Quando Siamo Disposti a Concedere una Registrazione?

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scritto da Francesco Gavello [+] il 04 giugno 2011 | 4 Commenti in: Welcome Weekend

Giusto un paio di giorni fa leggevo su un frequentatissimo -in Italia, almeno- social network di un’azienda lamentarsi della scarsità di persone che si avventuravano all’interno del proprio sito dedicato al lavoro online. Proposte, lavori, offerte risiedevano in bella vista e nessuno, o almeno così pareva, sembrava usufruirne.

La risposta, neanche a dirlo, fu un semplicissimo: “È richiesta registrazione, quindi il vostro contenuto è pressoché invisibile”.

Eh già.

Quante volte hai semplicemente rimandato rinunciato a scoprire qualcosa di più di un sito (o di un blog) solo perché era richiesta una registrazione di qualche tipo?

E in senso ancora più ampio: oggi quando riteniamo ancora di poter concedere una registrazione?

Non per la semplice lettura. Men che meno per dare uno sguardo a promozioni o offerte.
Commentare sotto registrazione è personalmente da sempre una spina nel fianco e sistemi integrabili come Disqus o Livefyre mettono una pezza non da poco, pur non essendo perfetti.

Paradossalmente, siamo forse più propensi a registraci a un servizio quando esiste una componente economica in gioco. Mettere mano alla carta di credito su un portale o un network che non ci richiede un login su misura produce l’effetto contrario.

E anche se non è sempre facile portare i propri contenuti al di là di questo sempiterno muro di gomma, lavorare in questo senso è necessario. È molto più semplice convincere gli utenti della bontà della tua proposta facendogliela toccare con mano -magari in forma ridotta o esemplificativa piuttosto che affidarsi a roboanti call-to-action.

Groupon, in questo senso, è esemplificativo. Quanto del suo successo avrebbe generato se tutte le offerte fossero state blindate da un poco lungimirante processo di registrazione a priori? Quanto avrebbe pagato volersi portare a casa prima di tutto gli utenti? Prima ancora, nel senso, di averli resi clienti soddisfatti?

Quando secondo te siamo ancora disposti a concedere una registrazione?

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4 Commenti

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  1. Max ha detto:

    Ciao,
    credo che il problema di registrazione non sia solo dovuti ad eventuali costi o altro, ma è scoraggiante per tutta una serie di motivi.
    Uno su tutti, è che molti siti hanno sistemi di registrazione “complessi” o “lunghi” quindi se uno ha cinque minuti, approda sul sito, e prima di accedere al contenuto magari ne deve perdere 10, è già lì che si perde l’utente.

    Poi uno magari è disposto a concedere registrazione a seconda di quanto interesse c’è per quella cosa.

    Per esperienza personale (forse con quel portale citato) mi sono registrato perchè cercavo proprio quello, ma c’era comunque l’incognita di quello che avrei trovato. E per decidermi a registrarmi ci sono dovuto tornare più volte ed infine l’ho fatto più per curiosità che altro. Ma se dovevo basarmi sulla prima impressione me ne ero andato e non ci sarei più tornato.

    Rispondi
  2. Mattia Soragni ha detto:

    Ciao Francesco,
    uno dei problemi che io sto rilevando da diverso tempo è la mancanza di ottimizzazione delle richieste di registrazione.

    Per cose di scarso valore vengono richiesti sistemi di protezione criptati con codici generati automaticamente su richiesta, mentre altri contenuti forniti gratuitamente senza chiedere nemmeno il nome.

    Credo che di base, siano sbagliati le motivazioni per cui vengono implementati i login: la protezione del dato esula dalla password che inserisci (sappiamo tutti che la maggior parte delle persone utilizza password “intuibili” e poco efficaci)… quindi a cosa serve un sistema di protezione quando il 90% degli utenti utilizzerà “test” come password o il nome del cane?

    Dall’altra parte c’è l’esigenza di avere un numero, quindi 500 utenti registrati fa molto “figo” rispetto a 500 vendite.

    Groupon e & Fac Simili che tu stesso citi come casi di successo per la facilità di iscrizione sono di esempio.

    Io credo ci debbano essere almeno 3 livelli incrementali di registrazione nei siti web, in modo da ottimizzare la raccolta dei dati…

    Il primo livello dovrebbe essere una registrazione semplice con richiesto solo l’indirizzo email (al massimo Nome) da inserire ovunque nel sito web (se ecommerce in ogni scheda prodotto, se sito di contenuti in ogni articolo, ecc….) cercando di massimizzare la raccolta delle informazioni fin dal primo interesse generico dell’utente.

    Nel secondo livello si può entrare più nel dettaglio allargando le informazioni richieste ed entrando più nel dettaglio in base alla tipologia di sito e di attività svolta dall’azienda (collegata quindi alle informazioni strategiche necessarie per poter trasformare un contatto in lead), come ad esempio provenienza, gusti ed interessi. In questo secondo caso il dato raccolto deve essere per individuare interessi specifici degli utenti.

    Infine il terzo livello è quello corrispondente a username-password, da utilizzare nel caso di dati veramente sensibili o che possano portare un vantaggio in termini di community.

    Spesso e volentieri con i primi due livelli si possono risolvere i problemi dell’80% dei siti web… il terzo livello corrisponde al restante 20%, dove per motivi specifici di riservatezza sono necessari dati di autenticazione.

    Voi che ne pensate della mia teoria?

    Rispondi
  3. Emiliano Dix ha detto:

    Mai pensato alla “minaccia” di ricevere poi un sacco di spam ?
    Ti registri, ti chiedono prima questo, poi quello ed alla fine ti tempestano di pubblicità !
    Rispondendo quindi alla domanda del titolo: sono disposto a concedere una registrazione quando chi me la chiede mi garantisce che non riceverò mai pubblicità da lui o da altre aziende ad esso collegate, nè news letter ecc ecc, che non mi obbliga a collegarmi almeno x volte pena il decadimento della registrazione ecc ecc.
    Più succintamente quando avverto che la cosa è disinteressata, svincolata da secondi fini commerciali !
    Sono una persona e come tale pretendo di essere trattato, non sono un poteziale cliente E BASTA !
    Non sono una mail di un database enorme che qualcuno poi va a vendere per fantomatiche news letter o DEM a questa o quella azienda !
    Saluti da Emiliano Dix

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  4. xonti ha detto:

    Solo su http://www.xonti.it puoi vedere con google streetview e capire dove sono vendute tutte le migliori offerte di coupon, deal e sconti in Italia, personalizzate sui tuoi interessi. I prezzi più bassi e le offerte migliori per acquisti di benessere, viaggi, hotel, ristoranti, bellezza, salute, spa e altro ancora da Groupon, Groupalia, KGB Deals, Letsbonus, ….”

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