Qual è il Perfetto Rapporto tra Nuovi Utenti e Utenti di Ritorno?

Ed è il solo valore da prendere in considerazione?

scritto da Francesco Gavello [+] il 21 maggio 2011 | 7 Commenti in: Featured | Welcome Weekend

Matteo Radavelli chiede:

[...] in termini di fidelizzati dalle statistiche il 20/25% di visite giornaliere verso il mio sito non provengono da nuovi visitatori. È una buona percentuale?

Credo che come in molti altri aspetti dell’interpretazione dei dati provenienti da Analytics (o da un qualsiasi altro sistema di tracciamento delle visite) la percentuale dei nuovi visitatori confrontata a quelli di ritorno dica di per sé… poche cose.

In linea di massima potremmo ipotizzare che un 20-25% di visitatori di ritorno sia un valore piuttosto basso per un sito che miri a fidelizzare l’utenza. Il restante 75-80% di visitatori (provenienti magari dai motori) potrebbe persino indicare un costante “rifornimento” di nuovi utenti dalle SERP, che male non farebbe di certo.

Molto più interessante relazionare quindi questo dato ad almeno un altro paio di report.

  • Frequenza di rimbalzo (bounce rate) – in modo da valutare se la percentuale di utenti che rimbalza via dalle nostre pagine faccia parte del segmento di nuovi utenti o di utenti fidelizzati. Nel primo caso il dato è maggiormente significativo, nel secondo potrebbe indicare la normale attività di un utente che già conosce il nostro blog a menadito e non ha necessità di approfondire la lettura in più pagine ad ogni visita.
  • Chiave di accesso – in modo da stabilire quanti dei nuovi visitatori e quanti dei visitatori di ritorno arrivino dai motori di ricerca e per quali chiavi.
  • Durata della visita - meglio un utente di ritorno che rimane pochissimi secondi sulle tue pagine o nuovi utenti che spendono invece diversi minuti leggendo più pagine approfonditamente?

Come molti dei report di Analyltics, il dato da solo possiede poco valore e rischia di non scatenare buone domande se non viene relazionato ad altri report.

Tu che consiglio daresti a Matteo?
Buon weekend!

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7 Commenti

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  1. Max ha detto:

    Io valuterei anche il tipo sito perchè così si può dire poco.
    In alcuni casi è normale, in altri no e c’è da fare un lavoro più approfondito.

    Se avessi un sito con consigli o guide brevi, io ho un problema, faccio una ricerca, trovo la soluzione, e me ne vado. In questo caso sono un nuovo visitatore, brevissimo tempo di permanenza sul sito (il contenuto da leggere era poco) ed incremento la frequenza di rimbalzo. Quindi analizzare anche gli altri parametri può diventare relativo. Però sicuramente più elementi si analizzano e più chiara è la situazione che possiamo ottenere.

    Se può interessare sul mio blog avevo scritto un piccolo articolo di spunto per affrontare le analisi delle statistiche di un sito web (http://www.sandolo.net/informatica/web-development/184-analizzare-le-statistiche-di-un-sito-web)

    Le persone di ritorno, da dove tornano? Feed? Accesso diretto?
    20/25% su 10 visite giornaliere o su 1000?
    Da quante pagine è composto il tuo sito?

    Comunque il lato positivo è la buona indicizzazione ottenuta da google.

    Di contro una scarsa fidelizzazione potrebbe indicare uno scarso interesse per i contenuti del sito.

    Credo che rispondere a quel tipo di domanda soltanto con quel dato è un po’ difficile, andrebbe contestualizzato meglio quel valore!

    Rispondi
  2. superprecario ha detto:

    Credo dipenda molto anche dall’età del sito e dalla frequenza con cui si scrive. Io ho da poco cominciato a creare qualche sito e non pretendo per il momento di avere molti lettori di ritorno, anche se farebbero veramente comodo. All’inizio penso che un buon numero di nuovi visitatori sia già un bel risultato per capire se si è lavoratro bene a livello di posizionamento sui motori di ricerca e di verifica se si scrivono cose che possono avere un certo “pubblico”. Del resto se qualcuno ritorna non può che far piacere, ma poi deve essere uno stimolo per continuare a proporre contenuti di qualità con frequenze accettabili, che per molti blogger amatoriali come me non è proprio così semplice. Credo che almeno un post a settimana un blogger anche amatoriale dovrebbe trovare il tempo di scriverlo, altrimenti addio lettori.

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Sai, credo che scrivere con più calma nei primi tempi possa essere un’occasione per permettersi di approfondire più a lungo i propri post tra i commenti. Cosa che diventa sempre più difficile (o che comunque richiede parecchio tempo da dedicarvi) quando si decide di tenere un ritmo più elevato.

      O no?

      Rispondi
  3. Marco Famà ha detto:

    Anzitutto, ho un dubbio: il dato sulla percentuale dei nuovi / vecchi visitatori può essere falsato dalla pulizia della cache dei visitatori, vero?
    Se ipoteticamente tutti i visitatori del mio sito pulissero la cache a ogni visita. il mio valore sarebbe 100% nuove visite e quindi falsato, è corretta questa cosa Francesco?

    Sono non del tutto d’accordo su questa tua frase:
    Come molti dei report di Analyltics, il dato da solo possiede poco valore e rischia di non scatenare buone domande se non viene relazionato ad altri report.
    Credo che invece alcuni dati presi anche in modo “a sé stante” possano comunque dire qualcosa e suggerire azioni.

    Ti faccio un esempio stupido (ma senza pretese di insegnare nulla a chi fa questo di mestiere):

    - ho rifatto il mio sito di fotografia sportiva qualche mese fa, e ho deciso di affiancargli un blog sul quale scrivere ogni tanto di tutorial, guide, fotografia e viaggi.
    - il blog ha portato a moltiplicare per 10!! il numero delle pageview, rispetto al sito vecchio: ero felice
    - sin dai primi mesi, e in maniera costante, ho notato un forte incremento degli accessi agli articoli del blog (specialmente guide): ero contento, ma spiazzato. La gente cercava e trovava info, ma snobbava la parte del sito dedicata alle foto?
    - la mia landing page si piazzava e si piazza ancora adesso tra il 2o e il 3o posto delle pagine più viste del sito, rappresentando comunque quasi il 18/20% degli accessi totali..
    - il bounce rate % si alzava a dismisura, mese dopo mese, arrivando quasi a toccare il 70%.

    Dal momento che il tempo a mia disposizione è veramente poco, ho deciso di “reingegnerizzare” la home, dicendo molto meno, e piazzando tre bei bottoni tipo “call to action”.

    In maniera sorprendente, in un paio di mesi il bounce rate è sceso dal 70 al 65 poi al 60, e si è stabilizzato sul 55/58%. Un risultato già più che discreto, credo, a fronte di un investimento di 1h tra pensata ed editing della pagina.

    Il tutto, a partire da un solo dato: il bounce rate.

    Secondo te, Francesco, quel che dico ha un briciolo di senso? :)

    Grazie
    Marco Famà’s photography.

    Rispondi
    • Francesco Gavello ha detto:

      Direi che ha senso :) ma per tutto ciò che potrà seguire da questa tua riflessione dovrai quasi necessariamente incrociare più report (vedi i personalizzati) e selezionare diverse metriche per arrivare a determinare non tanto il valore in sé, quanto piuttosto -quando- ciò avviene. Il contesto, insomma.

      Ed é qui che dicevo, appunto, che le cose si fanno interessanti :)

      Per quanto riguarda i visitatori di ritorno, il loro stato é determinato dai cookie con tutto ció (cancellazioni accidentali o reset) che ne consegue.

      Rispondi
  4. Francesco Casetta ha detto:

    Un cosa è certa: il numero di visitatori di ritorno accostato al traffico diretto + visite organiche da keyword brand, sono il reale valore (economico) di qualsiasi progetto web.

    Rispondi

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