Non Innamorarti del Mezzo

Eterno, finché dura.

scritto da Francesco Gavello [+] il 16 marzo 2012 | 7 Commenti in: Social Media

Come scegliere il giusto social network

Il triangolo tra contenuti, mezzi e persone è uno di quegli argomenti che di tanto in tanto saltano fuori, quasi a ricordarci di come il web e le nuove tecnologie abbiano cambiato il nostro modo di pensare.

È sulla base dell’articolo di Chris che nascono le righe che stai per leggere. Chris scriveva qualche settimana fa “Never Fall in Love With The Medium”, riferendosi alle conseguenze della notevole spinta ricevuta da Pinterest tra dicembre e febbraio.

Di tanto in tanto, chi lavora con la rete, assiste a dinamiche come queste. Un nuovo mezzo (un nuovo social network) inizia a guadagnare visibilità e immediatamente si assemblano due schieramenti. C’è chi ci si getta a capofitto -non importa il cosa o il come- e chi è decisamente più restio a cambiare abitudini.

C’entra la nostalgia? Certamente.

È la vecchia storia della strada vecchia e della strada nuova. C’è chi proprio non coglie Google Plus, innamorato da sempre di Facebook. Chi fa di Twitter il proprio compagno di ventura e semplicemente non coglie Facebook. E così via, a ritroso.

Solo, se si lavora con il web e si cerca di basare su questi strumenti le proprie strategie, si perde di vista il succo della questione: non si tratta di quale mezzo scegli, o di quale mezzo ti piace davvero usare, ma delle persone che lo stanno usando.

Ascoltare la propria pancia in questo caso è deleterio. Che io abbia sotto il naso il network più popolare o bistrattato degli ultimi tempi, che io lo trovi in linea con il mio stile oppure no, se sto cercando di connettermi alle persone che per me contano, ne farò uso fintanto che queste lo useranno.

Una pagina brand su Facebook, con la sua scintillante nuova Timeline, mi sarà tanto utile quanto grande sarà la mia capacità di usarla come mezzo per raggiungere il mio target. Non di più, non di meno. Non si tratta di andare pazzi per Facebook, scansare Google Plus, essere degli amanti di Twitter. I mezzi cambiano, si evolvono e diciamola un po’ tutta: pensano prima di tutto a loro stessi.

Facebook è “meglio” di Twitter o Google Plus? E LinkedIn?
AWeber è migliore di MailChimp? WordPress è più “cool” di Drupal per gestire un blog?

Non lo so. Non mi interessa.
Fintando che questi mezzi sono in grado di farmi parlare alle persone per me importanti, ne farò uso.

Le persone contano.
I mezzi cambiano, nascono crescono e muoiono in maniera ciclica.

Se usiamo la rete per veicolare il nostro business, è fondamentale imparare a guardare a prodotti e servizi con sguardo distaccato, valutandoli come appunto tramiti -non destinazioni- per raggiungere i nostri obiettivi.

O no? :)

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7 Commenti

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  1. Teo ha detto:

    Verissimo ma su Google+ faccio fatica a scrivere, mi sembra popolato solo da smanettoni o appassionati di informatica.

    La gente comune non c’è…

    Rispondi
  2. Piero Iacono ha detto:

    Per capire quanto è vero quello che dici facciamoci questa domanda:
    “E che succede se, domani mattina, Facebook Twitter e Google Plus chiudono?”.
    E’ un grande rischio costruire la strategia sul mezzo.

    Rispondi

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