Il Miglior Tema per Fare SEO? No Grazie!

A ognuno il suo

scritto da Francesco Gavello [+] il 09 maggio 2013 | 16 Commenti in: Featured | Search Engine Optimization

Qual è il migliore tema per fare SEO su WordPress?

Uno dei miti che mi trovo più spesso a sfatare quando si tratta di fare SEO su un progetto in WordPress è il fatto che basti un buon template (più o meno costoso) per mettersi il cuore in pace.

“Hey Francesco, ho comprato questo tema e mi hanno detto che è il migliore per Google. Che ne pensi?”

Hum. :)

Oggi, molti temi premium – non consideriamo neppure tutti gli altri, per il momento – si spingono ad offrire parecchie configurazioni “pronto uso”. Tra queste non è raro trovare un pannellino dedicato alla SEO, che balzandoso racconta come configurando qualcosina quà e là si possa procedere spediti verso le vette della SERP.

È bene dirlo chiaramente.
Dovresti evitare come la peste tutti quei temi che cercano di fare SEO.

Perché?

1. Danno solo l’illusione del controllo

Una volta acquistato un tema, è normale sentire la spinta a volerlo sfruttare a fondo, pure in tutte quelle configurazioni che non ci sarebbero direttamente utili. Questi temi rischiano di dare all’utente finale l’illusione di poter controllare l’intera resa del proprio blog agendo su qualche manciata di configurazioni, valide nel migliore dei casi solo fino a che si continuerà ad usare quel tema.

Non c’è niente di peggio che agire su questi aspetti senza conoscerne a fondo il risultato. Ne va dell’efficacia dell’intero progetto, dopo tutto.

2. Sono in realtà limitati

Per forza di cose, le loro configurazioni sono limitate e non tengono conto dell’incredibile varietà di sfumature che un progetto può avere rispetto a un suo ideale gemello.

Non si tratta solo di configurare la forma di qualche titolo o la descrizione della homepage. Fare SEO (anche a livello molto materiale come quando si parla del codice generato sul proprio sito) è qualcosa di più.

3. Procedono per assunti

Un altro aspetto trascurato è che un tema che cerca di fare SEO dovrà per forza di cose incarnare la visione dell’autore originale del tema stesso. Ho avuto modo più volte in passato di vedere fissato a template (nel codice dell’header, per esempio) fior di PHP che generava una meta-descrizione costruita usando pezzi di titolo, estratti dal contenuto e quant’altro. Pessimo.

Per quanto buona possa essere l’idea iniziale, non è di nuovo il tema che dovrebbe decidere come gestire questi aspetti.

4. Non evolvono

In ultimo, non evolvono. Semplicemente non evolvono. Può capitare per alcuni temi top-seller di avere a che fare con release successive che inseguano evoluzioni della SEO adattando i loro assunti iniziali. Ma capita davvero di rado.

La cosa peggiore che può capitarti e di aver dato retta a un tema, configurato ad hoc il suo pannello e vederti poi crollare un castello di carte nel momento in cui il tema non viene aggiornato per le ultime release di WordPress, diventa incompatibile con altri plugin e in sostanza ti costringe a farne a meno.

Fuggite, sciocchi?

Significa quindi che dovresti evitare del tutto temi che si propongono come risolutori di problemi SEO? No, non è detto. In alcuni casi questi sono sufficientemente saggi da permettere di disattivare del tutto il loro comparto dedicato ai motori. Altri riconoscono la presenza di alcuni plugin SEO installati e si fanno da parte, non presentando neppure le impostazioni.

Insomma, il succo è tenere separati i due canali.

E come ho già scritto in passato, non c’è davvero niente di meglio di WordPress SEO by Yoast (o di un qualunque altro plugin che in futuro si dimostri così efficace, completo e lungimirante) per gestire tutti quegli aspetti tecnici legati al tuo blog.

Indipendentemente dal layout.

Che ne pensi? Il tema che hai scelto, comprato o fatto sviluppare cerca di metterti i bastoni tra le ruote nel posizionarti sui motori di ricerca?

Trovato questo articolo interessante?

Condividilo sulla tua rete di contatti Twitter, sulla tua bacheca su Facebook o semplicemente premi "+1" per suggerire questo risultato nelle ricerche in Google. Diffondere contenuti che trovi rilevanti aiuta questo blog a crescere. Grazie!

16 Commenti

Update 12/02/2012: Il Regolamento Commenti è cambiato! Leggi ciò che serve sapere!

  1. miky ha detto:

    mmm grazie per le riflessioni, non ci avevo mai pensato! Grande Francesco, adoro il tuo blog!

    Rispondi
  2. Ivan ha detto:

    Argomento interessante…

    Secondo me un buon tema è come un buon paio di scarpette da calcio. Se non le hai rischi di scivolare quando piove o di non poter calciare con precisione. Parti cioè in svantaggio.

    Però comprare le scarpe migliori non garantisce certo di arrivare in serie A. La differenza la fa sempre il calciatore. Un buon tema, sia gratuito che professionale, secondo me dovrebbe:

    1) Avere un codice pulito e ottimizzato in modo da facilitare l’indicizzazione e la velocità di caricamento (che poi è anche un fattore SEO). Per scoprire quando è veloce (o lento) il tuo sito, consiglio http://tools.pingdom.com/fpt/

    2) Essere aggiornato con costanza (almeno ogni volta che arriva un aggiornamento WordPress)

    3) Garantire la compatibilità con i plugin essenziali

    4) Offrire un po’ di flessibilità a livello di CSS. Questo punto secondo me è particolarmente importante quando si vuole inserire un plug-in sulla sidebar (Facebook page, email optin, etc)

    5) Essere Mobile Responsive (nel senso che si adatta allo schermo degli smart-phone)

    6) Idealmente, avere un’archittetura a due livelli (framework + grafica) in modo che se decide di cambiare la grafica non perdi le configurazione SEO, backup, etc

    7) Offrire un forum o comunque una qualche forma di assistenza (non tutti possiamo o vogliamo essere maghi del PhP)

    8) Come sottolinei nel post, lasciarti la libertà di configurare i parametri SEO come meglio credi, senza inserire meta title o description in maniera automatica

    Rispondi
  3. Daniele ha detto:

    Secondo un tema per WordPress SEO non esiste.

    Io me li creo da me. Ho imparato a farli e il codice è più leggero. Installo All in One Seo, per inserire title e descriptione personalizzati. Poi uso altri accorgimenti, come togliere quel brutto /category o /tag. Grazie a GtMetrix ho potuto velocizzare il blog, anche se c’è ancora da lavorare.

    In breve: una volta che conosci la materia, ottimizzi tu pagine e codice per migliorare le prestazioni del blog.

    Rispondi
  4. Io sono abbonato a Elegant Themes http://www.elegantthemes.com/ che fornisce buoni temi almeno quando cominci ad utilizzare wordpress.

    Rispondi
  5. Web Siena ha detto:

    Un buon tema può essere un buon inizio, magari se è responsive..ma già il twenty di default è buonissimo per quello!
    Layout pulito, struttura organizzata..ma poi il resto deve essere costruito tramite contenuti, link popularity di qualità e segnali sociali.
    Articolo interessante perché finalmente si sfatano un po’ di miti e si fa chiarezza!

    Rispondi
  6. Paolo ha detto:

    Ciao Francesco,

    un buon articolo sintetico ma che fa chiarezza su alcuni aspetti, in particolare sono d’accordo con te per quanto scrivi nell’ultima parte dell’articolo, nella quale spieghi l’importanza di tenere separati i due canali (tema WordPress e plugin SEO), in quanto il primo non potrà mai sostituire il secondo in quanto a funzionalità e update nel tempo (come giustamente indichi poco sopra nell’articolo).

    Tuttavia credo sia importante riconoscere che un buon tema può fare la differenza per quanto riguarda aspetti (forse secondari, ma pur sempre da considerare) SEO-related, anche se qui poi ci si addentrerebbe in tutto un altro discorso.

    Rispondi
  7. Lorenzo ha detto:

    Io ormai creo tutto il codice html, css, php a mano…utilizzo lazy-loading per il caricamento delle parte non seo-indispensabili, ottimizzo cache e gzip sul server…ecc
    Un attimo fa ho provato il sito di test della velocità che ha citato Ivan, sul sito traslochi a Varese e, considerando che il testo lo fa da New York ed il server è in iNet a Roma, mi ha detto che il sito è più veloce dell’87% dei siti testati. Credo si un buon risultato. Sono sempre stato incuriosito da WP, ma non riesco a rinunciare ad avere il pieno controllo sul codice.
    Comunque credo sia molto utile per creare velocemente siti satelliti di quello che si vuole spingere lato seo…ovviamente con ip diverso…e cmq con tematiche sensate.

    Rispondi
    • Ivan ha detto:

      Ciao Lorenzo,

      ho dato un’occhiata al tuo sito e devo dire che hai fatto proprio un buon lavoro : )

      Però secondo me è un metodo praticabile solo in caso di siti web che contengono un numero limitato di pagine. E non è assolutamente scalabile.

      Prendiamo l’esempio di uno dei miei siti (www.saporedicina.com) che pubblica 4-6 articoli a settimana (in tre lingue) e ha vari collaboratori. Ecco solo alcuni dei problemi per cui non vedo una soluzione “rapida”:

      1) Come automatizzare il calendario editoriale (con WordPress è possibile)? Perché ti assicuro che quando pubblichi quasi ogni giorno e c’è varia gente che mette mano agli articoli si tratta di una funzione imprescindibile.

      2) Come creare un forum?

      3) Come programmare funzioni automatiche come il “related article”?

      4) Come integrare Mailchimp o Aweber?

      5) Come gestire i commenti, i messaggi automatici da inviare a chi ha lasciato un commento e attende una risposta o i pingback?

      6) Come ottenere un tema MOBILE RESPONSIVE (punto ormai importantissimo)?

      Sono sicuro che tutti questi problemi sono risolvibili (basterebbe crearsi le funzioni da soli). Ma ne vale realmente la pena?

      O è meglio concentrarsi sulla produzione dei contenuti, il marketing e l’interazione con i lettori?

      Oramai un buon tema WordPress (o Joomla) ti permette il controllo totale sia dal punto di vista SEO (indicizzazione, XML maps, meta tags, permalinks, gestione della cache etc) che CSS.

      Quindi l’unico vantaggio di un tema “fatto in casa” mi sembra l’ottimizzazione dei tempi di caricamento. Ma siamo sicuri che si guadagni così tanto in velocità?

      Ho appena testato la homepage del sito citato su Pingdom e questa è la risposta che ho ottenuto (considera però che può variare a seconda delle ore in cui fai il test):

      Your website is faster than 42% of all tested websites

      Se consideri che la pagina testata contiene 10 foto 520×347 pixels + l’immagine dell’header + vari plugin “pesanti” come il box facebook mi sembra che le prestazioni di WordPress si avvicinino, e di molto, a quelle di un sito con HTMLe PHP personalizzato.

      Discussione interessante!

      Ciau

      Rispondi
      • Lorenzo ha detto:

        Ciao Ivan,

        devo dire che, per testare la velocità, non ho mai fatto una prova di continue richieste da linux vs sito wordpress. Posso dire a livello generale che avevo provato e seguito delle prove di test con richieste e connessioni multiple fatte verso pagine scritte in php puro e in pagine basate su Zend Framework e devo dire che il rallentamento dovuto al sovrapporsi di parecchi layer di astrazione poteva ridurre le prestazioni anche di 5 ordini di grandezza. Comunque parliamo di millesimi di secondo.

        Devo dire che la tua risposta mi è piaciuta. Sono d’accordo a livello generale. E la risposta alla domanda “ne vale la pena?” se fosse data solo a livello tecnico mi vedrebbe d’accordo con te.

        Credo tuttavia che più ti ritrovi a fare un sito in un settore ad alta competizione e più contano anche le virgole…e in questi contesti una differenza di velocità sia apprezzata da Google, perchè per lui vuol dire risparmiare tempo a scansionare siti…e lo deve fare miliardi di volte al giorno…e risparmiare tempo vuol dire poter scansionare il web con meno hardware e quindi risparmiare soldi. In merito hanno aggiornato all’algoritmo Caffeine e si sono inventati il protocollo SPDY…quindi credo che non sia secondario per loro.

        Detto questo, esistono motivazioni strategiche. Se ho un’azienda che fa siti mi conviene utilizzare un software, seppur ben fatto e con un’ottima community, che automatizza quasi tutto? Io penso che sia meglio mantenere il know-how su quello che faccio, essere abituato a programmare, seguire l’evoluzione delle tecniche, dei pattern, ecc…così nel momento in cui qualcuno ti chiede un’applicazione su misura, che non esiste tra le plugin di WP, non hai problemi a realizzargli qualsiasi cosa voglia. Devo pure dire che conosco molto gente che fa fatica anche solo ad utilizzare un computer…immaginiamoci il pannello di controllo di WP.

        Infine, ma non da ultimo, c’è la questione strategia della barriera all’entrata. Non ho dati, ma penso che a rigor di logica, ci siano più persone che sanno utilizzare WP che non persone che sappiano impostare un server linux, programmare php, impaginare html e css e programmare in javascript/jQuery. Quello che voglio dire è che per un cliente, credo sia più facile cambiare un gestore di un sito fatto in WP che il gestore di un sito fato da zero su misura. Questo per esempio protegge in parte il proprio lavoro da schiere di studenti universitari che magari lavorano in nero…e forse ce ne sono di più bravi con WP che non a fare siti da zero. Ne conosco parecchi di entrambe i tipi, ma più del primo in effetti. Ma la mia esperienza personale, ammetto, non fa statistica.
        Per carità, magari sono bravissimi, non discuto…però lavorare senza pagare le tasse è concorrenza sleale oltre che eticamente opinabile.

        Insomma, questo discorso è molto interessante, ma lungo, lunghissimo da sviluppare e inoltre credo sia una di quelle cose tipo: è nato prima l’uovo o la gallina? :)

        Forse dipende molto dalle proprie strategie e convinzioni, tempo, obiettivi.

        Ciao,
        Lorenzo

  8. pixelangry ha detto:

    Quello che dici è vero, però se chi lo usa sa cosa sta facendo un piccolo aiuto sicuramente lo danno.
    Ovvio che sei tu che devi ottimizzarlo SEO, ma se questi temi non ti danno la possibilità di farlo,vai a rischio di perdere gli elementi chiave dell’ ottimizzazione.
    Wordpress lo uso poco, sono un fan di Joomla, però per farti capire cosa intendo con le versioni vecchie di Joomla fare SEO era una cosa al limite del titanico, dovevi fare hoverride su quasi tutti i componenti per avere un minimo di controllo,installarti una numerosa serie di plug-in, adesso con la versione 3 e migliorata tantissimo, e anche i temi che sono sviluppati tendono a considerare i fattori SEO, risparmiandoti una massiccia dose di tempo, poi ovviamente devi essere tu a sapere cosa fare degli strumenti che ti mettono a disposizione.

    Rispondi
  9. Stefano ha detto:

    La mia SEO interna si ferma a titolo e descrizione, qualche link interno con anchor, poco più. La velocità del sito ha un’importanza assurda dai miei test, cambiare host mi ha dato un +50% da Google o una cosa del genere.

    Rispondi
  10. Intraprendere ha detto:

    E’ vero che non tocca al tema fare la SEO, ma ci sono degli aspetti SEO che invece potrebbero e dovrebbero essere gestiti da un tema. Con questo mi aggancio al tuo punto “non evolvono”. Non ho ad esempio ancora visto un tema che gestisca internamente qualche meta di Schema e che consenta quindi l’estrazione da parte di Google di qualche rich snippet. Nulla di nulla!

    Rispondi
  11. Paolo C. ha detto:

    Io concordo pienamente con Ivan: è vero che i “temi che Google ama” sono una baggianata, ma è anche vero che un tema scritto in modo pulito, veloce da caricare e responsive aiuta in moto tangibile il posizionamento di un sito rispetto a tutti quei temi pesanti e mal programmati..!

    Un ottimo tema SEO secondo me è “Schema”

    Rispondi

Lascia un commento

Anteprima commentatore

Personalizza il tuo avatar!
Vai su gravatar.com e carica quello che preferisci!

I commenti sono modificabili entro 5 minuti dal loro inserimento.
Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Solo i commenti firmati con un nome saranno accettati. Leggi il Regolamento Commenti!