Professionisti, Blogger e Piccoli Editori. Ma il Mio Lavoro, qual è?

Devilio ci racconta la sua esperienza

pubblicato da Francesco Gavello [+] il 23 dicembre 2009 | 11 Commenti in: Social Media

libero-professionista

Un guest post di Marco aka “Devilio” dedicato alle prime perplessità di chi decide di “lavorare con il web” da libero professionista. La transizione da figura alla “faccio tutto io” ad qualcosa di più preciso e comprensibile per i clienti. Se vuoi scrivere un guest post su queste pagine dai un’occhiata alle linee guida.

Ma ci pensi! Siamo la generazione che sta vivendo il nuovo millennio!

Che fissa, a volte ricordo con nostalgia i miei anni passati, le sigle dei cartoni animati o quelle dei telefilm anni 80 tipo… vi ricordate la mitica Super Viky? O il fantastico mondo di Poul e Nina?

Che meraviglia! Il ricordo di questi splendidi anni, passati a cercare di prendere le figurine con la manina appiccicosa o a completare la raccolta delle gomme del mulino bianco, non fa altro che confermare la mia inconfondibile e indiscutibile sindrome di Peter Pan.

L’eterno bambino proiettato nel mondo dei conti, fra tasse e telegiornali, stress e famiglia.
In realtà, chi avrebbe mai potuto dirmi cosa avrei fatto da grande?

Tu avresti mai pensato di fare il tuo lavoro attuale? Voglio dire…certe professioni neanche esistevano nei nostri sogni più assurdi! Al massimo qualcuno (oltre a voler fare l’astronauta o l’avvocato) poteva ipotizzare di fare il programmatore in onore del fantastico film “War Games”, dove il mitico David combinò l’impossibile attraverso il suo pc.

E a proposito, ancora non ti ho detto cosa faccio nella vita per campare…

Ma prima di dirtelo, vorrei che tu esaminassi il tuo lavoro cercando di capire se rientra nelle mansioni che dici davvero di svolgere.

Per esempio: dici di lavorare nel ramo del marketing! Ma è realmente ciò che ti da da vivere? O campi vendendo infoprodotti e agli altri comunichi che sei “uno che fa marketing”?

Io fino ad un anno fa lavoravo per un mega gestore telefonico come consulente help desk h24 e là sì che era facile dire che lavoro facessi! :D
Ma… adesso che hanno licenziato tutti ? Già, ho perso il lavoro -dicono per colpa della crisi economica, ma per me hanno solo spostato il denaro da una parte all’altra- e comunque io continuo la mia vera professione, che svolgo in proprio, da casa… con tanto di pigiama e tazzone di latte alle 11 del mattino.

Humm… sono ci sto ancora girando troppo intorno?
Almeno con te che sei del settore potrò parlare apertamente utilizzando i vocaboli che più mi piacciono.

Ti dico in 7 punti ciò che non sono

…sperando tu possa aiutarmi a capire cosa faccio!

  1. Curo un network di circa 50 siti tematici, dove solo alcuni di questi sono dei blog. Statistiche, velocità, domini etcc.. sono all’ordine del giorno eppure, non sono né un web master né un blogger.
  2. Ogni giorno mi trovo immerso all’interno di astrusi codici scritti in linguaggi che capisco a fatica. Infatti non sono un programmatore
  3. Sono in contatto con diverse agenzie che distribuiscono video virali e oltre a questo collaboro con agenzie pubblicitarie o vendo pubblicità in forma diretta. Eppure non sono un web marketing manager.
  4. Cerco di posizionare siti web e landing per apposite keyword sui motori di ricerca (per la verità, solo su Google). Cerco di curare tutti gli aspetti per ottimizzarli creando dei canali alternativi che possano portare traffico e posizionamento. Eppure non sono un SEO
  5. Mi piace il marketing, leggo tutto ciò che posso riguardo al marketing e ne studio i comportamenti influenzando le mie ricerche sul web. Ricerche che diventano sempre più filtrate e maniacali, grazie anche all’aiuto di professionisti delle nicchie di settore come Francesco. :) Eppure non sono neanche un “web surfer”.
  6. Per non parlare della grafica che realizzo per ogni mio progetto web. Anche in questo caso non potrei mai definirmi un grafico.
  7. Scrivo continuamente articoli per i miei blog cercando contenuti originali e nuove idee, eppure non sono né un editore né un copy.

Insomma al momento l’unica certezza che ho è quella di essere un libero professionista! (anche se non ho ben capito le ultime parole del mio commercialista rispetto alle nuove posizioni del 2010). Ma non è che ci si accontenti così facilmente di una risposta del genere!

“Libero professionista”…

La gente è curiosa oggi perché ha spesso bisogno di capire a quale gradino della società incastrare la tua immagine.

Se sei un avvocato, sei un ottimo partito! :P Invece se sei uno spazzino sei uno che tira a campare… Ma allora, diciamo le cose come stanno realmente: non è il cash che conta, ma solo cosa fai!?

Ovviamente io non sono di questo parere.

Quando lavoravo per il super gestore telefonico dei miei stivali, accanto a me c’erano avvocati, architetti, professoresse di lingue etc… che facevano tutt’altro che la loro vera professione. Quindi cosa pensare di un cattivo avvocato che guadagna 500 euro al mese o un efficientissimo spazzino che ne guadagna 2000?

Io opterei per fare lo spazzino, non credi?
Invece in questa società fuori da ogni rigore di logica, spesso conta solo “quello che fai…”

Ad ogni modo, torniamo a noi :)

In realtà in passato un presentimento sul lavoro da “faccio tutto io!” l’avevo già avuta quando iniziai a fare siti web. Appena dicevo a qualcuno che realizzavo siti mi chiedevano subito se avrei potuto aggiustargli la stampante o se potevo dare lezioni di Office ai loro figli. Eppure facevo tutt’altra cosa, no?

La cosa bella era spiegargli che sviluppare siti web era un ramo dell’informatica differente dal supporto tecnico hardware o dal ramo prettamente didattico. Invece ero ben più realizzato quando mi presentavo agli imprenditori per la realizzazione del loro sito aziendale e scoprivo che il loro nipotino di 5 anni lo realizzava con front page o con word!

Ecco che la tua professionalità crolla del tutto e va a quel paese… meglio darsi da fare e creare un qualcosa che possa portare cash alle tasche di Marco senza troppi fronzoli e aneddoti.

Fu così che imparai da solo a fare un mestiere (che oggi non so ancora definire!) :D

So che non è solo il mio caso, ho colleghi sparsi per l’Italia che fanno quello che faccio io e con i quali mi confronto giornalmente fra Skype ed e-mail, però nella maggior parte dei casi mi confronto con gente che ha avuto la possibilità di aprirsi una posizione alla camera di commercio.

Ma (ancora per allargare il discorso) quando non sei tu il protagonista del lavoro che svolgi?

Diciamo che sei un dipendente di una grossa web agency che mantiene siti per diversi grossi clienti…..
Quando è giusto dire al capo: “No, questo non rientra nelle mie mansioni!”?
Mansioni spesso accorpate, per ridurre tempi e costi, in un unico soggetto.

  • Web master
  • Grafico
  • Seo o Sem
  • Consulente informatico
  • Programmatore
  • Responsabile CMS
  • Blogger o editore

La serie di ragionamenti sparsi che ho fatto in questo articolo è stato ciò che mi ha spinto a non lavorare più per i privati, ma a dedicarmi piuttosto alle aziende di settore che svolgono un proprio lavoro ben definito. Per esempio nel caso dei video virali, ho deciso di lavorare con delle agenzie che fanno quello e basta!

  • Il loro compito è quello di piazzare video su siti di nicchia per raggiungere un certo numero di visualizzazioni che li rendano virali a tutti gli effetti.
  • Il mio compito è quello di gestire siti web/blog settoriali con un certo tipo di target e traffico il loro compito è quello di darmi i video e le campagne pubblicitarie
  • Il “compito” del cliente che chiede la distribuzione è quello di pagare le visualizzazioni.

È fantastico! Ogni persona ha un suo ruolo all’interno di una catena che pare funzionare benissimo.

Quasi quasi mi converrebbe cercare io stesso i clienti! :D

Sono un caso fuori dal comune?

È davvero una situazione così strana, la mia?
Conosci una figura professionale che comprenda tutto ciò che faccio quotidianamente?

Questo articolo è stato scritto da: Marco Devilio

Professionisti, Blogger e Piccoli Editori. Ma il Mio Lavoro, qual è?

Marco è blogger e web master. Scrive su MaSeiFuori.com, un blog dedicato ai contenuti più divertenti in rete e cura numerosi siti web per i propri clienti. Ma come avrai potuto capire dal suo guest post, ha imparato ad occuparsi anche di molto, molto altro. Si sta interessando sempre di più alla SEO e al comportamento dei motori di ricerca.

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11 Commenti

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  1. Alberto Trussardi ha detto:

    Bene Marco! Divertente l’articolo!

    Non posso dare una definizione precisa, l’unica cosa che posso fare e darti il benvenuto sulla barca! :D

    Siamo nella stessa situazione. (Anche Francesco ci fa compagnia quindi non siamo soli!)

    Io non dico mai cosa faccio perchè fondamentalmente non riesco a definirmi, rientro in quel girone di dannati che si fanno chiamare “Web Designer”.

    Però ho notato che quando lo dico la gente mi guarda e mi dice: “Cioè?”.
    Allora comincio a spiegare in modo semplice e chiaro e quasi sempre arrivo in fondo al discorso e mi sento dire: “Ah ok fai siti internet! Se ti do 50 euro me ne fai uno anche a me?”.

    Quindi nel dubbio quando mi chiedono cosa faccio dico sempre che sono uno studente universitario! ;)

    Rispondi
    • Rosario ha detto:

      Salve a tutti,
      complimenti per l’articolo, è stato davvero interessante la lettura dello stesso.

      Alberto scrive :
      Però ho notato che quando lo dico la gente mi guarda e mi dice: “Cioè?”.
      Allora comincio a spiegare in modo semplice e chiaro e quasi sempre arrivo in fondo al discorso e mi sento dire: “Ah ok fai siti internet! Se ti do 50 euro me ne fai uno anche a me?”.

      Molto ironica e divertente questa frase ;-) )) è nello stesso tempo molto reale. Mi è successo molte volte anche a me ;)

      Grazie a tutti e Best Regards.

      Rosario Sancetta

      Rispondi
  2. davide berardino ha detto:

    direi che una buona definizione è “faccio il consulente per il web”, che poi di volta in volta può voler dire tutte le cose che fai.

    Consulenza è una parola che in se non vuol dire nulla, ma ha dalla sua un’aurea misteriosa che anche ai profani desta un minimo di rispetto e riverenza.

    Consulenza è una parola che potrebbe anche bastare a molti, o che comunque creerà quei 7,03 secondi prima di un’eventuale ulteriore domanda tipo “eh?”. Ma anche in questo caso l’interlocutore si sentirà un pochino stupido per non capire una parola tutto sommato di uso comune.

    Se però il problema è che sei tu che hai bisogno di un’etichetta per avere conferma che quello che fai tutto sommato vale la pena di continuare a farlo, beh, la questione è diversa :)

    Rispondi
  3. Sir Vester ha detto:

    Quando dici che lavori nel settore informatico, ti chiedono di aiutarli con Windows, di sistemare la stampante, di dargli una mano con Word o di fare un sito web (che il figlio dell’amico farà sicuramente meglio).
    Però vorrei tanto chiedere a queste persone: ma tu, ti faresti operare al cuore da un ginecologo? Ti faresti cambiare le gomme dall’elettrauto? Ti faresti dipingere casa da Cascella?
    Comunque c’è da dire che se ti metti in proprio e sei da solo, all’inizio devi per forza saper far tutto. E se non sai fare una cosa? Impari.

    Rispondi
  4. Davide ha detto:

    Assolutamente vero Marco,
    anche io sono come te e “per noi” non c’è una definizione… :(

    Siamo piccoli imprenditori del web, piccoli consulenti e piccoli tecnici/grafici, siamo un pò tutto ma alla fine ci divertiamo, non è questo l’importante alla fine? :)

    Davide

    Rispondi
  5. Devilio ha detto:

    Davide B. , dire che facciamo consulenza non sarebbe del tutto sbagliato, solo che spesso io la faccio a me stesso hehehe
    insomma me la canto e me la suono :-)

    Forse meglio Aberto che si è trovato un alibi perfetto :-)

    Mi piace il punto di vista di sir vester e di Davidedattoli :-)

    Cmq, appena guadagnerò 10mila euro per mese dirò direttamente il totale della dichiarazione dei redditi così invece di non capire drizzeranno le orecchie ! !

    Grazie Francesco per avermi dato la possibilità di condividere il mio pensiero sul tuo blog

    Ciao

    Rispondi
  6. Massimiliano ha detto:

    certo non l’insegnante di italiano … leva l’apostrofo a “qual’è” –> “qual è”. Minuzie che fanno la differenza.
    Il resto è molto ironico ed interessante, mediterò.
    Grazie per il contributo e buone feste

    Rispondi
  7. Ivan ha detto:

    Viviamo in un epoca di grandi trasformazione e capire cosa siamo rapportati a dove siamo, sembra un assurdo, ma è difficile. Qualcuno di voi mi sa dire chi sarà tra 5/10 anni ?

    Io no.

    Auguri a tutti gli amici di francescogavello.it!

    Rispondi
  8. Ottimo articolo!

    Personalmente dopo aver mandato a quel paese in pratica mezza città che mi diceva “ah allora fai i siti?” o addirittura “ma che percaso c’hai i siti porno?” ho deciso di definirmi “editore online”.

    Tanto chi vuole capire realmente cosa facciamo va su Google e scrive il nostro nome, legge qualche nostro articolo e capisce che siamo dei professionisti del web a tutto tondo.

    Ciao e buon natale a tutti!

    Rispondi
  9. Social comments and analytics for this post…

    This post was mentioned on Friendfeed by Giacomo D’Angelo: In questo articolo viene presentata l’esperienza personale di un professionista che lavora con il Web: come classificare e gestire queste nuove professioni?…

    Rispondi

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