9 risposte

  1. Giuiano Ambrosio
    3 ottobre 2013

    Ci sono persone che usano i Social Media come la loro seconda vita, e quando cambiano shampo lo pubblicano alla propria ciurma di “amici”
    sperando di ricevere qualche like…

    Mentre altre come te utilizzando i migliori canali per promuovere il proprio personal branding e non la propria vita, due cose molto diverse.

    Come hai ben descritto nel tuo post, alcuni strumenti ti aiutano a capire quali siano gli orari migliori, ma è solo seguendo il “sentiment” della
    tua community che riesci a capire orario e contenuti migliori che si aspettano da te.

    Non sono della filosofia di pubblicare ogni ora per comunicare il nuovo shampo, nuovo smalto o robe simili, meglio individuare delle fascie di
    tempo in cui presidiare con argomenti utili e interessanti, potenzialmente condivisibili nello stesso frangente per amplicare la loro portata.

    Personalmente punto nella prima mattinata (9:30 – 10:00) e a volte seconda mattinata (11:00/12:00) + metà pomeriggio (15:00/17:00).

    • francescogavello
      3 ottobre 2013

      Quindi potremmo dire, Julius, che ha molto più senso concentrare i propri sforzi per “esserci” quando possiamo scatenare una pur piccola onda virale, piuttosto che presidiare a forza orari più lunghi dove la memoria breve del network gioca contro di noi?

      • Giuiano Ambrosio
        4 ottobre 2013

        Le persone sono sui Social ma ricordiamoci che non vivono sui Social Media, quindi va bene presidiare i momenti più opportuni ma ricordiamoci anche che la vera conquista è in strada, soprattutto per i brand.

      • Francesco Gavello
        9 ottobre 2013

        C’è anche da dire che per molti brand la strada (inteso come ultimo presidio, lo store, l’agenzia sul territorio) sta subendo una crisi notevolissima e la soluzione non è tanto oscillare tra un lato (il fisico) e l’altro (la rete), quanto integrare efficacemente entrambi.

  2. Gian Marco Cattini
    3 ottobre 2013

    Personalmente utilizzo un sistema misto, se così lo possiamo definire.
    Da una parte pubblico e condivido informazioni che tendono ad “esaltare” il mio personal branding oppure la rete di contatti che mi sono creato, ma non disdegno neanche la più ludica attività dello “sfogo” postando commenti su fatti accaduti in giornata oppure su conclusioni personali.
    Di certo non ho il fine di essere un like grubber,ma semplicemente di utilizzare il mezzo sociale come estensione dei miei pensieri, essere solo e semplicemente uno strumento di marketing per me risulterebbe troppo freddo e distante per il mio modo di comunicazione.

    Per rispondere alla domanda generalmente prediligo le fasce orarie della prima mattinata 9:00-10:30 e metà pomeriggio 14:00-16:00 professionalmente parlando, mentre per quanto riguarda le mie pubblicazioni extra lavorative non c’è una reale pianificazione proprio perchè derivano dall’impulso del momento

    • francescogavello
      3 ottobre 2013

      Per tracciarne l’efficacia hai predisposto qualche tipo di report ad-hoc, dal più “banale” incrocio di dati su Analytics a qualcosa di più raffinato?

      • Gian Marco Cattini
        3 ottobre 2013

        I miei report generalmente sono eseguiti attraverso delle estrapolazioni di Analytics e poi confrontati con tutte le mentions che vengono analizzate dagli allert impostati su Hootsuite. Giornalmente e poi settimanalmente stilo un report in file excel come nella vecchia maniera di modo da tenere sotto controllo l’andamento del mio engagement. Ovviamente i dati contengono sia mention lavorative che ludiche, ma preferisco tenere i dati aggregati che due report distinti. Alcune volte da un dialogo senza nessuna finalità lavorativa può nasce una buona idea di lavoro e quindi rientrare appieno nella casistica lavorativa

  3. Davidelico
    3 ottobre 2013

    Quanto e quando pubblicare sui social? Io direi due regole (parlo di brand, principalmente): 1) pubblicare solo quando si hanno realmente dei contenuti interessanti, pertinenti e di valore. Il che spesso vuol dire 1-2 volte al giorno 2) l’orario più proficuo si impara con l’esperienza, varia da community a community soprattutto su Facebook. Su Twitter il tutto è talmente veloce che lo stesso contenuto potrebbe essere posta 2 volte a orari diversi senza infastidire alcuno.

    A titolo personale il discorso è simile e soggetivo: ognuno ha il suo “pubblico” che apprezza determinate cose proprio perchè dette da una specifica persona. Ma la frequenza direi che rimane quella: poche cose, dette bene, e soprattutto, interessanti per la maggior parte dei propri contatti.

    • francescogavello
      3 ottobre 2013

      Cosa ne pensi degli automatismi, quando parliamo di brand?

      In uno studio (http://francescogavello.it/automatizzare-pubblicazione-social-network) di qualche tempo Hubspot rilevava come si potesse arrivare anche al 50%+ di lead rispetto a una pubblicazione unicamente artigianale.

      Sugli alti numeri un volume semplicemente più alto paga?

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