Quando (e perché) scegliere un nickname?

Buon sabato!

Perché scegliere un soprannome in rete?
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Giovanni chiede:

La mia domanda non è come spesso accade sul nome da dare al dominio (nome personale o brand) ma proprio sul nome da avere su internet. Mi spiego meglio: il mio nome e cognome è molto diffuso (quasi come Mario Rossi per intenderci, sopratutto al sud) e facendo una ricerca su Google compaiono già centinaia e centinaia di persone le quali non hanno nulla a che fare con me: dagli autotrasportatori ai venditori di mozzarelle, passando per negozi di abbigliamento sportivo e cosi via.

Tra l’altro molte persone sono delle mia stessa identica città e il rischio di essere confusi è molto alto. Allora ti chiedo: posso inventare un altro nome e cognome per pubblicare i miei articoli sul blog e farmi conoscere?

Come deve essere questo nome?
Lo devo rivelare che si tratta di un nome “falso”?

L’ideale sarebbe un nome unico che non sia presente e quindi non ci siano possibilità di omonimia. Sarebbe giusto avere un nome straniero anche se scrive in italiano? tipo Robin Good o Sir Vester per intenderci…

Grazie! 😀

Credo che l’esempio di Robin Good sia, per quanto conosco della sua storia, il più calzante in assoluto.

Non credo sinceramente che ci sia alcun problema a presentarsi in rete, oggi, con un nickname. Se questo deve poi ricadere sullo stesso dominio, ben venga.

Non vedo neppure nessun problema nel rendere pubblica la cosa, raccontando l’origine del proprio nick e i motivi di questa scelta. Voglio dire, dopotutto prima o poi dovrai essere riconosciuto per il tuo vero nome! 🙂

La vera domanda è: come sceglierlo? 🙂

Diciamoci la verità, un soprannome per funzionare oggi deve essere quantomeno brillante o poter raccontare già molto dell’idea e della persona alle sue spalle. I social network, sdoganando le persone con i loro reali nomi e cognomi, in un certo senso hanno imposto a chi volesse usare un nickname un maggiore sforzo di originalità.

Tu che consiglio daresti a Giovanni?
Buon sabato!

Francesco Gavello

Francesco Gavello

Consulente, formatore e public speaker in Advertising e Web Analytics. Sviluppo strategie di Inbound Marketing per progetti web di grandi dimensioni. Appassionato da sempre di illusionismo, un’arte che ha molto da spartire con il marketing.

5 commenti

  1. Io sono sempre per i nick che raccontano una storia dietro (per questo ho scelto come alternativa al mio nome SEOJedi), non so Giovanni in che settore vuole muoversi ma anche avere un semplice gioco di parole o un legame con il brand del proprio blog IMHO può funzionare 🙂

  2. Il proprio nickname deve sicuramente essere scelto con attenzione: meglio pensarci su a lungo, perché se poi si cambia idea può diventare davvero complicato ridefinire la propria identità. Per trovare ispirazione può essere utile consultare siti come Nomix; ad esempio, qui si trovano i nomi stranieri di ogni parte del mondo: http://www.nomix.it/stranieri.php
    Scegliere un nickname per se stessi, in fondo, non è molto diverso che scegliere un nome per un figlio che deve nascere: ci sono vari siti che possono aiutare nella ricerca.

  3. Puoi:
    – AGGIUNGERE un nome prima o dopo quello originario, invece di sostituirlo. Ad esempio, se ti chiami Gennaro Esposito puoi presentarti come Mimmo Gennaro Esposito, o Gennaro Maria Esposito. In questo modo la gente che ti cercherà con Google troverà subito te (a meno che anche quella combinazione di nomi non sia già diffusa! Controlla prima..)
    Per scegliere il nome in più ti consiglio di motivarlo: tipicamente, puoi farlo in onore di un personaggio della storia o di una persona che è appartenuta alla tua famiglia che hai stimato molto.
    – Variare LEGGERMENTE il tuo nome con un vezzeggiativo o un diminuitivo: da Paolo Rossi puoi chiamarti Paolello Rossi. Magari puoi ispirarti ai soprannomi che ti davano da bambino (se rispettosi della tua persona :-))
    – Aggiungere un pezzo di COGNOME. Ad esempio, Mario Gattini Rossi, giustificandolo col fatto che ti piacciono i gattini rossi, e magari il tuo logo è proprio una coppia di gattini…
    Poi, quando parli con una persona, puoi semplicemente dire che per prevità può riferirsi a te semplicemente con “[nome e cognome originari solamente]”.