui riflettere.

  • Davvero il fondo degli articoli è da considerare l’unico posto in cui si aggrega ancora la community di un blog? Passano i mesi e passano gli anni e, beh, non ne sono più così sicuro;
  • La zona di layout a fondo articolo acquista così un valore del tutto nuovo. Un rimando ora naturale ai diversi social network, molto più contestuale di qualunque sidebar strapiena di link e widget;
  • I commenti sono e sono stati, nel bene e nel male un indicatore della freschezza di un contenuto. Senza i commenti, un blog che fa a meno di datare i post più vecchi acquista semplicemente un tono diverso. Non necessariamente migliore.

Eppure, stando a CopyBlogger, con queste premesse chiudere i commenti al proprio blog diventa quasi un processo naturale. Scontato. Certo, se e sempre se si è in grado di dare davvero seguito alle discussioni sui social e di monitorare dove queste abbiano luogo.

Diciamoci la verità: i commenti sono sempre stati la cosa più difficile da ottenere per un nuovo blog. È difficile ottenerne di qualità persino sui blog più anziani e quale che sia il numero che si riesce a racimolare a fondo articolo, questo è solo una frazione di tutte le reazioni sociali sviluppate altrove. Non certo di minore qualità.

Basta questo a rendere la meccanica obsoleta?
Hai mai pensato di chiudere davvero i commenti al tuo blog?

Francesco Gavello

Francesco Gavello

Consulente, formatore e public speaker in Advertising e Web Analytics. Sviluppo strategie di Inbound Marketing per progetti web di grandi dimensioni. Appassionato da sempre di illusionismo, un’arte che ha molto da spartire con il marketing.

5 commenti

  1. Questa opzione può’ essere valutata solo da blogger che hanno un alto seguito. I blog medio piccoli non oserebbero mai fare una mossa del genere, sempre se pensiamo che, come hai detto tu, il commento è indice di freschezza, di movimento, di attualità’. Il commento, per come la vedo io, è un modo di interagire tra il lettore e il blogger, a ben bendarci è quello che ha fatto la fortuna dei blog. Interazione = partecipazione = libertà (per citare G.Gaber). Se togliamo la partecipazione, la libertà di intervenire, di dire la propria opinione, il blog diventa un mezzo di comunicazione univoca e perde moltissimo del suo fascino..

  2. Il punto non è avere commenti ma avere un contributo valido al proprio articolo, in modo da valorizzare il contenuto stesso del post. Per non parlare del fatto che i commenti apportano nuova energia creativa al blogger. Non chiuderei ai commenti solo per questo. Non mi sembra poco 😉