Perché devi scrivere un ebook, e come farlo

Un guest post di Armando Elle

pubblicato da Francesco Gavello [+] il 22 febbraio 2017 | 3 Commenti in: Featured | Scrivere Contenuti

Come scrivere e pubblicare un ebook di successo

Ciao, mi chiamo Armando Elle e sono uno scrittore, nel senso che guadagno scrivendo manuali.

In questo articolo ti racconterò per prima cosa, e brevemente, di me.

Nello specifico di come, partendo da un manualino scritto nel tempo libero, sia arrivato a vendere decine di migliaia di copie dei mie libri in 4 lingue diverse.

Poi, parleremo invece di te, e in particolare:

  • Di perché, se lavori o vuoi lavorare su internet, DEVI scrivere un ebook
  • Di cos’è e di come funziona KDP, la piattaforma per il self-publishing di Amazon
  • Di come indentificare e raggiungere il tuo pubblico
  • Di come scrivere e pubblicare il tuo libro rapidamente, e in maniera tale che abbia un aspetto professionale.
  • Di perché ho deciso di costruirmi una piattaforma di lancio per i miei libri, e di perché devi farlo anche tu
  • Di quanto si può guadagnare scrivendo ebook

Ma prima facciamo un passo indietro nel tempo.

Come è iniziato tutto

Siamo a Natale 2011, e mi sono messo in testa di dover assolutamente guadagnare con internet.

Ho già un potenziale prodotto: sono appassionato da anni di tecniche di studio e mi basta organizzare quello che so sull’argomento e mettermi al computer a battere sui tasti.

C’è però un problema: guadagnare su internet non è affatto facile. Devo imparare a costruirmi un sito web, a promuovermi sui social network, a attirare traffico con il SEO …

Ma mica ho il tempo di fare tutte quelle cose, perché ho una famiglia, un lavoro full time che mi impegna moltissimo, e so a mala pena accendere un PC.

Scopro però, leggendo un articolo inglese, che Amazon ha lanciato in Italia KDP, la sua piattaforma di self publishing.

E che basta formattare per bene un file di word per pubblicarci sopra il mio libro.

Per un mese quasi tutto il mio tempo libero lo passo ad organizzare i capitoli del libro, a fare la copertina, a scegliere il titolo e la descrizione, a decidere la strategia di prezzo.

Il 27 gennaio 2012 pubblico il mio primo manualino, e annuncio a mia moglie che se un giorno arriveremo a guadagnare 100 euro ce li andiamo a spendere nel nostro ristorante preferito.

Il giorno dopo ottengo la prima vendita e sono felicissimo: avevo sempre sentito di gente che guadagnava su internet, ma non credevo veramente di poterlo fare anch’io.

E invece, ecco i primi magnifici 2 euro! Mi sento come se fossero 2000 …

Due settimane dopo gli euro diventano 100, e io e mia moglie usciamo per una magnifica cena fuori.

Fast forward 2017

Siamo nel 2017, io e mia moglie abbiamo avuto un figlio, e adesso lavoro quasi a tempo pieno su internet.

In questo momento sono in Messico, dove starò per un paio di mesi, e ti scrivo da quello che in questo periodo sarà il mio ufficio: uno Starbucks cafè.

In questi 5 anni ho pubblicato nuovi libri, tradotti in 4 lingue e venduti in altrettanti mercati.

E mentre scrivevo e pubblicavo ho imparato i tanti segreti del self-publishing e della promozione editoriale di un autore auto-pubblicato.

Non è stato facile, ma prova dopo prova, libro dopo libro, ecco quello che ho ottenuto con quello che ho imparato:

  • Sono stato primo nella classifica generale delle vendite su Kindle già tre volte, sia in Italia che in Messico.
  • Uno dei miei libri è stato fra i primi 100 venduti in Italia per un anno e mezzo.
  • Mi è capitato di vendere, in un solo giorno, anche più di 900 copie.
  • Amazon stessa mi ha contattato, come autore di lingua spagnola (!?) per partecipare come conferenziere nel suo stand alla fiera del libro di Guadalajara, la più importante di tutta l’America Latina.
  • Ho lanciato il mio blog di tecniche di memoria, metodo di studio e crescita personale nella primavera dell’anno passato, e grazie ai miei libri ho avuto da subito traffico. Non tantissimo, ma abbastanza.
  • Ho creato una pagina Facebook con più di 5000 fans, in continua crescita
  • Ho insegnato, a chi voleva impararle, alcune delle cose che so sul self publishing
  • Mi sono permesso il lusso di rifiutare l’offerta di ben due case editrici: avevano idee troppo antiquate e il braccino un po’ corto.

E non ti dico queste cose per fare lo sborone, ma perché tu abbia fiducia in quello che ti racconterò.

Infatti, ti voglio convincere che anche tu devi scrivere un ebook, e voglio spiegarti come farlo.

Perché devi scrivere un ebook?

Senza uno scopo chiaro, tanto vale non cominciare neanche.

Allora, perché devi scrivere e pubblicare un ebook?

Ti do alcune ragioni valide:

  • Hai passioni e conoscenza che ti piace condividere: è un ottimo punto di partenza, perché scrivere è faticoso, e se scrivi di qualcosa che ti piace sarà più facile.
  • Vuoi lasciare il tuo lavoro e trasferirti ai Caraibi: ci sono persone che con una serie di ebook da pochi euro guadagnano come l’amministratore delegato di una grande impresa. Solo che lo fanno da una spiaggia.
  • Sei un professionista e vuoi costruirti una reputazione: non c’è niente di meglio che avere alcuni ebook pubblicati per costruire autorevolezza attorno alla tua figura.
  • Vuoi guadagnare da casa, o avere un secondo lavoro: non tutti riescono a guadagnare cifre significative con gli ebook. Ci sono infatti tanti fattori in gioco, e tanto lavoro da fare per ottenere quei risultati. Però tutti, credimi, possono costruire nel loro tempo libero uno o più libri che gli daranno un surplus mensile di qualche centinaio di euro
  • Vuoi trovare il tuo pubblico e coinvolgerlo, per poi vendergli prodotti più ampli, sofisticati e costosi su un tuo sito web: magari hai già un business online, per esempio vendi corsi su qualcosa che sai fare. E come tutti quelli che hanno un business online, hai il problema di attrarre traffico. Grazie a brevi e semplici ebook puoi allora costruire la tua autorevolezza e attrarre pubblico sul tuo sito web, non solo senza costi, ma guadagnandoci.

Adesso però, guardiamo di nuovo la lista: si tratta di cose che, con internet, puoi fare in tanti modi diversi.

Avrai sentito parlare di affiliazioni per monetizzare il tuo blog, di social network per farti una reputazione, di SEO per attirare traffico, e di tantissime altre cose.

Il bello degli ebook però è che sono la maniera più facile e meno rischiosa in assoluto.

Io ho venduto le prime 20 mila copie dei miei libri senza saper fare sul PC nulla di più che usare (male) Office e navigare in internet.

E solo allora, per vendere di più e consolidarmi come autore, ho cominciato ad esplorare e imparare tutto il resto.

Scoprendo in fretta che guadagnare su internet attraverso un blog non è affatto facile e immediato.

Devi invece imparare un casino di cose, e dedicarci tantissimo tempo. Aspettando con fiducia e per mesi i risultati, mentre continui a pubblicare post come un matto.

Mentre scrivere un ebook, pubblicarlo, e fare la tua prima vendita potrebbe impegnarti per non più di 3 settimane.

E non hai niente da perdere:

  • Se le cose vanno male, l’investimento è stato minimo.
  • Se le cose vanno bene, può essere l’inizio di un business vero (vedremo fra poco come aumentare le tue probabilità che le cose vadano bene …).

La tua expertise

Per vendere i tuoi libri non devi essere un guru di internet o del marketing: ti basta trovare la tua expertise e un mercato desideroso di conoscerla.

Parliamo per prima cosa dell’expertise:

Per poter scrivere un manuale devi conoscere l’ argomento, e devi conoscerlo bene.

Diversamente, non potrà che essere un copia e incolla di informazioni trovate qua e là su internet, e il lettore se ne accorgerà.

Conoscere bene un argomento significa averlo studiato e sperimentato, in maniera tale da condire il manuale non solo con la teoria ma anche con un bel po’ di esempi e aneddoti.

Devi essere, insomma, un vero esperto dell’argomento.

E la buona notizia è che tutti siamo esperti di qualcosa, o lo possiamo diventare in un tempo ragionevole.

Certo, non parlo di ingegneria nucleare.

Ma di uno di quei tantissimi argomenti per i quali tutti i giorni le persone, anche tu, vanno su Google per cercare ogni tipo di informazione:

Da come funziona il nuovo iPhone a come fare un video su youtube; da come crescere i pomodori a dove comprare una lavatrice economica.

Su Google c’è spazio per tutto!

E, come vedi, non si tratta di cose per cui bisogna avere fatto una università o un master.

Si tratta invece di passioni, conoscenze e informazioni che spesso hanno poco a che fare con lo studio tradizionale.

Guarda me: sono laureato in medicina, ma non mi sono certo sognato di pubblicare un libro di anatomia o farmacologia!

Nessuno lo avrebbe comprato, visto che c’è un corpus scientifico enorme sull’argomento, con tanto di testi ponderosi di grandi esperti.

Scrivo invece di tecniche per studiare e di produttività personale, cose nelle quali posso definirmi senza alcun dubbio un esperto:

Ho passato 20 anni sui banchi di scuola, ho preparato uno dei test di ingresso universitari più competitivi che c’è, e mi sono digerito dei mattoni come Anatomia e Farmacologia.

Dello studio, decisamente, ne so qualcosa!

Quindi se conosci un argomento che interessa alle persone, se ti appassiona, e se sei in grado di spiegarlo con chiarezza, puoi scrivere un manuale senza problemi.

E il mondo è pieno di argomenti interessanti, così come è pieno di persone che li vogliono imparare.

Alcuni target sempreverdi sono per esempio:

  • Hobby (giardinaggio, yoga, viaggi, coltivazione del peperoncino etc)
  • Soft skills (rimorchiare, avere autostima, meditare, etc.)
  • Nuovi skills (tutto quello che è correlato a internet, sia in termini tecnici che strategici)

Ma credimi che la lista è infinita.

C’è un aspetto però: mentre praticamente ognuno di questi argomenti, per quanto di nicchia, può funzionare su internet, non tutti funzionano sul Kindle.

Ed il motivo è semplice: anche se esistono solo 100 persone all’anno in Italia interessate ai manoscritti medioevali, puoi certamente cercare di vendere a ciascuna di loro un mega-prodotto da 1000 euro sul tuo sito web.

Mentre sul Kindle, al massimo potrai vendere loro una cinquantina di libri da pochi euro.

Per questo motivo, è fondamentale partire con un po’ di analisi di mercato.

Analizzare il mercato potenziale del tuo ebook

Stabilito che hai una expertise da condividere, bisogna vedere se c’è un mercato di potenziali compratori.

Per farlo, i due sistemi di base che ho usato per anni, tra l’altro anche gratuiti, sono:

  • Lo strumento delle parole chiave di Google
  • Amazon stessa

Con Google Adwords puoi vedere quante ricerche mensili ci sono correlate alla tua idea, e questo ti dice quanta gente è interessata all’argomento.

Su Amazon invece, digitando nella barra di ricerca, scopri:

  • Se esistono libri che parlano di quell’argomento, e quanti ce ne sono
  • Quanto vendono quei libri (lo deduci dalle posizioni che occupano nella classifica Kindle)

Il primo punto ti dà indicazioni sulla eventuale concorrenza che troverai.

Il secondo punto ti da indicazioni su quanto mercato c’è.

Idealmente devi cercare argomenti con tanto mercato e poca concorrenza (bella scoperta!).

Ma sono difficili da trovare, e ti ritroverai quindi a dover valutare l’incrocio ottimale fra queste due variabili.

Differenze fra Google e Amazon

Come mai, per analizzare le potenzialità della tua nicchia di mercato, fai una analisi sia su Google che su Amazon?

Perché alcune volte danno dati discordanti che devi interpretare!

Attenzione, perché questo è un punto delicato:

Un alto volume di ricerca su Google non garantisce un alto volume di ricerche e vendite su Amazon.

Sembra controintuitivo, ma l’ho visto capitare tante volte facendo consulenze per altri autori.

Per esempio ho assistito un ragazzo che lavora nelle risorse umane nello scrivere un libro su come si redige un buon curriculum vitae.

Curriculum Vitae è una parola chiave che ha decine di migliaia di ricerche al mese su Google.

Se però vai su Amazon, i libri in vendita sono molto pochi, e hanno posizioni di classifica scarse:

Nessuno infatti, normalmente, è fra i primi 1000.

E questo significa che nessuno o quasi vende più di una / due copie al giorno.

È evidente allora che l’enorme pubblico che cerca su Google come scrivere un CV, non è disposto a comprare libri per farlo.

E infatti il mio amico ha scritto un librino molto bello, che vende solo 8-10 copie al mese.

Un po’ pochine davvero.

Ha fatto male a scriverlo?

Nel suo caso si, perché il suo scopo era guadagnare col libro. (Comunque i 15-20 euro che gli arrivano ogni mese da Amazon, senza che lui debba fare niente di niente, non gli fanno schifo).

Ma se per esempio vendesse consulenze aggiuntive su un suo sito web a 200 euro l’ora, forse quelle poche copie vendute avrebbero senso per attrarre clienti premium.

Vedi come le cose ritornano alla lista degli “scopi” che ti ho presentato?

Se non hai chiaro il motivo per cui scrivi il tuo libro, rischi di non avere risultati!

Passiamo però, adesso, alla fase più semplice di tutte: la scrittura del tuo ebook.

Come scrivere il tuo ebook anche se non sei uno scrittore

Ok, hai definito il tuo scopo e hai visto che la tua idea ha un mercato. È arrivato il momento di scrivere …

E invece no!

È arrivato il momento di fare l’indice. Senza un buon indice, scritte le prime duemila parole ti ritroverai nel bel mezzo di niente.

E siccome per un manualino da 3 euro il lettore si aspetta almeno 15 mila parole, c’è il rischio concreto che il tuo libro non veda mai la luce.

Un libro non è come un post di un blog: ha bisogno di più lunghezza e di più struttura.

Per evitare il blocco dello scrittore e fare un prodotto decente, devi allora applicare tre strategie di base:

#1 Usare tecniche di produttività

Qua mi faccio un po’ di pubblicità … Ma credimi, di 50 persone che iniziano a scrivere un manuale, solo una termina.

Sul mio blog puoi trovare articoli completi su come sviluppare la tua motivazione, la tua ispirazione, e la tua forza di volontà.

Qui, quello che mi limito a dirti è che:

  • Devi avere la giusta motivazione, o mollerai al terzo capitolo.
  • Devi fare della scrittura un’abitudine quotidiana: 500 parole al giorno tutti i giorni produrranno il tuo libro in un mese e mezzo circa. 4000 parole una tantum non raggiungeranno mai l’obiettivo.

#2 Scrivere a cerchi concentrici

Non pensare di scrivere un libro con un “flusso di coscienza”, seguendo l’ispirazione.

Non lo faceva manco Hemingway, puoi capire noi.

Concepisci quindi la creazione del tuo manuale non come una procedura lineare, argomento per argomento, parola per parola.

Ma come un movimento a cerchi concentrici:

  • Scrivi l’indice dei capitoli
  • Per ogni capitolo scrivi i titoli degli ipotetici sottocapitoli.
  • Per ogni sottocapitolo elenca le 2-3 idee principali
  • Per ogni idea principale scrivi una decina di righe di sviluppo conciso

Mentre fai tutte queste belle cose ti renderai conto di quante idee sposti da una parte all’altra, di quanti capitoli aggiungi, o accorpi, o elimini …

E capirai quanto hai fatto bene a partire da un indice.

Il risultato di tutto questo lavorio sarà un susseguirsi logico di 1000-1500 parole di outline.

Quelle che io chiamo le “poche idee ma chiare”.

#3 Creare il tuo team di critici

Questo primo draft lo darai da leggere a 2-3 volenterosi fra amici e famigliari, che avrai scelto come “coach di scrittura”.

Infatti nessuno è completamente obiettivo rispetto al proprio libro, e quindi il compito dei coach sarà farti le pulci con domande e osservazioni come:

  • Questo non si capisce
  • Questo è una ripetizione
  • Perché non parli di quest’altro?
  • Qui secondo me…

Recuperati i feedback dei tuoi coach di scrittura, puoi finalmente metterti a scrivere.

Grazie all’ossatura logica che hai disegnato, e ai feedback avuti, questa volta sí che il processo di scrittura sarà fluido e quasi indolore. E sfornerai il tuo manuale in un attimo.

Una volta finito il libro, arriva allora il momento di pensare alla pubblicazione.

Pubblicare il tuo ebook: parti da Amazon

Io pubblico quasi solo su Amazon per alcuni semplici motivi:

  • È di gran lunga il leader del mercato: l’80% degli ebook italiani vengono letti su Kinlde
  • Ha un processo di accettazione del tuo libro molto “lasso”, e che dura in media non più di 48 ore
  • Garantendogli l’esclusività ti permette di fare promozioni gratuite
  • Ha due interfacce di pubblicazione molto semplici: KDP per i libri elettronici e Createspace per i cartacei.
  • Ti da royalties altissime, fra il 35% e il 70% a seconda del prezzo a cui hai pubblicato.

Volendo, Amazon ha anche una terza interfaccia di pubblicazione per gli audio book, ma almeno per il momento in Italia non vale la pena.

Durante la fase di pubblicazione, dovrai inserire nell’interfaccia due tipi di dati:

  • Quelli visibili: cioè titolo, autore, descrizione del libro, genere, copertina
  • Quelli invisibili o metadata: si tratta delle parole chiave che colleghi al tuo libro per facilitarne la ricerca da parte dei lettori.

E se fai un buon lavoro nella scelta di questi dati, può essere che Amazon amerà il tuo libro e lo spingerà da sola verso le vette.

Naturalmente puoi decidere di pubblicare anche su altre piattaforme. Comunque qualunque sia la piattaforma, è importante capire una cosa:

Anche se è un ebook e anche se costa 3 euro o meno, il lettore e la piattaforma di distribuzione vogliono e si meritano un prodotto professionale.

E se non glielo dai, Amazon lascerà cadere il tuo libro nell’oblio, e il lettore ti castigherà inesorabilmente nelle sue review.

Le semplici regole di un ebook “professionale”

Guarda, io sono partito con una copertina fatta da mia sorella in PowerPoint e un bel po’ di errori di editing nel testo.

Ancora me ne pento, perché ho visto i risultati dopo aver migliorato l’aspetto del libro.

Il problema, e lo vedrai tu stesso, è che quando finisci un libro:

  • Non ne puoi più di vederlo, perché ti ha nauseato. Un po’ come capita agli chef col cibo dopo 8 ore in cucina!
  • Non vedi l’ora di vederlo pubblicato.

E quindi tendi a tralasciare dei dettagli importanti.

Tu però, non fare il mio errore.

Resisti invece alla tentazione di pubblicare subito e segui questa semplice checklist:

  • Editing perfetto, no errori di grammatica o sintassi. Non sei su un blog, il pubblico non te li perdonerà;
  • Copertina non fatta in casa, a meno che tu non sia un designer;
  • Descrizione del libro accattivante, usando un po’ di tecniche di copywriting. Ricorda sempre che stai pubblicando per vendere, non per vanità!
  • Selezione delle giuste categorie di pubblicazione sull’interfaccia di KDP;
  • Selezione delle parole chiave giuste, tramite ricerca combinata Adwords/Amazon;
  • Titolo ottimizzato per la ricerca;

L’importanza del titolo

Ognuno dei punti visti prima ha delle sottigliezze che permettono di ottimizzare il tuo libro per la vendita, ma non abbiamo il tempo di vederle tutte.

Voglio dilungarmi invece un po’ sulla questione del titolo, perché secondo me è sia importante che interessante.

Amazon alla fine è lei stessa un grande motore di ricerca, ma fa molta meno analisi semantica di Google.

Vedi, l’analisi semantica è una procedura per cui Google, se scrivi per esempio la frase “come studiare bene” ti restituisce i risultati anche di idee correlate, tipo “come imparare bene”.

Amazon questo processo lo fa poco o niente.

E il motivo è semplice: chi cerca un libro spesso cerca un titolo o un autore preciso.

Quindi Amazon tende a riportare risultati più ristretti semanticamente di quelli di Google, per lo meno all’inizio della pubblicazione del tuo libro.

Per esempio, quindi, il tuo manuale per coltivare pomodori si deve chiamare “come coltivare i pomodori”, non “il re dell’orto”.

Non so se mi spiego. Vediamo un esempio di come sfruttare la cosa a tuo vantaggio.

Un esempio pratico: il mio libro di memoria

Mentre in altri contesti un titolo accattivante dà dei vantaggi, su Amazon c’è il rischio che il titolo accattivante nasconda il tuo libro a chi cerca informazioni su come coltivare i benedetti pomodori.

Quello che però puoi fare è lavorare sulle sottigliezze: per esempio il mio libro si chiama tecniche di memorizzazione e non tecniche di memoria.

Sembra una cazzata ma ha fatto la differenza. Sai perché?

Quando lo pubblicai c’erano già dei libri con “memoria” nel titolo, ed essendo il mio l’ultimo arrivato, sarebbe inevitabilmente comparso per ultimo nelle ricerche.

In compenso Google Adwords mi diceva che c’era anche un discreto numero di ricerche per “memorizzazione”, e su Amazon non c’erano titoli con quella parola chiave.

E così è nato il mio titolo.

Che infatti, due giorni dopo essere stato pubblicato, era il primo della lista per “memorizzazione”.

Di questo aspetto si sono resi conto molti autori, e così ti capita di vedere titoli di diverse righe, infarciti di ogni possibile parola chiave e idea correlata.

Personalmente però ti sconsiglio di esagerare in quella maniera, perché secondo me fa apparire il tuo libro poco professionale e anche un po’ scammy. Cioè una truffa.

Adesso però riprendiamo il nostro filo logico: una volta pubblicato il libro, fai il primo acquisto per vedere che sia tutto in ordine, e poi passi al lancio.

Lanciare il tuo ebook

Finora abbiamo lavorato, per così dire, dentro Amazon:

  • Hai scelto una nicchia in cui sei esperto
  • Hai verificato mercato e concorrenza
  • Hai scritto un manuale benfatto
  • Hai scelto una bella copertina
  • Hai scelto titolo, parole chiave e categorie
  • Hai scritto una descrizione stile “copywriting” e caricato il libro sull’interfaccia

Hai fatto insomma tutto quello che serve perché Amazon ami il tuo libro, e faccia promozione al posto tuo.

Per anni mi sono dedicato esclusivamente a questi aspetti, e i risultati sono stati buoni.

Poi però, ho cominciato ad implementare la seconda fase: quella in cui costruisci la tua piattaforma di autore fuori da Amazon ….

E ti posso dire che avere la tua piattaforma di lancio porta il business dei libri Kindle su tutto un altro livello!

L’importanza della tua piattaforma

Quando ho venduto la copia numero trentamila dei miei ebook ho capito che ero un cretino.

Anzi, in effetti me lo ha detto un mio amico.

Avevo avuto 30 mila lettori, e non sapevo niente di loro. Erano quindi lettori miei, ma clienti di Amazon!

Loro non potevano contattare me e io non potevo contattare loro: la nostra interazione iniziava e finiva nei miei libri.

Allora ho deciso che dovevo avere un posto in cui indirizzarli per mantenere e coltivare la nostra relazione, nell’interesse di entrambi.

E ho fondato il mio blog, GliAudaciDellaMemoria, e la pagina Facebook ad esso annessa.

Ora, immagina di avere scritto e pubblicato un nuovo ebook e di poter inviare la notizia a qualche migliaio di lettori interessati, attraverso una email o una pagina Facebook.

Credimi che cambia la vita dei tuoi libri. E non solo perché guadagni di più.

Anzi, qualche volta mi capita di fare promozioni o di produrre contenuti gratuiti proprio e solo per che mi segue sul blog.

Il fatto è che i tuoi lettori, quelli che ti seguono grazie alla tua piattaforma:

  • Ti lasciano grandi recensioni senza che tu neanche glielo chieda
  • Ti segnalano errori
  • Ti esprimono dubbi e curiosità che ti danno idee per libri
  • Ti danno suggerimenti
  • Consigliano i tuoi libri agli altri

Diventano insomma i tuoi occhi, le tue orecchie e la tua voce nel mercato.

E quindi gli devi volere molto bene!

Cosa significa amare il tuo pubblico

La prima volta che venderai un tuo libro sarà un’emozione grandissima.

La prima volta che qualcuno ti scriverà per farti un compimento o una domanda, toccherai il cielo con un dito

La prima volta che riceverai una brutta recensione ti verrà voglia di scoprire chi è stato e diventare il peggiore degli stalker.

Scrivere, pubblicare, vendere, dà soddisfazioni ed emozioni che derivano non solo dai soldi, ma dal pubblico.

Quindi amalo, e cioè:

  • Sii onesto, e scrivi solo di quello che sai.
  • Lascia la tua email all’interno del libro, e l’indirizzo del tuo blog, così che possano contattarti
  • Rispondi sempre, e sii generoso nelle risposte
  • Ascolta le critiche non facendoti venire un travaso di bile, ma cercando di imparare
  • Riserva ai tuoi lettori promozioni e materiale gratuito

Certo, è vero che scrivi per guadagnare, e non per fare beneficienza ai lettori.

Ma guadagnerai solo se dai ai tuoi lettori del valore vero, sia da un punto di vista di quello che scrivi, sia dal punto di vista di come li tratti.

Ora, visto che ne ho appena parlato, magari ti stai chiedendo “quanto” si guadagna…. E questo ci porta all’ultima parte dell’articolo.

Quanto si guadagna a pubblicare un ebook?

Concludo rispondendo a questa domanda, perché è quella che mi fanno quasi sempre.

Si può guadagnare abbastanza per viverci, ma Amazon vieta di dire quanto.

E comunque, almeno in Italia, e almeno secondo me, guadagna più un blogger di successo che un autore Kindle di successo.

L’ideale è quando i due si congiungono in una unica persona, che poi è il percorso che ho iniziato io l’altr’anno con il mio blog.

Ed anche il motivo per il quale chiunque ha un blog dovrebbe scrivere anche un ebook.

C’è però una cosa importante che voglio dirti sui guadagni da ebook, soprattutto se intendi farlo come lavoro part time: non pensare al guadagno nei termini assoluti di 1.000, 10.000, o 100.000 euro.

Pensaci invece in termini di “R.O.T.I.”, ovvero return on time investment.

Perché una volta investito il giusto tempo per scrivere, pubblicare e promuovere il tuo libro, lui se ne sta là e vende, quasi da solo.

Il mio libro migliore ha già raggiunto, ad oggi, un R.O.T.I di 400 euro per ora!

Cioè ho guadagnato 400 euro per ogni ora che gli ho dedicato. Se ci penso è una cifra impressionante, almeno per me.

E il bello è che per ogni nuova copia che vendo questo numero aumenta, senza che io faccia nulla di nulla, perché le vendite proseguono passivamente, senza quasi alcun intervento da parte mia.

Ho così il tempo di dedicarmi al mio sito internet e a scrivere altri libri.

Ricordi il mio amico che ha scritto il libro sul Curriculum Vitae, e che con sua grande delusione non ha guadagnato molto?

Gli ho detto di guardare le cose dal giusto punto di vista: l’intero processo di scrittura e pubblicazione lo ha impegnato per 60 ore.

Finora ha guadagnato 600 euro. Cioè 10 euro per ora di lavoro.

Non è molto, ma non è neanche niente! E intanto il libro continua a vendere, andando piano piano ad aumentare quella cifra.

Fra un anno magari il R.O.T.I. sarà arrivato a 25 euro, e fra 2 a 40.

O magari un giorno la gente deciderà in massa di comprare libri sul Curriculum Vitae da Amazon, e il suo R.O.T.I schizzerà improvvisamente a 100!

Vedi, con gli ebook non è importante quanto guadagni la prima settimana di pubblicazione; è importante invece aprire la tua pagina di royalties Amazon ogni sera e vedere che hai appena guadagnato per qualcosa che hai fatto mesi o anni prima, e che ti è costata del lavoro ma ora si muove in maniera autonoma.

E una volta che hai la tua piccola armata di libri che vendono, inesorabilmente, tutti i giorni …

Una volta che hai un pubblico che ti vuole bene e che ami …

bè, quello può essere l’inizio di altre avventure ancora!

Ti saluto e ti auguro in bocca al lupo!

E ringrazio Francesco per avermi ospitato sul suo blog. Tra l’altro, se ho un blog anch’io, è anche merito suo!

Questo articolo è stato scritto da: Armando Elle

Perché devi scrivere un ebook, e come farlo

Armando ha 40 anni e vive fra l'Italia e il Messico. Anche se assai contento della sua formazione come medico, ha trovato passione  e libertà nella scrittura. I suoi manuali hanno venduto decine di migliaia di copie, e lo hanno aiutato a lanciare il blog de GliAudaci, dove parla settimanalmente di tecniche di studio, produttività, e crescita personale.

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3 Commenti

Update 12/02/2012: Il Regolamento Commenti è cambiato! Leggi ciò che serve sapere!

  1. Emanuele Properzi ha detto:

    Complimenti ad Armando Elle, l’autore self publisher che più ha venduto in Italia in questi anni.
    Leggendo il suo articolo si capisce anche perché sia riuscito a ottenere questo primato.
    Nulla viene a caso: Armando è la conferma che la preparazione al successo è la chiave del successo.

    Rispondi
  2. Julia ha detto:

    Ho letto l’articolo ed é molto interessante, ma visto che si parla di scrittura mi permetto di farvi notare un grave errore grammaticale.

    Preso dall’articolo; Ed anche il motivo per il quale chiunque “a” un blog dovrebbe scrivere anche un ebook.

    Rispondi
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