Primi passi da freelance nel web marketing: la storia di Antonio Abate

Un guest post di Antonio Abate

pubblicato da Francesco Gavello [+] il 16 novembre 2016 | 3 Commenti in: Ispirazioni

Il percorso di un freelance

Si parla spesso di come sia difficile iniziare, oggi, a fare marketing in rete e dell’essere freelance quando tutte le strade sembrano già percorse. Quando tutti sembrano aver già fatto tutto. Forse non è sempre così. Quello che segue è un guest post del giovanissimo Antonio Abate di Energimpresa.it. Quasi tremila parole che scorrono veloci e che raccontano la sua storia. Buona lettura!

Mi sono affacciato al mondo del web marketing all’età di 18 anni. Ora ne ho 20.

Non è stato un fulmine a ciel sereno, come spesso si vede. Questa passione non è sbucata fuori dal nulla, e ti dirò anche perché ho deciso di continuare su questa strada.

Era luglio 2014 e trovai un interessante annuncio di lavoro su internet. Ne trovai uno invitante, accennava a delle “rendite con poco impegno”.

Boom!

Contatto questa agenzia immediatamente e chiedo informazioni. Mi dicono di farmi trovare a Salerno per “4-5 giorni di formazione”.
Così, prendo la mia auto e mi presento ogni mattina alle 9.00 presso l’hotel dove svolgevano il corso.
Seguo il corso (della durata di 5 giorni) e son pronto a lavorare: venditore di luce, gas e telefonia.

La compagnia “giovane e dinamica” era un’agenzia plurimandataria, che faceva uso del network marketing per promuovere i propri servizi. Purtroppo però, quel che mi avevano insegnato era tutto legato alla motivazione personale anziché la vendita.

E come volevasi dimostrare, i miei risultati erano molto deludenti. Chiudevo 2 contratti a settimana.

Per migliorare le mie skill comprai un libro di Frank Bettger intitolato “Il Venditore Meraviglioso” ma anche applicando i concetti di quel libro la mia situazione non migliorò.
A questo punto decido di lasciar perdere… almeno in parte.

So che in un modo o nell’altro mi piaceva fare il venditore, ma ero troppo insoddisfatto dei miei risultati. E così tra una ricerca su Google ed un’altra, inizio a seguire un certo Frank Merenda.

Leggendo il suo blog tutto aveva un senso, ed inizio ad apprendere i primi concetti rudimentali di marketing. Spesso Frank accennava ad un certo “Direct Response Marketing”, e questa cosa mi incuriosì.
Era diventato il mio blog preferito, e posso ammettere che Frank seppur non conoscendolo, mi ha indirizzato verso la retta via.

Il marketing era un argomento che mi piaceva, e ben presto capii che se volevo essere qualcuno, fare dei buoni soldi e fare un lavoro piacevole dovevo iniziare ad imparare il marketing.
Infatti, tutt’ora sono convinto che per fare dei soldi bisogna capire come funziona l’economia e come acquistano le persone.

Perciò è inutile farsi tante pippe mentali sul posto fisso, sulla laurea, il dipendente ecc. Con tutto il rispetto di chi svolge questi altri tipi di lavori/ruoli, credo che la realizzazione personale conti più di ogni altra cosa.

A te non piacerebbe guadagnare con ciò che ti piace fare di più?

Ecco. Man mano che leggevo vari blog sul marketing, iniziavano a venirmi in mente pensieri come questi e sentivo che prima o poi avrei fatto anche io la mia parte.
Oltre al blog di Frank iniziai a leggere i termini comuni sul marketing da Wikipedia, per poi interessarmi di affiliate marketing seguendo il blog di Dario Vignali.

Il mondo delle affiliazioni sembrava interessante in un primo momento, ma poi mi son chiesto se davvero valeva la pena promuovere prodotti altrui solo per guadagnare, o consigliare prodotti di scarso valore a dei miei lettori solo per la percentuale.

Fu così che scartai l’affiliate marketing, anche se ho continuato a seguire Dario per un altro po’.
Altri blogger famosi che ho seguito (e che tutt’ora seguo) sono stati Riccardo Scandellari, Davide Pozzi e Davide Ciracì.

Ho seguito per un breve periodo anche Francesco, su questo blog :)

Intanto, mentre io mi formavo sul web marketing, iniziai a seguire un corso per arbitri ed entrai nell’AIA.
L’estate fu messa apposto, almeno nel mese di luglio-agosto. Ero riuscito ad ottenere un po’ di moneta, anche se verso metà agosto rimasi di nuovo senza un euro in tasca (non ci sono campionati ad agosto).

Nel mese di luglio arbitrai 4 partite, e ne arbitrai ancora nei mesi autunnali-invernali.

Parallelamente, iniziai a seguire anche blog del calibro di Hubspot, Quicksprout, KISSmetrics, Moz e SocialTriggers.

Anche ora li seguo, e il mio preferito è “I Will Teach You To Be Rich” di Ramit Sethi.

Leggevo e leggevo, ma volevo mettere in pratica. E così, dopo 8 mesi da quel corso(?) di network marketing, aprii il mio primo sito.

Acquistai un dominio, Energimpresa.it.

Non guardare oggi cos’è EnergImpresa perchè inizialmente lo aprii per un altro scopo. Più di un anno fa, EnergImpresa era un blog dedicato all’energia e al risparmio energetico.
Lo scopo finale di quel blog era di vendere i contratti, dato che ero ancora un agente di vendita di quell’agenzia.

Avevo aperto un sito perchè non mi andava più di bussare di casa in casa. Scelsi il nome EnergImpresa dalla fusione di 2 parole: Energia e Impresa.

Ben presto però mi accorsi che la mia era un’idea buona in principio, ma che faceva acqua su alcuni punti.

Innanzitutto, non avevo un prodotto mio.

EnergImpresa era ottimo per acquisire nuovi clienti, ma… una volta venduto il contratto, non avrei più guadagnato da ogni singolo cliente.
Dovevo solo sperare su una casa al mare, sulla seconda azienda, o proporre un contratto telefonico.

Come secondo problema, non avevo un prodotto tutto mio.
Se qualche mio cliente avesse avuto un problema, come avrei potuto aiutarlo se non inviare una lettera alla mia agenzia?

Se i gestori (come spesso accade) innalzavano improvvisamente il prezzo dell’energia, cosa ne sarebbe stato dei miei preventivi?
E i preventivi? Potevano essere affidabili? No.

Queste domande mi fecero dubitare di parecchio, rinforzate anche dal fatto che questo mercato è stato devastato per anni da migliaia di venditori senza scrupoli, che hanno fatto uso di menzogne e false dicerie.

L’opinione pubblica ne era fortemente influenzata.

“PincoPallino Srl Luce e Gas? È una truffa!”
“Nonononono, non sono interessato, meglio Enel.”
“Mi dispiace ma ho avuto una brutta esperienza e ho deciso di non cambiare più.”
“L’ultima volta che ho cambiato gestore la mia bolletta è aumentata di 30€ al mese.”

Fu proprio lì che mi accorsi che magari l’idea era pur buona, ma il mercato no.
Era un mercato fin troppo “guasto” e avrei dovuto lavorarci anni e anni per avere successo. Cambiare l’opinione altrui non è affatto facile.

Abbandonai il progetto, e abbandonai EnergImpresa.

Però, energimpresa.it era attivo, lo avevo comprato da 2 mesi e mi dispiaceva molto chiuderlo.
Così, sostituii solo il tema principale. Non più energia & gas, ma web marketing.

Leggendo vari articoli sul posizionamento, branding, ecc… capii che se volevo sfondare, dovevo concentrarmi su una nicchia di mercato ed insediarmi.

Per questo motivo nacque EnergImpresa, blog sul web marketing per le PMI.

Inizialmente ero molto indeciso sul dominio. Volevo cambiarlo in “marketingaziendale.it” oppure “aziendeinmarketing.com”.

Ma EnergImpresa mi piaceva molto, suonava bene, e decisi di tenerlo.
Avevo dubbi anche sul lato SEO: non so se Google avesse dato più peso al dominio se lo avessi cambiato, probabilmente in un EMD.

Una ricerca veloce tolse tutti i miei dubbi: Google non fa caso agli EMD, e non si posizionano meglio.
Lo lessi in un articolo (non ricordo quale blog).

Purtroppo devo ammettere che in alcuni casi gli EMD contano, e questo l’ho potuto testare sulla pelle di un mio cliente che ne aveva uno in possesso.

Comunque sia, non mi interessava. Decisi di mantenere quel dominio, e di costruirci un blog sopra.

Realizzai EnergImpresa usando Drupal 7 e non WordPress: sono un Drupal Lover.

Tutto filò liscio, impiegai 3 settimane per creare il tutto, moduli compreso. Ottimizzai ogni cosa sotto l’aspetto SEO, e caricai via FTP sull’host.

Scrissi anche un articolo, che purtroppo quasi nessuno vide.
Ben presto mi accorsi che il mio blog non era seguito da nessuno. Nessuno sapeva di me, di EnergImpresa, di quel che facevo o scrivevo.
Per questo motivo inizio a Googlare e divorare articoli di NeilPatel.com e Moz.com, alla ricerca di qualche buon suggerimento per attirare del traffico.

Quel che feci fu pubblicare pochi articoli su delle Long-Tail Keywords davvero specifiche e poco trafficate. Avevo intenzione di costruirmi prima una fan base, e poi aumentare la frequenza dei miei articoli.
Tutto procede liscio, perchè noto con stupore che i miei articoli si posizionano sempre nella Top 10 di Google, eppure, non ero ancora soddisfatto.

Per questo motivo, decido di investire in Google Adwords e di creare un piccolo infoprodotto per recuperare le spese per gli annunci. Inizio ad investire 5€ al giorno, anche se in cor mio sapevo che non potevo campare solo di traffico a pagamento.

Le vendite del mio prodotto, comunque, spingono forte inizialmente.
5 vendite in soli 2 giorni, non molte ma…pensando al mio investimento (25€ in Adwords) ne ho ottenuti 200€.

Avrei potuto anche re-investirli, ma ho pensato fra me e me che non posso campare solo di traffico a pagamento.
Volevo ottenere anche del traffico gratuito, SEO.

L’unico problema era, appunto, il traffico scadente.
Anche se sapevo bene che avrei potuto ottenere traffico facendo link building, devo ammettere che per me era molto insensato scrivere dei guest post.

Inizialmente ignorai questo aspetto. Mi concentravo perlopiù sulla broken link building, ma sfortuna volle che gli amministratori dei blog non inserivano affatto i miei articoli.
Piuttosto, li modificavano inserendo articoli di altri blog, molto più noti del mio.

Diciamo che con la broken link building ho ottenuto qualche fregatura, ma l’esperienza insegna.

Mi metto l’animo in pace, ed inizio a scrivere guest post. Anche ora lo sto facendo, e se posso rimproverare me stesso, avrei iniziato da subito a scrivere per altri blog.
È un ottimo metodo per ottenere backlinks, e per ottenere un po’ di visitatori simili alla tua audience.

I miei articoli in long-tail sono schizzati ancor di più in alto, ed al momento, posso contare una media di 300 visitatori unici mensili.

Non sono molti, di qualità. Noto che si iscrivono alla mia newsletter volentieri, e che ogni tanto qualcuno mi contatta per saperne di più, o per avviare delle nuove collaborazioni.
Sono estremamente soddisfatto dei risultati, e intendo continuare su questa strada. Parallelamente, sto anche cercando di espandere la mia influenza localmente, e Google è amico.

Ora posso ritenermi soddisfatto. Ora guadagno grazie alle richieste che mi arrivano via email, per lo più da parte di clienti locali.
Spesso mi chiedono di creare delle campagne Adwords, di creare una campagna su Facebook & Instagram, di creare una mini-strategia su scala locale, di ottimizzare/rifare il sito, o di aumentare le vendite del proprio e-commerce.

Bazzecole per gli esperti, ma buon punto di partenza per me. Piccoli lavori, poco impegnativi, e soprattutto retribuiti (chi di più, chi di meno).

Ho intenzione di espandermi ancora, magari dopo l’università :)
Non vorrei finire fuoi corso e di “aggiungere anni” per prendere la laurea.

Ho deciso di continuare su questa strada perché il web marketing è davvero un coltellino svizzero: sottovalutato, ma letale.
Credo che se ognuno di noi imparasse un po’ di marketing, potrebbe anche crearsi un lavoro tutto proprio anzichè cercarlo.

Per concludere, siccome son giovane e che tanti giovani come me si trovano nella mia stessa situazione, voglio dire 3 cose:

1. Provaci lo stesso

Su Facebook esiste una bella pagina, La Startup di Merda.
Fa ridere, maè verità allo stato puro.
Troppo spesso nascono e muoiono startup per mancanza di budget, competenze, e personale.

In Italia esistono giovani brillanti con idee rivoluzionarie, ma il più delle volte sono ostacolati dalla mancanza di fondi.
Non dico che questo è falso, perchè anche io se avessi avuto un budget più corposo avrei raggiunto risultati più velocemente.

In parte, tutto questo è vero, ma a patto che non diventi una scusa per non iniziare.

Se non hai soldi ma un’ottima idea, inizia comunque. Ti troverai in difficoltà all’inizio, ma ciò ti spingerà a trovare sempre delle soluzioni alternative per raggirare il problema.
E imparerai.

2. Non devi essere un “Esperto”

Una cosa che mi stupisce è in quanti ci provano a spaccare nel marketing proponendo corsi e consulenze. Probabilmente sono uno di loro.
Eppure, mi son sempre sentito troppo inadeguato per questo ramo. Mi sto promuovendo, anche se non sono un esperto.
Forse anche tu in questo momenti ti senti così, ma…

La verità è basta saperne un po’ di più delle persone alle quali vuoi vendere i tuoi prodotti.
Sì, c’è chi cerca il prodotto di classe e il prodotto di mediocre qualità, ma credo che ogni startupper deve guadagnare per quel che sa fare, indipendentemente se Junior o Senior.

In fondo, anche il Senior e l’Esperto sono stati tempo fa dei “pivelli”, del tuo livello.

Per questo motivo, anche se non sei un’autorità, un mega imprenditore da 10 aziende o un influencer, tu vali. Questo l’ho potuto testare sulla mia pelle: non sono una cima nel mio settore, ma sono apprezzato dal pubblico che voglio raggiungere.

E vendo.

3. Promuoviti su scala locale

Inizia sul tuo suolo.
Offri i tuoi servizi nella tua zona ed inizia fin da subito a raccogliere feedback positivi. Sì, è vero che ti sentirai in imbarazzo, ma se non provi non potrai mai sapere.

Quando 9 mesi fa aprii EnergImpresa (Web Marketing), non lo dissi a nessuno. Nemmeno ai miei amici.
Temevo di essere giudicato male perchè non godevo di ottima fama e sembravo un c******e. Dalle mie parti è molto raro che qualcuno faccia qualcosa di diverso dalla massa, è raro che qualcuno “spicchi” per delle qualità.

Sai com’è andata a finire? Un giorno dissi tutto ai miei amici e… mi son trovato a parlare da solo del mio progetto.
Tutti a far domande, e a dirmi che avevo fatto la cosa più sensata di questo mondo.

Conoscendoli mi aspettavo una reazione diversa (siamo dei tipi mattacchioni, e godiamo di una certa “fama” – se così si può dire – nel paese), o delle risate fragorose.

Stranamente non è successo, anzi, il più delle volte mi aiutano con il passaparola.
“Visita il blog di questo amico mio, Antonio Abate. Guarda che dice cose interessanti! Vuoi il numero?”.

Li devo ringraziare, e di solito i ringraziamenti si festeggiano con un giro di Campari.

Quel che posso dirti è che le cose fatte in piccolo sono le migliori. Un passo alla volta.
E spero che un giorno, guardando indietro, ti accorgerai di aver percorso kilometri.

4. Non mollare se le cose vanno male

Ritengo estremamente valido un articolo di James Clear che riassume tutto questo.

Spesso ci facciamo scoraggiare, forse con troppa facilità. Ci facciamo mille dubbi su cosa non va e il più delle volte abbandoniamo i nostri progetti.
Ora non ti dirò che abbandonare i progetti è un male, perchè potrebbe essere la scelta migliore.

Non ti dirò nemmeno che dovrai insisterci ancora, perchè questo lo sai anche tu: se le cose non vanno, semplicemente non vanno.

La domanda che viene da porsi è: siamo noi che ci scoraggiamo troppo o davvero il nostro progetto era impossibile?
Nessuna delle due.
Credo fermamente che ogni cosa ha un proprio valore e che nulla è inutile. Questo vale anche per i tuoi desideri: volere è potere.

Piuttosto credo che la maggior parte delle volte le idee brillanti muoiono proprio perchè si opera nel modo più inadeguato possibile.
Sto dicendo che la maggior parte delle volte l’idea è ottima, ma l’applicazione è sbagliata.

E se leggi l’articolo di James Clear ti accorgerai che per far funzionare le cose bisogna semplicemente cambiare approccio. Magari in questo modo non funziona… ma in un altro funzionerà.
Devo comunque ammettere che prima di avere buoni risultati ho dovuto aspettare otto mesi senza vedere un centesimo.

Cosa mi ha spinto a perseverare per otto mesi? Non lo so, forse la passione.
Se non avessi avuto passione non sarei resistito nemmeno un mese. Però il marketing mi piaceva troppo, e quindi… :D

5. Non pensare agli altri

Questa è molto simile al punto n.3, la differenza è che siamo noi i primi nemici di noi stessi.
Se hai un progetto, un’idea, un piano…buttati!

Non aspettare MAI il momento buono, ma inizia sempre e comunque, anche di un solo passo al giorno.

Forse tu che stai leggendo sei come me, ed hai esattamente 20 anni. In un certo senso, posso capire cosa provi perchè io stesso ne sono stato vittima.
Guarda, sai cosa ho pensato?

A 20 anni sei troppo timoroso del giudizio altrui. Temi che gli altri ti osservino.
A 40 anni penserai che non te ne frega più niente dell’opinione altrui.
A 60 anni ti accorgerai, che forse non ti davano peso più di tanto e che a 20 potevi andare tranquillo.
A 80 anni ti accorgerai che sei rimasto da solo in casa, e che davvero nessuno ti ha mai calcolato sul serio.

Inizia, fregatene, e prova. Finchè hai tempo tutto è possibile, ed è meglio non arrivare ad 80 anni pieno di rimorsi.

Come si dice, my 2 cents.

E tu? Hai dei progetti?
Cosa vorresti realizzare? Scrivilo nei commenti!

foto: ©Iakov Kalinin – Shutterstock.com

Questo articolo è stato scritto da: Antonio Abate Chechile

Primi passi da freelance nel web marketing: la storia di Antonio Abate

Mi chiamo Antonio Abate Chechile e vivo a Sala Consilina (SA). Mi occupo di web marketing e aiuto aziende e professionisti a ottenere maggiori risultati dal web. Ma soprattutto, aiuto imprenditori e titolari di piccole attività ad affacciarsi al web marketing, dato che quasi nessuno mostra loro "passo-passo" cosa fare.

Posseggo un blog, dove parlo di web marketing per le PMI.

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3 Commenti

Update 12/02/2012: Il Regolamento Commenti è cambiato! Leggi ciò che serve sapere!

  1. Davide ha detto:

    Complimenti ad Antonio. E’ sempre bello vedere ragazzi così giovani, che hanno le idee chiare su cosa vogliono e che soprattutto passano ai fatti.. Largo ai giovani!

    Rispondi
  2. Dario ha detto:

    Una lettura davvero piacevole e interessante. Un buon incoraggiamento a chi decide di spiccare il volo in un mondo sempre più competitivo.

    Rispondi
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