Cosa Pensi di Farne, di Tutto Quel Traffico?

Ciò che ti serve è un buon piano

scritto da Francesco Gavello [+] il 09 luglio 2010 | 6 Commenti in: Blogging Tips

Cosa pensi di farne, di tutto quel traffico?

Molti dei blog che parlano di blogging, di promozione in rete, di web marketing si sperticano più o meno quotidianamente sull’analizzare le diverse tecniche per acquisire traffico e visibilità in rete. Se non hai traffico, sembra quasi scontato scriverlo, ogni altra azione ti è vincolata. Se nessuno sa che esisti, a poco serve essere in grado di pubblicare i migliori contenuti al mondo.

E dopotutto, anche su queste stesse pagine abbiamo più volte parlato dei pro e contro delle diverse tecniche per mettere il proprio blog sotto gli occhi del più alto numero possibile di lettori.

C’è una bella differenza, però, tra il volere a tutti i costi ottenere del semplice traffico e il capire come sfruttarlo adeguatamente per i nostri fini.

Il traffico, di per sé, è inutile

Una piccola grande verità con cui prima o poi dovrai avere a che fare è che il traffico, ecco… di per sé, è perfettamente inutile.

Esatto.

Tutte le statistiche che guardi quotidianamente, tutti i grafici e le previsioni che puoi fare sul modo in cui le tue pagine vengono fruite, sono semplici valori numerici che rimangono fini a loro stessi se insieme ad essi non sussiste un buon piano d’azione.

Perché il succo non è cercare di essere letti da diecimila unici al giorno. Il succo è invece cercare di farci qualcosa, con quei diecimila (ma anche molti meno) unici al giorno. Convertire la maggior parte di essi in iscrizioni alla newsletter, in click sui banner, in vendite di un prodotto o una richiesta di contatti. Questo è ciò che conta.

Fare insomma in modo di non guardare alle proprie statistiche come a uno storico da amplificare a tutti i costi, ma ragionare invece con precisi obiettivi in mente.

Perché tu hai previsto dei precisi obiettivi che vorresti i tuoi lettori compiessero mentre sfogliano le tue pagine, giusto?

Do ut des

Si tratta di guardare a ciò che si fa con la classica visione d’insieme. Di iniziare a lavorare su un proprio progetto prevedendo spike di traffico e preparando un adeguato terreno sulle proprie pagine. Di ragionare un passo avanti al lettore per anticipare le sue esigenze e mettergli sotto il naso esattamente ciò che potrebbe stare cercando.

Questo è ciò che permetterà al tuo blog di crescere: cominciare a ragionare con una visione d’insieme, anziché rincorrere il metodo facile per portare “più traffico, ancora più traffico, dannazione!” sui propri post solo per accorgersi che poi, a qualche settimana di distanza, nulla è cambiato.

Prendi un utente di passaggio…

Come accidenti si fa quindi a spremere ogni singola visita in più e fare in modo che nulla vada perso?
Come convincere un utente occasionale, arrivato da chissà quale remoto angolo della rete, ad ambientarsi, leggere ancora qualcosa e tornare dopo un paio di giorni?

Molto del lavoro consiste nel classico “elimina finché non rimane più niente da rimuovere”.

  • Fai in modo che i tuoi testi siano facilmente scansionabili.
  • Rendi vivaci i tuoi contenuti con link complementari, citazioni, immagini e liste puntate.
  • Studia una gerarchia di categorie per i contenuti che valga davvero il click.
  • Proponi in più punti del tuo layout modi alternativi per rimanere in contatto con te.
  • Proponi spunti di lettura verso altri tuoi articoli all’interno di ogni post.
  • Relaziona più contenuti tra loro bloggando con un piano d’azione in mente.

Quelle riportate poco sopra, anche se possono sembrare le classiche “regole di buona condotta” che tutti i blog più o meno seguono, sono molto meno applicate di quanto possa sembrare. Davvero cerchi di pubblicare link di approfondimento, citazioni, immagini e liste nella maggior parte dei tuoi post? Davvero ti curi di mantenere un’immagine coordinata sui social network che complementi (senza replicare) i contenuti del tuo blog? Davvero hai in mente una strada più o meno precisa dei contenuti che vorresti (imprevisti a parte) pubblicare da qui a un paio di mesi?

…e trasformalo in un affezionato lettore!

Guardare ai propri contenuti come metodi per convertire traffico in iscrizioni, vendite, click è un passaggio che non tutti i blogger sembrano consci di poter compiere. Persino nelle più consolidate tecniche di promozione vengono spesso trascurati i classici “dettagli fondamentali” in grado di moltiplicare i risultati.

Quando impieghi un paio di giorni per confezionare un guest post, assicurati che il tuo blog sia in perfetto ordine. Controlla i link di iscrizione al feed e guarda alle tue call-to-action in maniera realistica. Pubblica un post di assoluta qualità il giorno stesso in cui il tuo guest post viene pubblicato. Commenta attivamente su entrambi i blog e preparati ad accogliere l’ondata di visibilità in arrivo. Dai il meglio di te perché è in questo momento preciso che si vede la differenza.

Quando impieghi un piccolo budget per lanciare un contest sul tuo blog (con magari qualche derivazione sui social media), assicurati che i suddetti social media siano tirati a lucido e che non disperdano potenziali nuovi lettori dal compiere l’azione che desideri. Mettiti nei panni dei tuoi (nuovi) lettori e assicurati di tappare ogni falla nel tipo e nella qualità delle informazioni che vuoi trasmettere.

Insomma, solo un paio di esempi di come guardare un po’ più in là ragionando con le statistiche.

Il traffico come ho detto, in senso assoluto non vale poi molto. Ciò che fa la differenza è la tua capacità di trattenerne la maggior parte possibile sulle tue pagina anche una volta che l’onda si è ritirata, spingendo i tuoi lettori a compiere le azioni che per te fanno la differenza.

Tu come ti comporti?
Sei in grado di accogliere una visibilità improvvisa nel giusto modo?

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6 Commenti

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  1. PiccoloSocrate ha detto:

    Uno, nessuno, diecimila.

    Non è la paradia di Pirandello, ma la sostanza che traduce la distanza tra un blog affermato, un sito di successo, un attività molto redditizia.

    Tutto il resto, lo puoi tranquillamente lasciare agli appassionati di varianza, stocasticità e random walk

    Rispondi
  2. argentina ha detto:

    cosa ci fai con migliaia di visite? adsense..

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Naturalmente, ma credo che possa andar bene più che altro su progetti paralleli.

      Un giovane avvocato o uno studio di commercialisti associati che vogliano sdoganare tutti i concetti più complicati per attrarre nuovi clienti ce li vedi a infarcire le proprie pagine di AdSense (peraltro, spesso con annunci della concorrenza)? Qualche decina di centesimi di euro per un click sui banner vale l’abbandono di un contatto da parte di un potenziale cliente?

      Senza parlare poi del fatto che mettere tutte le uova nello stesso paniere non è mai una scelta lungimirante (e tutti i bannati da AdSense a torto o a ragione lo possono dimostrare).

      Rispondi
  3. Carmelo Molfetta ha detto:

    Sono daccordo con quello che dice Francesco. Per qualche centesimo di Adsense si rischia di perdere un cliente che potrebbe portare più soldi. E’ un concetto che mi capita spesso di ribadire anche se mi piace ogni volta citare il caso Ryanair: si possono permettere di pubblicare annunci Adsense tanto sono convinti della loro competività.

    Rispondi
  4. Argentina ha detto:

    In linea generale sono d’accordo con voi, la qualità dei contenuti sul lungo periodo è sicuramente più remunerativa ma purtroppo la qualità costa e sono pochi quelli disposti a investire per progetti a lungo termine

    E lo dico da SEO Copy frustrata :) che ha iniziato da poco a lavorare per un network di siti. Sono mesi che cerco di convincere la mia “capa” a creare una piccola redazione e contenuti di spessore.

    La risposta è sempre la stessa.

    Ma chi me lo fa fare scusa se porto avanti la baracca da anni grazie a stagisti e a lavoro sottopagato?

    Avete suggerimenti?

    Rispondi

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