Nomi, Persone e Brand su Twitter: Cosa Scegliere Per il Proprio Account?

L'effetto "muro di gomma".

scritto da Francesco Gavello [+] il 05 febbraio 2011 | 4 Commenti in: Featured | Social Media

Mi è stato chiesto, durante questa settimana e riguardo ad alcune lavorazioni, cosa ne pensassi dei brand su Twitter. E la risposta a caldo è stata più o meno: “non un granché, per come la maggior parte di questi si comporta.”

Diciamocela tutta: a chi non è capitato di venire seguito dal brand lucidato e pompato a dovere solo per scoprire che dietro all’account si celava uno spam bot di primissima categoria, che non era riconoscibile nessun tipo di contatto umano tra i tweet e che tutto ciò che quell’account cercava era un modo rapido e indolore per far salire un numerino sul proprio profilo?

Eppure, per quanto possa sembrare strano, i brand che si comportano così sono ancora parecchi. Biografie scintillanti e propositive, guaritrici di tutti i mali, background e link predisposti ad arte, per poi gettare tutto alle ortiche alla prova concreta.

Situazione questa che rischia poi di diventare un peso per i brand onesti e diretti. Che esistono e che lavorano bene sui social. Brand che soffrono del “muro di gomma” che si viene a creare verso di essi e della diffidenza con cui finiamo per guardare il follow di qualunque account che non sia legato a un nome e cognome.

E qui arriva la mia domanda:

Credi che lo username scelto per il proprio account sia determinante, soprattutto ma non solo per un’azienda, o qualunque tipo di associazione di nome, brand, nick e date possa ugualmente andar bene?

Sinceramente?

Apprezzerei molto di più un @nomecognome e una mini-bio che mi spieghi perché quella persona è legata al brand, se il brand è poco conosciuto e nuovo del territorio. Account da affiancare, questo sì, magari a un @nomebrand con cui fare cappello sulle restanti attività e da spingere in parallelo senza particolare enfasi (soprattutto se parliamo di brand minori).

Tu che ne pensi?

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4 Commenti

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  1. Michel ha detto:

    io penso che la cosa migliore @nomecognome legato al brand da molto più valore…

    Peccato che il permalink di twitter ha un un limite di caratteri…. io ho provato a mettere il mio nome e cognome ma mi lascia fuori un carattere…

    Rispondi
  2. gungadunga ha detto:

    e’ un bel quesito, ci sto pensando da un po’ perche’ dobbiamo avviare la comunicazione per un cliente che non ha ne’ presenza ne’ storia su twitter. Per come vedo io questo ambiente sociale, la componente personale, la relazione credibile basata sul profilo onesto di chi twitta e’ fondamentale. Molto piu’ di quanto possa essere per la fan page di FB, che puo’ essere istituzionalizzata e spersonalizzata a favore del brand, secondo me twitter richiede persone che comunicano con altre persone (portandosi dietro il proprio backgound aziendale e professionale). Non so se sia una mia personale interpretazione, mi fa piacere che questi dubbi siano condivisi.

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  3. bruno ha detto:

    Credo proprio di non aver capito niente…cosa sono i brand? E poi, i permalink? Sono un azienda, cosa devo fare per iniziare a farmi conoscere? Grazie, e complimenti

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