Quando (e come) tradurre il proprio blog in un’altra lingua?

Metodi e “tempistiche” per pubblicare contenuti in lingua straniera

iStock.com/Floortje

Fab (ancora senza link) chiede:

“Mi sono informato sulla possibilità di tradurre il mio blog e ho trovato i metodi (WordPress ha un plugin per ciò). Ti chiedo: ma questi metodi cosa traducono nella lingua/e che si scelgono? Tutto il blog o il post singolo o cosa?”

Ammettiamolo, credo che capiti più o meno a tutti di pensare: “Quanti lettori otterrei se scrivessi in un’altra lingua?”

Spesso abbagliati dalle possibilità di raggiungere un parco utenti enormemente più ampio, ci si dimentica di una cosa: non sempre tradurre un blog (su un solo dominio) è cosa semplice, rapida o svincolata da problemi futuri.

Da evitare a mio personalissimo parere tool di traduzione automatica, che spesso lasciano a desiderare nel risultato finale. Da prendere con le pinze, invece, tutti quei plugin che permettono di “appendere” campi personalizzati e box aggiuntivi per pubblicare articoli in più lingue.

Prima di sostenere una pubblicazione di massa andrebbero valutati tutti i risvolti a livello di database e di pulizia del prodotto generato, onde evitare in futuro (ritornando sui propri passi) di scontrarsi con noiose problematiche tecniche.

Soluzioni come qTranslate e WPML sono forse quelle da tenere sott’occhio, in grado di considerare gli URL di destinazione secondo diverse varianti (?lang=en, /en/titolo-post/ o il sempreverde en.example.com).

Se stai pensando come l’argomento sia complesso e pieno di possibili scelte (nessuna, in verità, totalmente vincente su altre), in effetti …hai ragione. 😀

Nove volte su dieci, per tutta la flessibilità delle tecniche di promozione, partnership e gestione, è molto più semplice dedicare un dominio .it ai soli contenuti italiani e lanciare un corrispettivo .net/.com per aprirsi alle lingue straniere. Si dormono sonni tranquilli, non si mettono tutte le uova nel paniere e si rimane più efficaci a livello di caratterizzazione del singolo progetto.

Da cui la domana: qualcuno di voi sta usando un plugin di questo tipo per offrire contenuti in più lingue?
Come consigliereste di comportarsi a FAB?

Francesco Gavello

Francesco Gavello

Consulente, formatore e public speaker in Advertising e Web Analytics. Sviluppo strategie di Inbound Marketing per progetti web di grandi dimensioni. Appassionato da sempre di illusionismo, un’arte che ha molto da spartire con il marketing.

20 commenti

  1. WPML è migliore rispetto a qtranslate, che ho abbandonato tempo fa. il primo infatti permette di tradurre anche le pagine e le parti non tradotte del template stesso, e ti permette di scegliere la soluzione migliore per gli url.
    il vero dubbio secondo me è proprio capire se vale la pena tradurre il proprio sito per aprirlo a nuove visite straniere, ma mi sa che finchè non si prova non lo si può sapere.

  2. non esiste niente di meglio che farsi un sotto dominio armarsi di voglia e tradurre il tutto a mano manina.
    Provai diversi plugin ma al momento (sempre che c’è ne sia bisogno) che ho dovuto disattivarlo non ti dico i problemi riscontrati.
    Se conosci bene la lingua inglese (o l’ ostrogoto antico) ci vogliono due minuti per creare un sotto dominio, il resto del tempo che perdi a tradurre i post è lo stesso che perdi con i plugin, in cambio avrai molta più indicizzazione e con le giuste righe di codice sul file config.php puoi fare in modo che un utente che naviga dal regno Unito possa trovare e leggere il blog in lingua inglese senza trovarlo in Italiano e successivamente accorgersi che c’è la traduzione 😉

  3. Ho provato non molto tempo fa WPML. I principali problemi che ho riscontrato erano in compatibilità tra plugin. Sono pochi quelli compatibili con wpml. Inoltre il plugin in questione generà un sostanziale calo di performance del blog.
    Anche secondo me la soluzione ideale è creare un altro blog separato, e gestire cosi 2 blog. Uno in Inglese e uno in Italiano.

  4. L’unico e ripeto l’unico modo per bloggare in inglese è …. imparare l’inglese (o pagare qualcuno che lo sappia) tutto il resto è fuffa.

    Leggeresti mai una notizia che inizia in questo modo?
    “Ho sentito da Mike Arrington di questa mattina. Buono per ascoltare la voce familiare ora avvolta
    nell’aura dei ricchi e dei pensionati…”

    Io no.

    Eppure questo sarebbe l’inizio dell’ultimo articolo pubblicato da un’ipotetico TechCrunch in Italiano utilizzando un plug-in.

  5. Io ho usato qtranslate tempo fa , e mi sono trovata malissimo. Non so per quale motivo, mi ha inserito dei simboli strani in tutti i titoli dei post, e una volta disinstallato mi ha lasciato un sacco di errori che ho dovuto pulire a mano.
    Interessante il consiglio di un secondo blog…ma in questo modo il lavoro non si duplica?
    Si accettano consigli 🙂

    1. il lavoro si duplica è vero, ma in fin dei conti stai scrivendo il tuo sito/blog in un altra lingua :), per quanto riguarda wordpress la soluzione ottimale è:
      1 installare e gestire più siti con wordpress-mu(crei il tuo network e gestisci tutto da un unico pannello amministrativo)
      2 Fai più installazioni quindi senza fare login su ogni installazione andrai semplicemente a scrivere gli articoli o le informazioni in ogni lingua scelta.
      3 Ricordarsi di mettere i prefissi giusti ovvero per la lingua inglese la cartella/sotto dominio sarà en, esp per spagnolo ecc, nel caso metti eng per l’inglese sarà penalizzante.
      Al momento dell’installazione di wordpress nel caso dell’inglese quando il wizard ti richiede il nome della tabella che di defoult è wp_, metterai it_ per l’italiano en_per l’inglese e così via.

  6. Personalmente sto avviando adesso dopo circa un anno e mezzo la versione in inglese di un mio blog.

    Ho creato una sottocartella /en ed ho installato nuovamente wordpress con lo stesso tema della versione italiana. Ho quindi collegato un nuovo database e fatto una selezione dei migliori post da tradurre. Poi ho creato le bozze (le immagini non c’è bisogno di duplicarle, basta dare la stessa path della cartella del tema italiano) e la mia personale trduttrice (la mia ragazza 😀 ) traduce direttamente le bozze, poi io metto i tag e pubblico.

    Sulla versione italiana ho messo da tempo il tool di google per la traduzione che funziona discretamente, non appena la versione inglese sarà allineata lo toglierò.

  7. Alcune considerazioni:
    1. A livello SEO è sicuramente meglio un dominio a parte con l’estensione abbinata alla lingua (.it per contenuto in italiano, .com per contenuto in inglese, .es per contenuto in spagnolo, .pt per contenuto in portoghese…).
    2. Utilizzare un sottodominio o utilizzare WPML è la stessa cosa a livello SEO nel caso in cui si sappia quello che si sta facendo. Non abbiamo le due cose differenziate, quindi una volta che vogliamo tornare indietro non è facile ripulire il database.
    3. Soluzione ottimale per gestione e indicizzazione?
    Well, non è la più semplice naturalmente.
    – Compri le due (o più) versioni del dominio che ti interessa da utilizzare uno per lingua, chessò fab.com e fab.it;
    – Installi un WordPress su fab.com (non parlo più di MU perché oramai il WP standard è già Multisite) e abiliti il Network per sottocartelle (così non hai problemi di creazione Wildcard DNS e altro, ti basta attivare l’opzione.) e lo utilizzi per la versione inglese (consigliata se vuoi aggiungere una lingua per indicizzarti di più).
    – Crei un nuovo sito per il tuo network, chessò “it” che sarà raggiungibile su fab.com/it
    – Installi il plugin WordPress MU Domain Mapping su fab.com che ti permette di mappare (indirizzare) il tuo sito del network appena creato verso un dominio esterno.
    – Mappi il sito fab.com/it su fab.it.

    Perché questa scelta?
    Perché così hai un solo WordPress per la gestione e due domini per l’indicizzazione.

    Ah, non ti ho detto la cosa più importante… non ci ho ancora provato purtroppo ma è una cosa di giorni, credo. In caso aspetta se puoi. 😛

    Wow, era meglio un guest post forse… lol

  8. Buongiorno,

    ho l’esigenza di creare con wordpress (hosting bluehost) 3 siti con tre domini diversi e 3 lingue diverse pero’ con lo stesso tema e topic e voglio collegarli tra di loro tramite delle bandierine. in pratica voglio che sia tutto uguale tranne la lingua. il sito in italiano ha gia’ dei contenuti. saprebbe dirmi come fare? Grazie mille

  9. Sto usando WPML per diversi siti multilingua e posso dirvi che è veramente uno strumento incredibile. Certo, la configurazione non è immediata. E’ necessaria una bella lettura alla documentazione. Comunque posso esprimere un buon giudizio.

  10. Ciao Francesco, mi trovi completamente d’accordo con il contenuto del tuo post: per me, WPML è la migliore opzione per avere un sito web o un blog multilingue. Ciononostante, non è solo importante la parte tecnica, ma anche che la traduzione del tuo blog sia perfettamente adattata al Paese o alla lingua a cui vogliamo rivolgerci. Se stai pensando di far tradurre, localizzare il tuo blog all’estero e dargli maggiore visibilità, una delle agenzie più specializzate nella traduzione SEO è http://www.bigtranslation.com/it/: ho lavorato con loro varie volte e mi hanno sempre fornito tutto ciò di cui avevo bisogno.

  11. Io ho preferito farmi tradurre i contenuti del mio sito da un professionista e sono intenzionato ad eseguire una doppia installazione dell’intero sito per la lingua inglese.
    Mi serve fare così, sia per mantenere ordine e distinguere i db, sia perché nel sito compaiono immagini che contengono del testo.

    Problema, visto che vorrei mantenere sempre lo stesso dominio (.cloud) mi è stato detto che devo inserire uno script da qualche parte che rileva la provenienza dell’utente e lo indirizza alla lingua a lui più indicata.

    Domanda: qualcuno è in grado di passarmi la stringa di codice ed indicarmi dove inserirla?
    Il sito in oggetto è il seguente http://www.submarinesky.cloud

    Grazie.