Blog Multilingua e Permalink: Quale Soluzione Adottare?

Un permalink per ogni lingua

scritto da Francesco Gavello [+] il 10 marzo 2012 | 25 Commenti in: Featured | Welcome Weekend

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Ottantesimo appuntamento, tondo tondo, quello del Welcome Weekend di oggi.
E oggi parliamo, ancora una volta, di blog multilingua.

Alessandro Fontana chiede:

Sfrutto l’occasione della serie Welcome Weekend per una domanda, sperando di poter trovare una risposta.

Ho la necessità di gestire un sito WordPress-based multilingua, dopo diverse ricerche su internet ho trovato la soluzione più comoda per farlo: il plug-in qTraslate. La gestione delle varie lingue è ottima e molto comoda, il problema si pone dal lato SEO.

Quando creo un nuovo articolo il permalink rimane solo in italiano (lingua che ho impostato come principale), questo crea dei “problemi” per quanto riguarda l’indicizzazione su Google, se un utente inglese cerca contenuti nella sua lingua magari non visualizzerà il post del mio sito tra i primi risultati. Avresti qualche consiglio per risolvere il problema? L’unica soluzione è fare diverse installazioni di WordPress sullo stesso spazio web?

Grazie già da ora ;)

La soluzione è molto più a portata di mano di quanto si crede, e risiede in qTranslateSlug, plugin aggiuntivo che va ad espandere le potenzialità di qTranslate dotandolo di permalink multipli -uno per ogni lingua attiva- da indicare in fase di stesura del contenuto.

Slug multilingua qTranslate

Semplice e rapidissimo. Anche se spesso evito di usare plugin-per-plugin, al momento è una soluzione piuttosto solida, nell’attesa che lo sviluppatore originale importi tale feature nel cuore di qTranslate.

E tu che stai leggendo, conoscevi già questa soluzione?
Oppure hai risolto con un plugin del tutto diverso e più flessibile?

Buona traduzione! :)

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25 Commenti

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  1. luca ha detto:

    complimenti davvero interessante e utile!
    grazie

    Rispondi
  2. Irene ha detto:

    Grazie Francesco per averne parlato, questa soluzione sembra GENIALE, non sapevo dell’esistenza di questo plugin!!

    Ora devo andarmelo a vedere per bene ma il dubbio più grosso che mi viene così di getto è: io fin’ora per ovviare nel modo più semplice (ma che penalizza il lato italiano rispetto a quello inglese) avevo usato una semplice tab su ogni post e switchando da una all’altra si visualizzava la traduzione. Lo trovavo comodo sopratutto perché (per me cosa importantissima) mantiene i commenti delle due sezioni inglese e italiana, uniti sotto alllo stesso post.

    Per caso sai se con questo plugin (o eventuali plugin aggiuntivi) si apossibile fare la stessa cosa, cioè far si che i commenti degli utenti (sia stranieri che itlaiani) vadano sullo stesso spazio insieme (senza che siano dei contenuti duplicati) ??

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Buona domanda, ma credo che sia di difficile soluzione per via di come WordPress stesso è costruito. Anche usando poi sistemi di commento di terze parti come Disqus il problema rimarrebbe: ogni post o pagina del tuo sito che ospiti commenti è fisicamente diversa dalla sua controparte tradotta.

      Rispondi
      • Irene ha detto:

        Uhmmm eppure guardando sul loro stesso blog (dove dicono di usare questo plugin), i commenti delle due sezioni in lingue diverse dello stesso post, sembrano gli stessi… Sarebbe perfetto se fosse possibile!!

  3. Antonio ha detto:

    Mi serviva proprio. Grazie Francesco, #1!

    Rispondi
  4. Io, non avendo bisogno di un vero e proprio blog multilingua, mi “accontento” di un (ottimo) plugin di traduzione automatica tramite Google Tranlsator. Dopo averne provati diversi, ho deciso di adottare Transposh, che mi è sembrato il più completo e che, a differenza degli altri, offre anche un approccio che potremmo definire “social” alle traduzioni, permettendo ai visitatori l’editing delle traduzioni.

    Rispondi
  5. Alessandro Fontana ha detto:

    Francesco,

    Come non ringraziarti? Hai appena risolto un mio grosso problema! Avevo fatto qualche ricerca sul web ma non avevo trovato una soluzione efficace.

    Volo immediatamente ad installarlo!

    Grazie Mille!

    Rispondi
  6. Fabrizio Favre ha detto:

    Esiste una soluzione anche per blogspot?

    Rispondi
  7. bob ha detto:

    Domanda:
    ma solo io ho problemi con qTransalte su wordpress 3.3.1?
    qualcuno di voi ha una soluzione?

    Grazie

    Rispondi
  8. Ecocittà ha detto:

    Veramente molto utile. Non ero a conoscenza di questo plugin aggiuntivo. Che voi sappiate permette di modificare solo i permalink o è in grado di intervenire a livello di struttura dei permalink. Per farvi un esempio avrei bisogno di una struttura di permalink simile dominio/it/titolo-post dominio/en/titolo-post?

    Rispondi
  9. Alex ha detto:

    Peccato che NON FUNZIONI !!!

    Rispondi
  10. Ecocittà ha detto:

    In effetti ho avuto qualche problema ad utilizzarlo. Sapete per caso dove potrei trovare informazioni per risolvere il problema? Grazie

    Rispondi
  11. Lorenzo ha detto:

    Sapeet anche un modo per integrare SEO e qtranslate? Perchè di solito uso qtranslate META ma presenta dei limiti.. non posso SEIZZARE le categorie e l’homepage nelle varie lingue è sempre in italiano!

    Rispondi
  12. Nicola ha detto:

    Ciao Alessandro ottimo post ma ho problemi con qtranslate e permalinks: ho provato sia la modalità query che prepath ma anche con qtranslate slug non riesco a risolvere,..spiego meglio.

    Ho uno slug specifico Project e quando posto un nuovo progetto (es. http://www.miosito.it/project/nuovo-post) in modalità query funziona in italiano (lingua principale) ma quando pigio il pulsante in inglese il sistema non linka la pagina corretta …

    Forse sbaglio nelle impostazioni?? con la modalità pre-path, invece, da qtranslate slug non posso inserire la barra separatrice “/” e quindi sono punto a capo : idee?? grazie,Nicola

    Rispondi
  13. Fausto ha detto:

    Fantastico Francesco, ma ho dei problemi con gli slash, cioè me li taglia via.
    Se scrivo /en/my-page , il risultato è enmy-page nell’URL
    Ho seguito questo bugfix (http://bit.ly/14VmHVy), ma non funzia nemmeno quello.
    Riesci ad aiutarmi?
    Grazie, F.

    Rispondi
  14. doriz ha detto:

    francè… non funziona un gazzo

    Rispondi
  15. Francesco Gavello ha detto:

    Ciao Doriz,
    probabile, dato che l’articolo è del 2012 e nel frattempo si è evoluto sia WordPress che qTranslate. :)

    Che problema riscontri?

    Rispondi
  16. stefano ha detto:

    Purtroppo il plugin citato non è aggiornato e restituisce errore con le nuove versioni di wp. Peccato, l’unica alternativa sembra essere wpml

    Rispondi
  17. Giulio Bartolini ha detto:

    Gentile Francesco,
    ho appena finito di tradurre (tranne che in tedesco) il sito multilingua del plissettificio dove lavoro.

    Secondo te per l’indicizzazione di un sito multilingua, dove l’italiano è la lingua principale e dove ho già fatto lo YOAST SEO di tutte le pagine in tutte le lingue, è consigliabile avere un sito con dominio .it per l’italiano, .com per l’inglese (e quindi per Google Globale), .com/fr per il francese, .com/de per il tedesco, .com/es per lo spagnolo, .com/pt per il portoghese, .com/es per lo spagnolo? Oppure è meglio avere un dominio diverso per ogni lingua .it per l’italiano, .fr per il francese, .de per il tedesco etc. etc. Tutto questo per far sì che il sito entri nei primi 10 risultati di ricerca per determinate sequenze di parole che ho ricavato controllando su Google AdWords tipo “pleating company”, “pleating services” su Google UK, “entreprise plissage” “plissage tissu” su Google France, “tecido plissado” “cuero dobrado” su Google Portugal e così via.

    Ti ringrazio in anticipo per la tua cortese risposta.

    Saluti.

    Giulio Bartolini.

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Ciao Giulio,
      piacere di conoscerti.

      L’architettura del sito, nelle due diverse varianti che descrivi, credo possa fare una differenza minima rispetto a tutte le attività off-site necessarie, sulla base dell’effettiva competizione presente in ciascuna nazione.

      A presto,
      Francesco

      Rispondi
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